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Rinascimento italiano

Il Castello Estense di Ferrara

Ferrare

Il Castello Estense di Ferrara

Piantato nel cuore esatto di Ferrara, con il fossato ancora colmo d'acqua che riflette il laterizio rosso delle sue torri, il Castello Estense è uno dei rari grandi castelli dell'Italia settentrionale ad aver conservato il ponte levatoio e il fossato. La sua sagoma massiccia racconta una duplice storia: quella di una fortezza difensiva nata nel 1385 da una rivolta popolare, e quella di una sontuosa residenza di corte che, nel corso del XV e XVI secolo, si aprì agli splendori del Rinascimento. Comprendere questo monumento significa distinguere di continuo il guscio militare medievale — le mura, le torri, le prigioni — dallo strato raffinato che gli Este vi sovrapposero: appartamenti decorati, logge sul fossato e soffitti dipinti.

Gli Este, signori di Ferrara

La casa d'Este è tra le più antiche e prestigiose dinastie principesche d'Italia. Signori, poi marchesi e infine duchi di Ferrara, Modena e Reggio, gli Este governarono la città per diversi secoli e ne fecero uno dei principali centri del Rinascimento. Sotto principi come Ercole I d'Este (duca dal 1471) e suo figlio Alfonso I, Ferrara conobbe un'età dell'oro: l'urbanistica innovativa dell'«Addizione Erculea» ideata da Biagio Rossetti, una corte brillante, la protezione accordata ad artisti e letterati.

Anche le donne della casata segnarono altrettanto questo splendore. Isabella d'Este, nata a Ferrara e divenuta marchesa di Mantova, è ritenuta una delle grandi mecenati del suo tempo; sua sorella Beatrice d'Este, duchessa di Milano, animò la corte degli Sforza. Il castello fu il cuore pulsante di questo potere: al tempo stesso sede del governo, residenza privata della famiglia e teatro delle feste principesche.

Dalla fortezza difensiva alla residenza

L'origine del castello è dichiaratamente militare. Nel 1385, una sommossa popolare rivolta contro la fiscalità signorile spinse il marchese Niccolò II d'Este a dotarsi di una fortezza capace di proteggere la dinastia dai propri sudditi. L'architetto Bartolino da Novara, ingegnere rinomato per le sue opere fortificate, ne tracciò i piani attorno a una torre preesistente, la Torre dei Leoni. Ne risultò così un quadrilatero di laterizio fiancheggiato da quattro possenti torri angolari, cinto da un fossato.

Nel secolo successivo lo spirito cambia. Man mano che gli Este consolidano il loro potere e adottano i codici della corte rinascimentale, il castello cessa di essere soltanto un rifugio difensivo per diventare una residenza di rappresentanza. Si allestiscono appartamenti, si aggiungono logge e terrazze marmoree alla sommità delle torri, si aprono finestre e spazi più luminosi. Un incendio che danneggiò l'edificio nel XVI secolo offrì peraltro l'occasione per ricostruzioni e campagne decorative condotte secondo il gusto dell'epoca. Questa trasformazione non fa scomparire la fortezza: la riveste. Il visitatore odierno legge ancora, sovrapposte, queste due vocazioni.

Il fossato, le torri e il ponte levatoio

È dalle sue difese che il castello colpisce anzitutto. È circondato da un ampio fossato tuttora colmo d'acqua — una rarità che contribuisce potentemente alla sua atmosfera — che si varcava per mezzo di ponti levatoi il cui meccanismo e le cui scanalature restano leggibili. Le quattro torri angolari portano dei nomi: la Torre dei Leoni (la più antica, integrata fin dall'origine), nonché le torri Marchesana, di Santa Caterina e di San Paolo, disposte agli angoli della pianta quadrata.

Queste torri, dapprima puramente militari, ricevettero nel Rinascimento coronamenti di marmo, logge e balaustre che ne addolciscono la massa e offrivano ai principi punti panoramici sulla città. Alzando lo sguardo si distinguono così la base medievale austera e la parte alta, più ornata, aggiunta per il diletto della corte. La salita a una delle torri, oggi accessibile, farebbe scoprire un panorama sui tetti di Ferrara e sul tracciato regolare della città rinascimentale.

Gli appartamenti ducali e i soffitti dipinti

Il cuore rinascimentale del castello si trova al piano nobile, negli appartamenti della famiglia ducale. Diverse sale vi conservano decorazioni dipinte che figurano tra gli interni più interessanti di Ferrara. La tradizione attribuisce buona parte di questi cicli, nel XVI secolo, alla bottega dei Filippi — Camillo, Cesare e Sebastiano Filippi, quest'ultimo soprannominato il Bastianino, artisti ferraresi attivi per la corte.

