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Scultura del Rinascimento

Monumento funebre a Bartolomeo Colleoni

Bergamo

Monumento funebre a Bartolomeo Colleoni

Colleoni commissionò la propria tomba in vita, nella cappella che faceva edificare. Amadeo ne realizzò la parte in marmo, tra il 1472 e il 1477 circa. La statua equestre in legno dorato che corona il monumento è più tarda e attribuita a scultori venuti da Norimberga, Sisto e Leonardo, verso il 1491 — avrebbe sostituito una prima versione. Le fonti riferiscono una spesa considerevole, dell'ordine di 1600 ducati d'oro. Il sepolcro resta in situ; i resti del condottiere vi furono identificati solo nel 1969.

Elementi notevoli

Sulla parete di fronte all'ingresso, un monumento slanciato in altezza: due sarcofagi sovrapposti in marmo finemente scolpito, carichi di rilievi — Episodi della vita di Cristo, statue, teste di leone —, il tutto coronato, in cima, da una statua equestre del condottiere in legno dorato. Colleoni vi appare in armatura, sul suo cavallo, dominando la propria tomba. Il contrasto è forte: la preziosa freddezza del marmo bianco sotto, il caldo bagliore dell'oro in alto. L'architettura piramidale del monumento concentra lo sguardo verso il cavaliere, immagine di gloria sospesa sopra la morte.

Significato

Il sepolcro reinventa per un uomo d'arme la formula antica del monumento equestre, riservata a principi e imperatori. Colleoni, capitano di ventura, vi si innalza al rango dei grandi condottieri immortalati a cavallo — come presto sarà la sua statua veneziana del Verrocchio. Sovrapporre i sarcofagi e coronare l'insieme con il cavaliere significa costruire un'ascesa simbolica: dalla morte (il sarcofago) alla gloria eterna (il cavaliere d'oro). L'opera afferma che un uomo senza nascita principesca può, per merito delle armi, meritare un monumento da sovrano.

Simbolismo e lettura iconografica

Il cavallo e l'armatura dicono il mestiere delle armi e il comando; la statua equestre, eredità di Roma, è il segno stesso del capo legittimo. La sovrapposizione dei due sarcofagi solleva il morto verso il cielo, dal corpo sepolto alla figura gloriosa. Le teste di leone evocano forza e vigilanza; gli Episodi della vita di Cristo iscrivono il destino del guerriero nella speranza della salvezza. L'oro della statua, materia di luce, trasfigura il ritratto: non più l'uomo mortale ma la sua immagine trionfante, sottratta alla corruzione.

La parola alla guida

Indietreggiate per cogliere l'insieme in un solo sguardo: è una piramide che sale dalla morte alla gloria. In basso, avvicinatevi ai sarcofagi e leggete i rilievi — cercate gli Episodi della vita di Cristo e le teste di leone, emblemi di forza. Poi risalite lentamente con gli occhi fino alla cima: la statua equestre non è di marmo ma di legno dorato, di altra mano e altra data. Notate come l'oro attiri lo sguardo verso l'alto, lasciando la pietra come basamento. Non state guardando una tomba: state guardando un'apoteosi organizzata dal defunto stesso.

Segreti e misteri

  • La statua equestre non è di marmo ma di legno dorato, e di mano diversa (scultori di Norimberga).
  • Il monumento sarebbe costato circa 1600 ducati d'oro, somma ingente.
  • Due sarcofagi sovrapposti: una vera piramide funeraria addossata alla parete.
  • Colleoni commissionò la tomba in vita, insieme alla cappella.
  • I resti del condottiere furono identificati nel monumento solo nel 1969.

Analisi delle emozioni

Il monumento impone un sentimento misto: l'ammirazione per la finezza del marmo e una punta di vertigine davanti a tanta ambizione postuma. C'è qualcosa di commovente in quest'uomo che, sapendosi mortale, orchestrò così minuziosamente la propria sopravvivenza. Il cavaliere d'oro, in alto, ha la fierezza un po' solitaria delle glorie fissate; sotto, la pietra conserva la gravità del sepolcro. Si avverte la tensione tra l'orgoglio del guerriero e il silenzio della morte che nessun oro colma del tutto.

Lo sapevi?

Colleoni volle, fino all'ultimo, governare la propria immagine. Non pago di una tomba di marmo, fece porre in cima un'effigie equestre — e si racconta che una prima statua fu sostituita da quella in legno dorato che si vede, opera di maestri venuti da Norimberga. Il paradosso è crudele: il condottiere aveva previsto tutto per essere visto a cavallo sopra la morte, ma il suo corpo restò introvabile nel monumento finché non vi fu identificato nel 1969.