Il Palazzo Borgia, detto anche Palazzo Vescovile, fa parte della scenografia più radicale del primo Rinascimento: la rifondazione di un borgo come città ideale. Nel 1459 papa Pio II decide di trasformare il paese natale di Corsignano in una città umanistica ribattezzata Pienza, in suo onore. Affida il cantiere all'architetto fiorentino Bernardo Rossellino, allievo dell'Alberti, che in pochi anni ridisegna una piazza monumentale unica in Europa. Attorno alla Piazza Pio II si rispondono la cattedrale, il Palazzo Piccolomini (residenza pontificia) e, di fronte, questo palazzo che Pio II donò al suo vicecancelliere, il cardinale Rodrigo Borgia — il futuro papa Alessandro VI. L'edificio riprende una dimora medievale preesistente, adattata al gusto rinascimentale per integrarsi nella scenografia voluta dal papa. Divenuto palazzo vescovile dopo la morte di Pio II, oggi ospita il Museo Diocesano, ricco di arazzi fiamminghi e primitivi senesi.
Cosa vedere
- La posizione sulla Piazza Pio II: mettiti al centro della piazza trapezoidale e osserva come il palazzo dialoghi con la cattedrale e il Palazzo Piccolomini; nulla è lasciato al caso, gli angoli furono calcolati per allargare la prospettiva.
- La facciata sulla piazza: più sobria di quella del Palazzo Piccolomini di fronte, conserva tracce della dimora medievale originaria; nota il contrasto voluto fra l'eleganza nuova e il fondo antico.
- Le finestre e la muratura: cerca i giochi di apparecchiatura nella pietra locale dorata che dà a Pienza la sua luce particolare al tramonto.
- Il portale e gli stemmi: sopra l'ingresso, cerca gli emblemi che ricordano il legame con il papato e con la famiglia del committente.
- L'interno, Museo Diocesano: non perdere il piviale detto di Pio II, capolavoro di ricamo inglese (opus anglicanum), e le tavole senesi dei secoli XIV-XV.
- La vista sulla Val d'Orcia: dai pressi del palazzo lo sguardo corre verso le colline patrimonio dell'umanità, proprio il paesaggio che Pio II voleva offrire alla sua città.
Storia e contesto
Pienza è spesso citata come la prima applicazione concreta della teoria della «città ideale» rinascimentale. Il palazzo fu donato a Rodrigo Borgia molto prima che diventasse il discusso Alessandro VI, iscrivendo nella pietra la rete di clientele che legava Pio II ai suoi cardinali. Il centro storico è patrimonio mondiale UNESCO dal 1996.
Segreti e curiosità
Pio II descrisse egli stesso la costruzione della città nei suoi Commentarii, caso rarissimo di un papa che racconta il proprio cantiere. L'intero complesso fu edificato in circa tre anni, impresa resa possibile dai mezzi pontifici.
Lo sapevi?
La leggenda locale vuole che Pio II abbia spinto i costruttori con tale insistenza che l'intera città fu pronta per la consacrazione della cattedrale mentre era ancora in vita. Si racconta che volle morire da papa che aveva visto compiuta la sua città: si spense nel 1464, appena terminato il complesso.

