Nel cuore di Mantova, tra Piazza delle Erbe e Piazza Broletto, il Palazzo del Podestà è un libro di storia a cielo aperto dove Medioevo e Rinascimento si incontrano sulla stessa pietra. Costruito nel 1227, fu con la Torre del Broletto il centro amministrativo del comune medievale. Ma il monumento che oggi osserviamo porta il segno di una svolta: intorno al 1462 Ludovico Gonzaga, signore umanista che sogna di fare di Mantova una capitale delle arti, avvia un rinnovamento radicale nell'ambito di una vasta riqualificazione dell'immagine urbana. Si inseriscono allora finestre rettangolari nel linguaggio del Rinascimento fiorentino e si "accecano" i merli medievali, su progetto di Giovanni Antonio d'Arezzo, con il probabile contributo di Luca Fancelli. Questa chiusura dei merli fa guadagnare un piano intero, subito destinato agli archivi cittadini.
Cosa vedere
- Le finestre rettangolari rinascimentali: cercate, sulle vecchie murature del 1227, queste aperture nitide di disegno fiorentino inserite verso il 1462.
- I merli "accecati": alzate lo sguardo al coronamento. Dove sorgevano merli militari, i vuoti sono stati colmati per guadagnare un piano.
- La statua di Virgilio sulla facciata verso Piazza Broletto: effigie duecentesca del poeta in abito da dottore, con la toga e le braccia poggiate su un leggio con l'iscrizione "Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus".
- L'Arengario e i collegamenti tra le piazze: verso il Broletto il palazzo si connette all'antico Magazzino Generale e, verso le Erbe, al Palazzo della Ragione.
- Il dialogo delle due piazze: il palazzo fa da cerniera tra la Piazza delle Erbe mercantile e la Piazza Broletto del potere.
Storia e contesto
Il rinnovamento del 1462 rientra nel grande programma di Ludovico Gonzaga per modernizzare l'immagine di Mantova, lo stesso slancio che portò in città Alberti e Mantegna.
Segreti e curiosità
La chiusura dei merli orchestrata da Luca Fancelli non aveva solo scopo decorativo: colmando i merli si creava un piano in più, subito destinato ad accogliere gli archivi della città.
Lo sapevi?
Sulla facciata verso Piazza Broletto una statua medievale mostra Virgilio seduto al leggio, con la toga da dottore, sotto l'iscrizione "Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus". La città, fiera di aver dato i natali all'autore dell'Eneide, ne aveva fatto ben prima del Rinascimento una vera icona civica.

