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Scultura del Rinascimento

Mercurio volante

Firenze

Mercurio volante

Il bronzo è datato verso il 1578-1580; è documentato nel 1580, quando Giambologna lo inviò da Firenze alla Villa Medici, a Roma, dove coronava una fontana. Vi rimase fino al 1780 circa, passò agli Uffizi e poi al Bargello verso il 1870. Giambologna trattò il tema del Mercurio volante più volte, e la sua bottega ne diffuse numerose versioni vendute a principi e mercanti di tutta Europa: l'esemplare del Bargello è il più celebre.

Elementi notevoli

Un dio nudo, atletico, sembra non pesare più di una fiamma: tocca il suolo solo con la punta di un piede, posato su un soffio d'aria emesso da una piccola testa — Zefiro, il vento di ponente. Il corpo si slancia verso il cielo, un braccio teso in alto, l'indice puntato, l'altro che regge il caduceo. Sul capo e alle caviglie, le ali del messaggero degli dèi. Tutta la figura descrive una lunga spirale ascendente, dal piede d'appoggio fino al dito levato. Il bronzo, liscio e teso, dà la perfetta illusione di un corpo in volo, fermato per un istante.

Significato

Il Mercurio volante è un manifesto: quello della figura serpentinata, la figura a spirale che va girata per essere letta, e quello della leggerezza resa dal più pesante dei materiali. Far volare il bronzo, posare un corpo intero su un soffio: è una sfida tecnica oltre che estetica, il vertice dell'arte manierista. Il soggetto — Mercurio, messaggero, dio del commercio e dell'eloquenza — si addiceva a una corte raffinata che spesso donava repliche dell'opera ai suoi ospiti di riguardo.

Simbolismo e lettura iconografica

Mercurio è il messaggero degli dèi, patrono dei viaggiatori, dei mercanti e degli oratori: il caduceo e le ali sono i suoi attributi costanti. Il dito puntato al cielo dice la sua natura di mediatore tra gli dèi e gli uomini, tra terra e Olimpo. Il soffio di Zefiro su cui si erge trasforma un principio fisico — il vento — in base poetica: il dio non poggia su nulla di solido, è portato dall'aria. La leggerezza stessa si fa senso: lo spirito che trionfa sulla gravità.

La parola alla guida

Non restate fermi: questa statua chiede che le giriate intorno. Da ogni angolazione la spirale si ricompone, il corpo pare davvero salire. Abbassate lo sguardo al punto d'appoggio: tutto quel peso di bronzo posa sulla punta di un piede, appoggiata su un soffio scolpito che esce da una bocca — Zefiro. Seguite la linea dal piede fino al dito teso verso il cielo: è un unico slancio continuo. Chiedetevi come il metallo regga: il segreto è un sapiente equilibrio delle masse e un punto d'ancoraggio nascosto. Guardate infine le piccole ali alle caviglie, quasi in movimento.

Segreti e misteri

  • Capolavoro della figura serpentinata: da contemplare girandovi intorno, senza un punto di vista unico.
  • Il dio si regge in equilibrio sul soffio di Zefiro, scolpito uscente da una bocca, sotto la punta del piede.
  • Documentato nel 1580, inviato alla Villa Medici a Roma per coronare una fontana.
  • Giambologna realizzò più versioni del soggetto; la sua bottega ne diffuse repliche in tutta Europa.
  • Passato agli Uffizi e poi al Bargello verso il 1870.

Analisi delle emozioni

L'effetto è immediato e gioioso: si crede davvero di vedere un corpo librarsi, e la mente per un istante rifiuta di ammettere che sia bronzo. Nasce allora un piacere quasi infantile, quello dell'impossibile reso visibile. La grazia della linea, l'eleganza del gesto, quella leggerezza insolente placano e divertono a un tempo. Si prova l'euforia della padronanza assoluta — un artista che gioca con la materia come sfidasse la gravità stessa, e vince.

Lo sapevi?

Il Mercurio è divenuto così emblematico da uscire dalla storia dell'arte per entrare nella cultura comune: la sua silhouette in equilibrio su un soffio, un piede levato, il dito al cielo, ha fatto da immagine al volo, alla velocità, al messaggio, fin dentro loghi e pubblicità moderni. Poche sculture del Rinascimento hanno avuto simile fortuna popolare. In origine, però, era solo una sfida di bottega: dimostrare che il bronzo poteva volare.