HitsMap

Scultura del Rinascimento

Monumento funebre di Maria d'Aragona

Napoli

Monumento funebre di Maria d'Aragona

Antonio Todeschini Piccolomini, nipote di papa Pio II e genero del re Ferrante, commissionò questa cappella per collocarvi le spoglie della moglie Maria d'Aragona, figlia del re. Il cantiere fu affidato, tramite gli Strozzi, a due artisti toscani. Antonio Rossellino iniziò il monumento verso il 1475; alla sua morte, Benedetto da Maiano lo completò (verso il 1491). Si attribuiscono a Rossellino la figura di Maria e i putti che la circondano, a Benedetto parte dei rilievi e del coronamento. La cappella Piccolomini fa di Sant'Anna dei Lombardi un focolaio del Rinascimento fiorentino a Napoli.

Elementi notevoli

Un monumento funebre a parete, in marmo, a forma di arco: sotto una grande arcata la defunta riposa su un letto funebre, distesa, serena, come addormentata. Due putti scostano o sorreggono le cortine, svelando il corpo. Nel registro inferiore, un rilievo della Resurrezione; in alto, entro una corona retta da angeli in volo, una Madonna col Bambino sovrasta la scena. L'architettura — paraste, trabeazione, arco — inquadra l'insieme con una purezza tutta fiorentina. Il marmo passa dal panneggio fluido alla carne levigata e alle morbide incarnazioni.

Significato

Questo sepolcro importa a Napoli il grande modello fiorentino del monumento funebre umanistico: riprende esplicitamente la struttura del monumento del Cardinale del Portogallo, capolavoro di Antonio Rossellino a San Miniato al Monte (Firenze). Non più la rigidità gotica del giacente, ma un sonno sereno che promette la Resurrezione. Attraverso di esso, la scultura toscana del Rinascimento mette radici durature nel regno aragonese, portata dalle reti mercantili fiorentine (gli Strozzi) legate alla corte.

Simbolismo e lettura iconografica

Il sonno della defunta figura la speranza cristiana: la morte è solo un passaggio, un'attesa della Resurrezione — tema ripreso nel rilievo inferiore. La Madonna col Bambino, in sommità, intercede e corona la promessa della salvezza. I putti, insieme lutto e dolcezza, temperano la gravità funebre con una grazia quasi infantile. La forma architettata, ordinata, classica, dice l'armonia ritrovata: l'ordine del Rinascimento opposto al caos della morte. Il candore stesso del marmo vale come simbolo di purezza e di luce.

La parola alla guida

Avvicinatevi al letto funebre: guardate il volto di Maria, non irrigidito nella morte ma disteso nel sonno — è tutto il senso dell'opera, la morte addomesticata in riposo. Seguite i putti che sollevano le cortine: invitano voi, spettatori, a contemplare la defunta. Alzate poi lo sguardo alla Madonna col Bambino nella sua corona d'angeli: veglia, accoglie. Confrontate infine, se conoscete Firenze, con il monumento del Cardinale del Portogallo a San Miniato: è lo stesso Rossellino, la stessa grammatica, trapiantata sotto il cielo napoletano.

Segreti e misteri

  • Ripresa dichiarata di un capolavoro fiorentino: il monumento del Cardinale del Portogallo a San Miniato al Monte, dello stesso Rossellino.
  • Due mani: iniziato da Antonio Rossellino, completato da Benedetto da Maiano dopo la sua morte.
  • Commissione nata dalle reti fiorentine (Strozzi) radicate alla corte aragonese.
  • La defunta, Maria d'Aragona, era figlia del re Ferrante e moglie di un nipote di papa Pio II.
  • Pezzo forte della cappella Piccolomini, cuore toscano di Sant'Anna dei Lombardi.

Analisi delle emozioni

Ciò che commuove è la dolcezza: nulla di macabro, nulla di terribile. Ci si aspetta un sepolcro e si trova una stanza, un letto, una donna addormentata. La morte vi è così pacifica da farsi consolante. I putti aggiungono una tenerezza quasi intima, come se ci lasciassero entrare nel silenzio di una veglia. Si avverte il dolore di uno sposo che ha voluto, per l'eternità, serbare la moglie bella e serena. E al di sopra, la Vergine veglia: l'insieme respira una fiducia quieta, quella di un'epoca che credeva di poter vincere la morte con la bellezza.

Lo sapevi?

La cappella è un ponte tra Firenze e Napoli: fu per il tramite della famiglia mercantile degli Strozzi, insediata in città, che il committente fece venire scultori toscani. La tradizione riferisce che il modello seguito fu consapevolmente quello del monumento del Cardinale del Portogallo, opera già celebre di Rossellino — il committente avrebbe voluto a Napoli l'equivalente di ciò che aveva ammirato in Toscana. Così la morte di una principessa aragonese fece entrare, per davvero, il Rinascimento fiorentino nel regno del Sud.