Si citano in particolare la Sala dell'Aurora e la Sala dei Giochi, i cui soffitti sono ornati di composizioni allegoriche e di scene tratte dall'Antichità, nonché un piccolo studiolo dedicato a scene di banchetto, talvolta indicato come il «Camerino dei Baccanali». Questi soffitti, ricchi di figure mitologiche e di riferimenti eruditi, illustrano la cultura umanistica della corte estense. La distinzione resta qui essenziale: queste decorazioni raffinate appartengono allo strato residenziale e principesco dell'edificio, innestato ben dopo la costruzione delle mura. Le attribuzioni precise, le datazioni e il grado di restauro di queste sale meriterebbero conferma su fonti specialistiche.

La corte degli Este: Ariosto, Tasso, mecenatismo

Ferrara fu, nel Rinascimento, una delle capitali delle lettere italiane, e il castello ne fu uno degli scenari. La corte degli Este accolse e impiegò Ludovico Ariosto, autore dell'Orlando furioso, poema cavalleresco composto al servizio della casa d'Este e che ne celebra miticamente le origini. Una generazione più tardi, Torquato Tasso, autore della Gerusalemme liberata, conobbe a Ferrara la gloria e poi la disgrazia; la tradizione letteraria ha molto ricamato sul suo soggiorno e sul suo internamento, racconti che conviene accogliere con prudenza.

Attorno a queste figure gravitavano musicisti, pittori e letterati, in una città dove il mecenatismo era uno strumento di prestigio politico. Il castello, luogo di feste, spettacoli e ricevimenti diplomatici, partecipava di questa messa in scena del potere. È questa congiunzione di un imponente apparato militare e di una brillante vita di corte a fare la singolarità del luogo.

Le prigioni e il dramma di Parisina

Sotto gli splendori, il castello conserva la sua parte d'ombra. Al livello del fossato sopravvivono delle prigioni scavate nello spessore delle mura, umide e buie, che ricordano la vocazione carceraria di ogni fortezza signorile.

A queste celle si lega uno dei drammi più celebri della storia ferrarese. Secondo il racconto tradizionale, il marchese Niccolò III d'Este avrebbe fatto decapitare in questi sotterranei la moglie Parisina Malatesta e il proprio figlio Ugo, accusati di una relazione adulterina. L'episodio, collocato all'inizio del XV secolo, ha alimentato un'abbondante posterità letteraria — Lord Byron gli dedicò un poemetto, e ispirò altre opere. La parte della storia e quella della leggenda sono qui difficili da districare; il dramma, in ogni caso, fa oggi parte integrante della memoria del castello e del percorso di visita delle prigioni.

Cosa vedere assolutamente

  • Il fossato colmo d'acqua e il ponte levatoio: fare il giro esterno per cogliere la fortezza nel suo scrigno, raro caso di un castello urbano ancora cinto d'acqua.
  • Le quattro torri angolari, tra cui la Torre dei Leoni, e la salita alla torre per il panorama sulla Ferrara rinascimentale.
  • Gli appartamenti ducali al piano nobile e i loro soffitti dipinti — Sala dell'Aurora, Sala dei Giochi, Camerino dei Baccanali — attribuiti alla bottega dei Filippi nel XVI secolo.
  • Le prigioni al livello del fossato, legate al dramma di Ugo e Parisina.
  • Le logge e i coronamenti di marmo aggiunti alle torri nel Rinascimento, da individuare alzando lo sguardo: la traccia della mutazione della fortezza in residenza.
  • Il cortile d'onore e i percorsi interni, per leggere la sovrapposizione del militare e del residenziale.

Informazioni pratiche

Il Castello Estense si erge al centro di Ferrara, facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione e dai principali monumenti della città (cattedrale, Palazzo dei Diamanti). Si visita come museo e si presta a un percorso che unisce gli appartamenti decorati, le torri e le prigioni.

Gli orari, le tariffe, i giorni di chiusura e le condizioni di visita delle torri variano nel tempo; si consiglia vivamente di verificarli presso il sito ufficiale del castello o l'ufficio del turismo di Ferrara prima di recarvisi. Il castello fa parte del sito iscritto nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO «Ferrara, città del Rinascimento, e il suo delta del Po», il che invita a integrarlo in una scoperta più ampia del centro storico.

Quiz

1. Chi è l'architetto all'origine della fortezza, iniziata nel 1385?

  • Biagio Rossetti
  • Bartolino da Novara
  • Il Bastianino

2. Quale evento è all'origine della costruzione del castello?

  • Una rivolta popolare contro la fiscalità, che spinse gli Este a proteggersi
  • Un'invasione straniera di Ferrara
  • Un matrimonio principesco tra gli Este e gli Sforza

3. Quale celebre dramma è associato alle prigioni del castello?

  • L'avvelenamento di Alfonso I d'Este
  • L'esecuzione di Parisina Malatesta e di Ugo d'Este per adulterio
  • L'assassinio dell'Ariosto