Lungo il Corso della Giovecca, l'asse maggiore tracciato con l'Addizione Erculea, il Palazzo Roverella dispiega una delle più eleganti facciate in cotto di Ferrara. La città degli Este vive, a cavallo tra Quattro e Cinquecento, un urbanistica visionaria: il duca Ercole I affida al suo architetto Biagio Rossetti l'ampliamento metodico della città, spesso citata come la prima città «moderna» d'Europa per il suo piano razionale. È in questo contesto, verso il 1508, che sorge il palazzo della famiglia Roverella, imparentata con un lignaggio di prelati influenti. L'attribuzione a Biagio Rossetti resta discussa, ma l'edificio porta il marchio della scuola ferrarese da lui fondata: sobrietà dei volumi, scienza della proporzione e soprattutto virtuosismo del laterizio e della terracotta modellata, materiale re in questa pianura padana priva di pietra.
Cosa vedere
- La facciata in cotto sul Corso della Giovecca: mettiti davanti e lascia scorrere lo sguardo su fregi, cornici e incorniciature modellate nell'argilla cotta; è la firma di Ferrara, un merletto di mattone.
- Le incorniciature delle finestre: avvicinati alle aperture del piano nobile e osserva il modellato delle terrecotte, motivi vegetali e candelabre, eseguiti a stampo con precisione da orafo.
- La policromia del mattone: secondo la luce, la facciata passa dal rosa al rosso profondo; questo cromatismo caldo è proprio delle città di mattone della pianura padana.
- Il ritmo dell'alzato: confronta il pianterreno, più massiccio, con i piani nobili ornati; tutta la gerarchia della dimora si legge a colpo d'occhio.
- Il portale: cerca l'incorniciatura d'ingresso, punto d'accento della composizione, dove il decoro si concentra.
- Il dialogo con l'Addizione Erculea: ricorda che questo palazzo si inscrive nel piano urbano rivoluzionario di Rossetti; la strada stessa, larga e diritta, fa parte dell'opera.
Storia e contesto
Ferrara è iscritta nel patrimonio mondiale UNESCO proprio come «città del Rinascimento», e l'Addizione Erculea di Biagio Rossetti vi è salutata come una pietra miliare dell'urbanistica europea. La terracotta ferrarese non è un ripiego ma una scelta estetica.
Segreti e curiosità
Il nome Roverella rimanda a un lignaggio che diede diversi prelati di primo piano, tra cui un cardinale, segno dell'intreccio tra famiglie patrizie e gerarchia ecclesiastica nell'Italia del Rinascimento.
Lo sapevi?
Biagio Rossetti è talvolta presentato come il primo urbanista dell'età moderna: raddoppiando la superficie di Ferrara con un piano pensato d'insieme, avrebbe concepito la città come un'opera d'arte totale, di cui i palazzi in cotto come il Roverella sono i tasselli.

