La confraternita di San Giovanni Battista intraprese la cappella già a metà del XV secolo per custodire le reliquie del santo patrono. Matteo Civitali realizzò le sue sei statue negli ultimi anni del Quattrocento; Andrea Sansovino consegnò la Madonna col Bambino e il san Giovanni Battista nel 1503-1504. Il baldacchino con colonne di porfido rosso fu innalzato nel Cinquecento da Giovanni Giacomo Della Porta e collaboratori (1532-1541 circa). L'arca con le ceneri del Battista risale al XIII secolo. L'insieme è rimasto in situ nella Cattedrale di San Lorenzo.
Elementi notevoli
Una cappella laterale della cattedrale, concepita come uno scrigno di marmo per le reliquie del santo patrono di Genova. Alle pareti, sei statue marmoree di Matteo Civitali entro nicchie: Isaia, santa Elisabetta (madre del Battista), Eva da un lato; Adamo, Zaccaria (padre del Battista) e il profeta Abacuc dall'altro. Ai lati dell'altare, due statue di Andrea Sansovino — la Madonna col Bambino e san Giovanni Battista. Dietro l'altare, un'arca marmorea medievale custodisce le venerate ceneri del Battista. Un baldacchino con colonne di porfido rosso completa l'insieme.
Significato
L'insieme sposa due generazioni e due temperamenti: il realismo espressivo e intenso di Civitali, scultore toscano, e il classicismo armonioso e quieto di Sansovino. Questo incontro fa della cappella una sintesi del passaggio dal Quattrocento alla misura equilibrata del Cinquecento. Riunire Adamo ed Eva, i profeti annunciatori e i genitori del Battista significa dispiegare un programma di Attesa: dalla Caduta fino a colui che annuncia il Salvatore. La cappella afferma la centralità di san Giovanni, patrono di Genova, di cui conserva le reliquie.
Simbolismo e lettura iconografica
Il programma è una genealogia della salvezza: Adamo ed Eva ricordano la Caduta che rende necessario un Redentore; i profeti Isaia e Abacuc ne annunciano la venuta; Zaccaria ed Elisabetta generano il Precursore; al centro, il Battista, soglia tra Antica e Nuova Alleanza. Le reliquie nell'arca fanno della cappella un luogo di presenza reale del santo, non di semplice memoria. Il porfido rosso del baldacchino, pietra imperiale, dice la dignità sovrana legata al patrono della città. Ogni statua è un anello di una catena che va dalla colpa alla grazia.
La parola alla guida
Entrate e fate dapprima il giro delle nicchie: a sinistra, a destra, cercate Adamo ed Eva, i profeti, i genitori del Battista — sono i Civitali, riconoscibili per l'emozione intensa, quasi nervosa. Poi avvicinatevi all'altare: le due statue che lo incorniciano, più serene, più levigate, sono di Sansovino; avvertite il mutamento di tono, dal fremito alla quiete. Dietro l'altare, l'arca di marmo custodisce le ceneri del Battista. E ricordate: per secoli una donna non avrebbe potuto stare dove siete voi.
Segreti e misteri
- Per secoli alle donne fu vietato l'accesso alla cappella, in memoria di Salomè, la cui danza costò la testa al Battista.
- Sei statue di Civitali: Isaia, Elisabetta, Eva, Adamo, Zaccaria, Abacuc.
- Le statue dell'altare — Madonna col Bambino e san Giovanni — sono di Andrea Sansovino (1503-1504), di tono più classico.
- L'arca di marmo dietro l'altare custodisce le venerate ceneri del Battista, protettore di Genova.
- Due scuole si rispondono: il realismo toscano di Civitali e il classicismo di Sansovino.
Analisi delle emozioni
La cappella offre un contrasto che commuove: le figure di Civitali paiono attraversate da inquietudine, da tensione umana, come se la pietra respirasse a fatica; quelle di Sansovino placano, riconciliano, come un respiro più uguale. Si passa dall'attesa ansiosa al raccoglimento. La presenza delle ceneri del santo aggiunge una gravità particolare: non si è solo davanti a statue, ma attorno a una reliquia. E la memoria del divieto imposto alle donne lascia oggi un'emozione ambigua, tra rispetto del passato e disagio davanti all'esclusione.
Lo sapevi?
A lungo nessuna donna poté varcare la soglia di questa cappella. La ragione risale al racconto evangelico: è una donna, Salomè, la cui danza ottenne da Erode la testa di Giovanni Battista. Per una strana giustizia simbolica, la città pose la tomba del suo santo patrono in uno spazio dal quale le donne furono escluse per secoli. Così, davanti a questi marmi che narrano l'annuncio e il sacrificio del Precursore, aleggiava la memoria di colei che ne aveva causato la morte.

