Ai piedi di Montepulciano, in uno scrigno di vigne e cipressi, si erge una delle chiese più compiute del Rinascimento italiano. Il Tempio di San Biagio, concepito da Antonio da Sangallo il Vecchio, dà forma a un ideale sapiente: la chiesa a pianta centrale, perfettamente simmetrica, coronata da una cupola. Il travertino biondo con cui è costruito assume, sotto il sole di Toscana, una tinta dorata che sembra concentrare tutta la luce della val di Chiana.
Montepulciano e lo scrigno di campagna
Montepulciano corona un lungo crinale tra la val di Chiana e la val d'Orcia, a sud della provincia di Siena. Città collinare fortificata, nota per il suo vino, conserva un tessuto rinascimentale denso di palazzi e chiese. Ma il suo monumento più celebre si trova fuori le mura, più in basso, isolato in mezzo alla campagna.
Questa scelta di un sito aperto non è casuale. Lontano dai vincoli del tessuto urbano, l'edificio può dispiegarsi liberamente in tutte le direzioni, esigenza propria di una pianta centrale. Il dolce pendio, i viali di cipressi e l'orizzonte di colline compongono una cornice che valorizza la geometria pura dell'edificio. Si direbbe volentieri che il paesaggio sia stato pensato come naturale prolungamento dell'architettura, anche se questo scrigno deve molto al caso dei luoghi.
La costruzione sarebbe stata motivata dalla devozione verso un'immagine mariana venerata sul posto, a cui si attribuivano prodigi agli inizi del XVI secolo. Sarebbe attorno a questo culto che il vasto santuario sarebbe stato intrapreso.
Sangallo il Vecchio e la pianta centrale a croce greca
Antonio da Sangallo il Vecchio (Antonio Giamberti, detto appunto da Sangallo il Vecchio), architetto fiorentino attivo a cavallo tra XV e XVI secolo, appartiene a una dinastia di costruttori e ingegneri militari. A San Biagio, iniziato a partire dal 1518, consegna probabilmente la sua opera più compiuta.
La soluzione adottata è quella della pianta centrale a croce greca: quattro bracci di uguale lunghezza che si irradiano attorno a uno spazio quadrato centrale, sul quale si innalza la cupola. Questa disposizione, in cui nessuna direzione prevale sulle altre, incarna l'ideale rinascimentale di un'architettura regolata dalla simmetria e da rapporti geometrici semplici. All'interno come all'esterno, l'ordine sovrappone gli ordini classici con grande rigore, in un vocabolario ereditato dall'Antichità e dalla teoria umanistica.
Questo tipo di edificio non è soltanto una prova formale: traduce una concezione dello spazio sacro come figura perfetta, dove il cerchio e il quadrato rimandano a un'idea di perfezione divina cara agli architetti e ai teorici dell'epoca.
Il travertino dorato e la cupola
La chiesa è costruita in travertino, questa pietra calcarea locale la cui tinta calda evolve dal beige al dorato secondo la luce. Questo materiale conferisce all'insieme una notevole unità e una presenza piena, quasi monolitica, che contrasta con il verde della campagna circostante.
All'incrocio dei bracci si innalza la cupola, sorretta da un tamburo e coronata da una lanterna. Essa costituisce il centro di gravità visivo e spaziale dell'edificio, punto di convergenza di tutte le linee della pianta centrale. Dall'interno, organizza la luce e la dirige verso lo spazio centrale; dall'esterno, segnala da lontano il santuario nel paesaggio. L'insieme si ricollega alla grande ricerca architettonica del Rinascimento sulla copertura degli spazi centrati, di cui la cupola è l'approdo naturale.
I campanili
Il progetto prevedeva due campanili ai lati di uno dei bracci, disposizione che avrebbe rafforzato la simmetria e la monumentalità della facciata. Uno solo sarebbe stato portato a termine; il secondo sarebbe rimasto incompiuto, fermato a un'altezza minore.
Questa asimmetria di fatto, nata più dalle vicissitudini del cantiere che da una scelta, non toglie nulla all'equilibrio dell'insieme. Ricorda anzi, come spesso accade nel Rinascimento, il frequente scarto tra il progetto ideale disegnato e la sua realizzazione, soggetta al tempo, ai mezzi e alle circostanze. Il campanile compiuto, con la sua sequenza di ordini sovrapposti, prolunga comunque il linguaggio classico del resto dell'edificio.
Un posto nell'architettura rinascimentale a pianta centrale
San Biagio si inserisce in una delle avventure maggiori dell'architettura rinascimentale: la ricerca della chiesa a pianta centrale. Questa ricerca trova la sua espressione più ambiziosa nel progetto di Bramante per la nuova basilica di San Pietro a Roma, pensato anch'esso come una croce greca sormontata da un'immensa cupola.
Laddove il grande progetto romano fu profondamente rimaneggiato nel corso del secolo, San Biagio offre, su scala di santuario, una realizzazione coerente e quasi integrale di questo ideale. È ciò che gli vale di essere regolarmente citato tra le vette dell'architettura religiosa del primo Rinascimento, accanto a edifici come Santa Maria delle Carceri a Prato o i progetti centrati di Leonardo e di Bramante. Il tempio montepulcianese offre alla vista, costruita e abitabile, un'idea che molti architetti hanno potuto solo abbozzare sulla carta.
Cosa vedere assolutamente
- La vista d'insieme dal viale d'accesso, dove il volume compatto in travertino dorato si staglia sulla campagna: la miglior lettura della pianta centrale e della cupola.
- La cupola e il tamburo, all'incrocio dei bracci, che governano tutto lo spazio interno.
- Il campanile compiuto, con la sua sequenza di ordini classici, da confrontare con il secondo rimasto incompiuto.
- La qualità del travertino, il cui colore cambia nel corso della giornata, particolarmente caldo nel tardo pomeriggio.
- Il dialogo tra l'edificio e il suo paesaggio, cipressi, vigne e colline, che fa parte integrante dell'esperienza del luogo.
Informazioni pratiche
- Localizzazione: più in basso rispetto a Montepulciano, fuori le mura, a breve distanza dal centro storico in auto o a piedi.
- Accesso: la chiesa è in linea di principio aperta alla visita; orari e condizioni possono variare secondo la stagione e le funzioni religiose. È prudente verificare le informazioni aggiornate presso l'ufficio turistico locale prima di recarsi sul posto.
- Sul posto: prevedere scarpe comode per la discesa dalla città, e il tempo per godere del panorama sulla campagna circostante.
- Nei dintorni: il centro storico di Montepulciano, i suoi palazzi e le sue cantine meritano di essere associati alla visita.
Le informazioni pratiche sono fornite a titolo indicativo e dovrebbero essere confermate prima di ogni visita.
Quiz
1. Che tipo di pianta caratterizza il Tempio di San Biagio?
- Una pianta basilicale a tre navate
- Una pianta centrale a croce greca
- Una pianta a croce latina
2. A chi si deve San Biagio?
- Antonio da Sangallo il Vecchio
- Filippo Brunelleschi
- Andrea Palladio
3. A quale grande progetto romano è spesso ricollegato l'ideale della pianta centrale a croce greca di San Biagio?
- Il Pantheon
- Villa Farnesina
- Il progetto di Bramante per San Pietro a Roma

