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Scultura del Rinascimento

Pietà Rondanini

Milano

Pietà Rondanini

Michelangelo riprese questo blocco negli ultimi anni di vita, verso il 1552-1553, poi lo rilavorò senza sosta fino al 1564. Un disegno conservato all'Ashmolean di Oxford mostra un primo progetto diverso, con il volto di Maria voltato altrimenti. Insoddisfatto, l'artista ritagliò tutto: nel primo corpo del Cristo scavò una nuova figura della Vergine, conservando solo le gambe e quel braccio staccato dello stato precedente. A lungo nella collezione romana Rondanini (da cui il nome), l'opera fu acquisita dal Comune di Milano ed è oggi esposta da sola, in uno spazio dedicato del Castello Sforzesco.

Elementi notevoli

Due figure verticali, quasi fuse l'una nell'altra: la Vergine, in piedi dietro, sostiene il corpo del Cristo morto che le scivola contro senza cadere. Il marmo è lasciato grezzo in alcuni punti, appena sbozzato, altrove affinato fino alla trasparenza. Dettaglio sconvolgente: un braccio destro, isolato, pende accanto al gruppo — è il braccio del Cristo di una PRIMA versione abbandonata, spezzato sopra il gomito, rimasto lì come un fantasma. I corpi sono assottigliati, allungati, smaterializzati; non si sa più dove finisca la madre e dove cominci il figlio.

Significato

È l'ultima opera di Michelangelo, alla quale lavorava ancora pochi giorni prima di morire, nel febbraio 1564, a quasi ottantanove anni. Il non-finito vi raggiunge il suo estremo: non più una tecnica, ma un linguaggio — la materia che si disfa, la forma che si cerca all'infinito. Il vecchio maestro, che sessant'anni prima aveva scolpito la Pietà levigata e perfetta di San Pietro, qui rovescia tutta la sua arte: abbandona la bellezza classica per una nudità spirituale, scarnificata, tremante. L'opera è divenuta l'emblema dell'ultimo Michelangelo, rivolto a Dio e alla propria fine.

Simbolismo e lettura iconografica

La verticalità rovescia lo schema abituale della Pietà: invece di un corpo disteso sulle ginocchia della madre, il Cristo si erge, sorretto, come già in cammino verso la Resurrezione. La fusione dei due corpi dice l'unione indissolubile di madre e figlio, di umanità e divino. Lo stesso non-finito fa senso: la forma incompiuta diventa immagine dell'anima che si spoglia, della carne che si cancella a favore dello spirito. Il braccio fantasma, vestigio di uno stato abbandonato, è come la traccia del tempo e del dubbio incisa nella pietra.

La parola alla guida

Non cercate qui il finito abbagliante della giovinezza: avvicinatevi, al contrario, a ciò che resta incompiuto. Individuate anzitutto il braccio destro isolato, di lato: non appartiene più alla statua attuale, è il vestigio di una prima versione che Michelangelo ha cancellato. Guardate poi come i due corpi si confondano, come la Vergine e il Cristo sembrino un solo essere verticale. Giratevi lentamente attorno: secondo l'angolo, la materia passa dal levigato al grezzo. Assistete a un'opera in divenire — e interrotta dalla morte.

Segreti e misteri

  • Ultima opera di Michelangelo: vi lavorava pochi giorni prima di morire, nel 1564.
  • Il braccio destro staccato, di lato, è il vestigio di una prima versione abbandonata.
  • L'opera sovrappone due stati: un disegno dell'Ashmolean mostra un progetto iniziale diverso.
  • Non-finito estremo: il marmo passa dal levigato al grezzo, la forma resta aperta.
  • Nominata dalla collezione romana Rondanini; oggi esposta da sola al Castello Sforzesco.

Analisi delle emozioni

Nulla prepara all'emozione che sprigiona questa pietra incompiuta. Là dove la Pietà giovanile placava con la sua perfezione, questa sconvolge per la sua fragilità: due corpi smagriti, tremanti, che si sorreggono in uno slancio estremo. Vi si avverte la mano di un uomo vecchissimo, la sua stanchezza, la sua fede nuda, il suo faccia a faccia con la morte. L'assenza di finitura non è una mancanza: è una confidenza. Si ha la rara sensazione di essere ammessi nella bottega di un morente, davanti all'opera che non ha potuto — o voluto — terminare.

Lo sapevi?

Si racconta che Michelangelo, quasi novantenne, scolpisse ancora la Rondanini in piedi, alla luce di una candela infilata in un cappello di cartone, pochi giorni prima di spegnersi. Insoddisfatto fino alla fine, aveva cancellato una prima versione per scavarne un'altra nel blocco stesso, lasciando quel braccio solitario pendere come una confessione. L'opera rimase nella sua bottega alla morte, nel 1564, incompiuta: il più grande scultore di ogni tempo si spense con lo scalpello in mano, senza mai terminarla.