Sigismondo Pandolfo Malatesta commissionò verso il 1447 la trasformazione della chiesa di San Francesco in un mausoleo dinastico; Leon Battista Alberti ne disegnò l'involucro esterno, mentre Agostino di Duccio, a Rimini dal 1449 al 1457, diresse la ricchissima decorazione interna con una squadra di scultori. Il programma resta incompiuto, essendo mutata la fortuna politica e militare di Sigismondo; papa Pio II lo condannò con violenza. Il Tempio è ritenuto l'edificio rinascimentale più riccamente scolpito d'Italia.
Elementi notevoli
All'interno del tempio di Alberti, un popolo di bassorilievi di marmo riveste i pilastri e le cappelle: angeli musicanti dalle ali spiegate, figure allegoriche delle arti liberali e delle virtù, segni zodiacali e pianeti, putti danzanti, ghirlande ed emblemi malatestiani. Lo stile di Agostino di Duccio è riconoscibile tra tutti: un disegno nervoso, panneggi bagnati che aderiscono al corpo, linee ondeggianti, rilievi bassissimi, quasi grafici, dove tutto è movimento e grazia lineare più che volume. Un intreccio di iniziali — la S di Sigismondo, la I di Isotta — corre ovunque nella pietra.
Significato
La decorazione del Tempio è uno dei programmi più audaci del primo Quattrocento: sotto le apparenze di cappella cristiana, Sigismondo Malatesta fa erigere un monumento alla propria gloria, saturo di cultura antica, astrologia e allegoria umanistica. Agostino di Duccio vi dispiega una vera enciclopedia di pietra — arti liberali, virtù, pianeti, zodiaco — in cui il pensiero neoplatonico della corte si fa immagine. È una delle vette del rilievo rinascimentale e il manifesto di un principe letterato che mescola, non senza scandalo per la Chiesa, il sacro e il profano.
Simbolismo e lettura iconografica
Tutto qui è cifrato. Le arti liberali e le virtù dicono l'ideale del principe umanista; i pianeti e lo zodiaco iscrivono Sigismondo in un ordine cosmico, sotto il suo segno natale del Cancro. Gli angeli musicanti elevano il luogo verso l'armonia celeste. Le iniziali intrecciate S e I celebrano l'unione del signore e di Isotta degli Atti. Sotto l'apparenza devota, il programma glorifica un uomo, una stirpe, un amore — al punto che la Chiesa vi vide un tempio quasi pagano dedicato all'orgoglio di un principe.
La parola alla guida
Entrate e cercate anzitutto gli angeli musicanti nella cappella che da loro prende nome: guardate come i panneggi paiano bagnati, incollati al corpo, agitati da un vento interiore. Passate poi alla cappella dei Pianeti: individuate il rilievo dove Rimini appare sotto il segno del Cancro — quello di Sigismondo — con il ponte romano di Tiberio, il castello, il porto. Ovunque, scovate le iniziali intrecciate S e I: il principe e Isotta hanno firmato la pietra del loro amore. Avvicinatevi: questi rilievi sono fatti per essere letti da vicino.
Segreti e misteri
- Il Tempio è ritenuto l'edificio rinascimentale più riccamente scolpito d'Italia.
- Un rilievo mostra una veduta di Rimini sotto il segno del Cancro, segno natale di Sigismondo, con il ponte di Tiberio.
- Le iniziali intrecciate S e I (Sigismondo e Isotta) costellano tutta la decorazione.
- Papa Pio II condannò Sigismondo e giudicò il Tempio pieno di elementi quasi pagani.
- Lo stile di Agostino privilegia la linea e il rilievo bassissimo, quasi un disegno nella pietra.
Analisi delle emozioni
Colpisce la grazia ondeggiante di queste figure: nulla di pesante, tutto pare fluttuare, danzare, respirare. Gli angeli musicanti sprigionano una gioia aerea, quasi inebriante, mentre l'accumulo dei simboli crea una sensazione d'immersione, come se la pietra pensasse ad alta voce. Ma affiora un'inquietudine: quel fasto sacro al servizio di un uomo ha qualcosa di torbido, di febbrile. Si esce abbagliati e un po' turbati, come da un sogno dotto in cui la bellezza serve un orgoglio smisurato.
Lo sapevi?
Papa Pio II, nemico di Sigismondo, lo fece « canonizzare all'inferno » — cerimonia rovesciata della canonizzazione — e rimproverò al Tempio di essere così pieno di opere pagane da somigliare meno a una chiesa cristiana che a un tempio di adoratori dei demoni. Il monumento destinato a garantire la gloria eterna del principe divenne così, già in vita del committente, un capo d'accusa contro di lui.

