Sulla splendida Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, uno dei più bei complessi in travertino d'Italia, il Palazzo dei Capitani del Popolo racconta da solo il passaggio dal Medioevo comunale al Rinascimento. Il nucleo nasce alla fine del Duecento dalla fusione di tre edifici medievali: dapprima "Palatium Populi", sede dei delegati delle corporazioni artigiane, diventa il palazzo del Capitano del Popolo quando il libero comune si afferma. Ma il suo volto rinascimentale, quello che oggi dà unità alla piazza, prende forma nel Cinquecento. Dal 1520 il pittore-architetto Nicola Filotesio, detto Cola dell'Amatrice, ammoderna l'edificio in linguaggio manierista. Nella notte di Natale del 1535 un incendio ordinato dal commissario pontificio Giambattista Quieti per stanare i ribelli devasta il palazzo. La ricostruzione che segue è radicale e coinvolge anche la corte interna, inquadrata da tre ordini di logge, opera dell'architetto ascolano Camillo Merli.
Cosa vedere
- Il grande portale della facciata principale: sopra l'ingresso monumentale troneggia la statua di un pontefice seduto, che trasforma la soglia in un manifesto politico.
- La facciata sulla Piazza del Popolo: l'ordine regolare delle finestre e il colore dorato del travertino danno unità all'intera piazza.
- La seconda facciata di Cola dell'Amatrice, verso Via del Trivio: l'architetto vi rovescia il gioco dei tre ordini e la corona con finestre a croce guelfa.
- La corte interna a tre ordini di logge: progettata dopo l'incendio del 1535 da Camillo Merli, sovrappone le arcate come un teatro.
- Il travertino ovunque: pietra chiara, quasi unico materiale della città.
Storia e contesto
Originariamente "Palatium Populi", sede dei deputati delle corporazioni, l'edificio divenne sede del Capitano del Popolo con l'affermarsi del libero comune. La facciata retrostante realizzata da Cola dell'Amatrice dal 1520 è una vera seconda facciata rivolta verso l'antico cardo.
Segreti e curiosità
L'incendio del Natale 1535, appiccato per estirpare gli oppositori politici, fu paradossalmente all'origine del grande cantiere rinascimentale della corte interna. Cola dell'Amatrice era insieme pittore e architetto, figura tipica dell'artista-umanista completo del suo tempo.
Lo sapevi?
L'incendio doloso della notte di Natale 1535, destinato a punire la città delle sue ribellioni, avrebbe potuto cancellare il palazzo. Ne fece invece il laboratorio della sua rinascita: fu riparando i danni che gli ascolani si diedero la corte a tre logge che oggi si ammira.

