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Scultura del Rinascimento

San Giovanni Battista

Genova

San Giovanni Battista

Andrea Sansovino, scultore toscano formatosi nella scia del Rinascimento fiorentino, realizzò per la cappella del Battista, nella cattedrale di Genova, due statue destinate a incorniciare l'altare: una Madonna col Bambino e questo san Giovanni Battista, datati 1503-1504. Vennero a completare il ciclo di marmi già eseguito da Matteo Civitali alla fine del Quattrocento. La statua è rimasta in situ, nella Cappella di San Giovanni Battista della Cattedrale di San Lorenzo.

Elementi notevoli

Una statua di marmo collocata in una nicchia presso l'altare, pendant della Madonna col Bambino dello stesso scultore. Il Battista vi appare come figura serena, dal modellato morbido e levigato, ben lontano dall'asceta emaciato e ispido dell'iconografia medievale. Il panneggio, ampio e calmo, avvolge un corpo equilibrato; il volto, quieto, respira una nobiltà classica. Andrea Sansovino tratta il santo patrono di Genova non come un tormentato profeta del deserto, ma come una presenza armoniosa e dignitosa, accordata al marmo da cui è tratta.

Significato

Questo Battista segna, a Genova, l'arrivo di un linguaggio nuovo: il classicismo equilibrato del primo Cinquecento, di cui Sansovino è uno dei grandi portatori. Di fronte alle sei statue di Civitali, intense ed espressive, la sua placa e ordina: annuncia la maniera armoniosa che presto trionferà in tutta Italia. Rappresentare il santo patrono della città era una responsabilità grande; Sansovino ne fa un'immagine di serenità sovrana più che di ascesi drammatica. L'opera è un tassello della diffusione dello stile rinascimentale fuori dalla Toscana e da Roma.

Simbolismo e lettura iconografica

Il Battista è il Precursore, colui che annuncia e addita il Cristo; patrono di Genova, incarna la città e la sua protezione. Sansovino sposta l'accento: più che l'asceta penitente, mostra una figura di nobiltà e misura, come se la santità si dicesse qui nell'armonia del corpo e del panneggio. Il marmo levigato, la posa equilibrata traducono una spiritualità serena, accordata all'ideale classico in cui la bellezza è segno del divino. La sobrietà degli attributi concentra il senso sulla presenza stessa del santo.

La parola alla guida

Mettetevi davanti all'altare e cercate, nella sua nicchia, questo Battista più calmo, più levigato dei vicini: è il Sansovino. Confrontatelo con le statue di Civitali tutt'intorno, più nervose, più tormentate — avete lì, in pochi metri, il passaggio da un'arte dell'emozione a un'arte dell'equilibrio. Guardate il panneggio: come scende senza scosse, come acquieta la figura. Osservate il volto: nessuna esaltazione, ma una dignità serena. Il santo del deserto è qui diventato una presenza placata, quasi fuori dal tempo.

Segreti e misteri

  • Opera di Andrea Sansovino (1503-1504), pendant della sua Madonna col Bambino nella stessa cappella.
  • Dialoga con le sei statue di Civitali eseguite pochi anni prima: due generazioni a confronto.
  • Sansovino rappresenta il Battista sereno e classico, lontano dal consueto asceta emaciato.
  • La statua orna la cappella che custodisce le reliquie del santo patrono di Genova.
  • Testimonia la diffusione del classicismo rinascimentale fuori dalla Toscana e da Roma.

Analisi delle emozioni

Ciò che colpisce è la calma: là dove ci si attende il profeta arso di solitudine, si incontra una presenza pacata, quasi dolce. La statua non agita, rassicura; non grida la penitenza, propone una dignità tranquilla. Posta tra le figure più tese di Civitali, agisce come un tempo di riposo per l'occhio e per l'anima. Si prova davanti a lei una serenità misurata, quel sentimento tutto rinascimentale che la bellezza equilibrata possa, da sola, dire qualcosa del sacro.

Lo sapevi?

La vicinanza è eloquente: a pochi passi da questo Battista placato di Sansovino si ergono le sei figure di Matteo Civitali, più aspre, più fremente. Senza testo né cartello, la cappella mostra, in un solo luogo, lo slittamento della scultura italiana — dall'espressività inquieta del Quattrocento all'armonia serena del Cinquecento. Il santo patrono di Genova vi si trova rappresentato due volte nello spirito: quello che trema e quello che si acquieta.