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Musei del Rinascimento

La Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno (Crivelli)

Ascoli Piceno

Collocata nel Palazzo dell'Arengo, sulla luminosa Piazza Arringo, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno è considerata una delle più ricche gallerie delle Marche, e il suo nome resta inseparabile da quello di Carlo Crivelli. Questo pittore nato a Venezia condusse tutta la carriera lontano dalla laguna, nelle città dell'Adriatico marchigiano — Ascoli, Camerino, Fermo —, dove dispiegò uno stile subito riconoscibile: disegno di una precisione da orafo, ori sontuosi, ghirlande di frutta in trompe-l'œil, devozione preziosa e raffinata. La pinacoteca conserva diverse opere legate alla sua mano e al suo ambito, nel cuore di un fondo regionale che abbraccia più secoli di pittura.

Carlo Crivelli, un veneziano nelle Marche

Formatosi nella Venezia della metà del Quattrocento, segnato forse dai Vivarini e dalla cultura padovana, Carlo Crivelli avrebbe lasciato la laguna piuttosto presto — la tradizione evoca vicende giudiziarie — per stabilirsi durevolmente nelle Marche. È lì, tra Ascoli, Camerino e Fermo, che costruisce un'intera carriera al servizio delle chiese e delle confraternite, firmando fieramente le sue opere e qualificandosi talvolta «cavaliere».

La sua arte si riconosce tra mille: linee taglienti, quasi metalliche, panneggi spezzati e nervosi, rilievi d'oro e di pastiglia che fanno sporgere corone e broccati, ghirlande di mele, di cetrioli e di pere sospese sopra i santi in un illusionismo saporoso. Si avrebbe torto a vedervi un attardato del gotico: Crivelli padroneggia perfettamente la prospettiva e la costruzione spaziale del suo tempo, ma sceglie deliberatamente un fondo oro arcaizzante e una preziosità ornamentale. È proprio un pittore del Rinascimento che gioca, con piena consapevolezza, di un raffinamento volutamente anacronistico.

Le opere di Crivelli e del suo ambito

La galleria conserva pezzi attribuiti a Carlo Crivelli — la tradizione cita in particolare un sontuoso piviale (cappa) ricamato associato alla sua produzione, oltre a tavole devozionali —, ma l'elenco esatto e l'attribuzione precisa delle opere esposte in situ meritano di essere verificati presso la documentazione del museo, essendo l'allestimento soggetto a variazione.

Attorno al maestro gravita tutto un ambiente marchigiano che occorre saper distinguere. Vittore Crivelli, suo fratello, attivo soprattutto a Fermo e dintorni, riprende il vocabolario familiare con una maniera più decorativa. Pietro Alamanno (Pietro Alemanno), pittore di origine germanica passato nell'orbita di Carlo, ne diffonde lo stile tagliente nella zona di Ascoli. Insieme, disegnano il volto di una scuola dove la devozione si fa sontuosa, fatta di ori, di ghirlande e di santi ieratici.

Il Palazzo dell'Arengo e le altre collezioni

La pinacoteca occupa il Palazzo dell'Arengo, edificio comunale le cui origini risalirebbero al Medioevo e che fu rimaneggiato nel corso dei secoli. Al di là del nucleo crivellesco, la collezione riunisce un panorama della pittura regionale e italiana che corre dal tardo Medioevo fino ai secoli barocchi e moderni, con maestri veneti e marchigiani, opere di oreficeria e arti decorative, oltre a pezzi più tardivi tra cui si collocano volentieri nomi prestigiosi nelle gallerie di Ascoli — attribuzioni tutte da confermare presso il museo. L'insieme compone una delle più importanti collezioni pubbliche delle Marche.

Ascoli Piceno, città rinascimentale di travertino

La pinacoteca non si comprende senza la sua città. Ascoli Piceno, tutta costruita nel travertino biondo che le dà la sua unità luminosa, si ordina attorno a due grandi piazze. La Piazza del Popolo, una delle più belle d'Italia, è fiancheggiata dal Palazzo dei Capitani del Popolo, la cui facciata e il cui portale rinascimentale testimoniano il rinnovamento della città nel Cinquecento, e dalla chiesa di San Francesco. A pochi passi, la Piazza Arringo, su cui si affaccia il Palazzo dell'Arengo, allinea il Duomo, il battistero e i palazzi del potere. Questa scenografia urbana di pietra chiara offre a Crivelli la cornice più giusta.

Portata

Carlo Crivelli incarna una delle vie più singolari del Rinascimento italiano: una modernità che sceglie l'oro e l'ornamento anziché il naturalismo fiorentino, un'arte di corte e di devozione insieme dotta e sontuosa. Conservando le sue opere e quelle del suo ambito nei luoghi stessi in cui furono concepite, la Pinacoteca di Ascoli Piceno ricorda che il Rinascimento non fu soltanto toscano o romano: fiorisce anche, con un accento inimitabile, nelle città adriatiche delle Marche.

Da non perdere

  • Le opere attribuite a Carlo Crivelli, cuore e gloria della collezione.
  • Lo stile crivellesco spiegato: disegno tagliente, ori e ghirlande di frutta — Rinascimento, non gotico, malgrado il fondo oro volutamente arcaizzante.
  • I pittori dell'ambito: Vittore Crivelli, il fratello, e Pietro Alamanno.
  • Il Palazzo dell'Arengo stesso, scrigno della pinacoteca sulla Piazza Arringo.
  • Un passo fuori, la Piazza del Popolo e il Palazzo dei Capitani, capolavoro urbano del Rinascimento.
  • Il contesto regionale: Ascoli, Camerino, Fermo, capitali della pittura marchigiana.

Informazioni pratiche

La pinacoteca si visita ad Ascoli Piceno, nel Palazzo dell'Arengo, sulla Piazza Arringo, nel cuore della città vecchia. Orari e tariffe sono variabili secondo le stagioni e l'allestimento delle opere può cambiare: meglio verificare le informazioni presso le fonti ufficiali del museo e della città prima della visita. Si assocerà agevolmente la scoperta a una passeggiata tra le strade e le piazze di travertino di Ascoli.

Quiz

1. Quale pittore fa la gloria della Pinacoteca di Ascoli Piceno?

  • Giovanni Bellini
  • Carlo Crivelli
  • Piero della Francesca

2. Come qualificare al meglio lo stile di Carlo Crivelli?

  • Rinascimentale, prezioso e volutamente arcaizzante a fondo oro
  • Puramente gotico e medievale
  • Barocco e teatrale

3. In quale città delle Marche si trova questa pinacoteca?

  • Urbino
  • Camerino
  • Ascoli Piceno