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Scultura del Rinascimento

Fontana dell'Oceano

Firenze

Fontana dell'Oceano

Giambologna scolpisce la fontana per Francesco I de' Medici negli anni Settanta del Cinquecento Concepita dapprima per un'altra collocazione del giardino (l'anfiteatro), viene trasferita nel 1618 al centro dell'Isolotto, l'isola ovale cinta d'acqua che la valorizza. La statua dell'Oceano, esposta alle intemperie, è stata messa al riparo al Museo Nazionale del Bargello; una copia la sostituisce oggi sulla fontana. La tazza di granito, monolite di grandissime dimensioni, è ritenuta ricavata da un solo blocco.

Elementi notevoli

Al centro di una vasca, un'immensa tazza circolare di granito posa su un basamento dove tre divinità fluviali, sedute, versano le loro acque: il Nilo, il Gange e l'Eufrate. In cima alla tazza si erge la figura colossale dell'Oceano, uomo in piedi che domina la composizione, poggiato sul mondo delle acque. Giambologna orchestra i corpi muscolosi, le torsioni e i molteplici punti di vista propri della sua arte. L'opera che si vede oggi sull'isolotto è in parte una copia: l'Oceano originale è conservato al Bargello.

Significato

La fontana mette in scena nientemeno che le acque del mondo: l'Oceano troneggiante sopra i tre grandi fiumi dei continenti allora noti, immagine del dominio universale. Per i Medici è un linguaggio di potenza — dominare l'acqua, ordinarla, farla zampillare significa ostentare il controllo del principe sulla natura e sul mondo. Capolavoro di scultura da giardino, ha fatto da prototipo a innumerevoli fontane con figure fluviali. Giambologna vi dimostra il proprio genio nella composizione a più figure e a più facce.

Simbolismo e lettura iconografica

L'Oceano che domina i tre fiumi figura l'ordine del mondo delle acque: la sorgente universale sopra i grandi corsi nutrici del Nilo, del Gange e dell'Eufrate — l'Africa, l'Asia, i confini del mondo noto. Riunire questi fiumi lontani significa simbolicamente abbracciare la Terra intera. La fontana, arte dell'acqua domata e rimessa in moto, diventa emblema del buon governo mediceo: il principe, come l'Oceano, distribuisce l'abbondanza. L'isolotto d'acqua che la circonda rafforza l'idea di un mondo tenuto nel cavo di un giardino.

La parola alla guida

Avvicinatevi dalle rampe dell'Isolotto: la fontana si scopre in mezzo all'acqua, isolata come un'isola, ed è tutto il senso del luogo. Giratele attorno: Giambologna non ha previsto una sola veduta ma diverse, e ogni divinità fluviale — il Nilo, il Gange, l'Eufrate — offre un profilo differente. Guardate la tazza di granito: la sua massa monolitica è di per sé un'impresa tecnica. Sappiate infine che l'Oceano che la corona è una copia: l'originale, troppo fragile all'aperto, veglia ormai al Bargello.

Segreti e misteri

  • L'Oceano originale è oggi al Bargello; una copia occupa la fontana all'aperto.
  • La fontana sarebbe stata dapprima destinata all'anfiteatro del giardino, poi spostata all'Isolotto nel 1618.
  • Le tre divinità fluviali rappresentano il Nilo, il Gange e l'Eufrate — tre continenti del mondo noto.
  • La tazza di granito monolitica è un tour de force tecnico.
  • L'opera ha fatto da modello a numerose fontane con figure fluviali successive.

Analisi delle emozioni

Davanti all'Isolotto si prova anzitutto un senso di calma maestosa: l'acqua che cinge la fontana, i grandi alberi, il silenzio del fondo del giardino. Poi la composizione impone la sua forza — quei corpi colossali, quella tazza enorme, quella figura che tutto domina. Ci si sente piccoli, come davanti a un'allegoria del mondo intero condensata in un punto. C'è grandezza teatrale, ma anche serenità: l'acqua placa ciò che la scultura ha di enfatico. È un luogo dove si rallenta, dove lo sguardo gira lento attorno alla pietra e all'acqua mescolate.

Lo sapevi?

A lungo la figura dell'Oceano ha dominato l'Isolotto, battuta dal sole e dalla pioggia di Boboli; per salvarla dall'erosione la si è infine trasferita al riparo, al Museo Nazionale del Bargello, sostituendola sulla fontana con una copia fedele Il visitatore che crede di ammirare l'originale di Giambologna in mezzo all'acqua contempla dunque una controfigura: il vero Oceano veglia ormai sotto un tetto, mentre il suo riflesso di pietra continua a regnare sui tre fiumi del giardino.