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Rinascimento italiano

Palazzo Alliata di Villafranca

Palerme

Palazzo Alliata di Villafranca

Nel cuore del centro storico di Palermo, il Palazzo Alliata di Villafranca chiude il quarto lato della scenografica Piazza Bologni e occupa un intero isolato tra il Cassaro e la strada retrostante. Le sue origini risalgono al Cinquecento: nasce dalle case della potente famiglia Beccadelli, lignaggio venuto da Bologna e stabilitosi in Sicilia durante il Rinascimento, che diede il nome alla piazza, prima chiamata "Piano d'Aragona". Nella prima metà del Seicento la dimora passa agli Alliata di Villafranca, che ne fanno per quattro secoli la loro residenza principale a Palermo. La svolta è un dramma: il terremoto del 1751 danneggia gravemente il palazzo. Il principe Domenico Alliata affida allora la ricostruzione a Giovan Battista Vaccarini, uno dei maestri del barocco siciliano, affiancato dagli architetti Ferrigno e Cascione e dal pittore Gaspare Serenario per gli affreschi. Dal 1752 al 1758 il cantiere unisce il palazzo alle case vicine e gli dà una facciata interamente nuova, arricchita di quattro statue di marmo.

Cosa vedere

  • La facciata sulla Piazza Bologni: monumentale, carica di stemmi e dettagli ornamentali, costituisce il quarto lato della piazza.
  • I due portali monumentali del pianterreno: recano quattro statue di marmo — una figura femminile panneggiata di epoca romana e tre soggetti mitologici raffiguranti Vesta, Apollo e Diana.
  • Gli stemmi della facciata: blasoni ed emblemi segnalano il rango degli Alliata.
  • La sala affrescata da Gaspare Serenario: all'interno, questo ciclo dipinto è uno dei gioielli del palazzo.
  • L'ampiezza dell'isolato: il palazzo occupa un intero isolato tra il Cassaro e il retro.

Storia e contesto

La Piazza Bologni prende nome dai Beccadelli, famiglia bolognese fissatasi in Sicilia nel Rinascimento; prima si chiamava "Piano d'Aragona". La ricostruzione diretta da Vaccarini dopo il 1751 annesse le case vicine: il palazzo attuale è un'aggregazione di unità edilizie riunite sotto un'unica facciata di rappresentanza.

Segreti e curiosità

Le quattro statue di marmo mescolano un pezzo antico — una figura femminile panneggiata di epoca romana — a tre soggetti mitologici (Vesta, Apollo, Diana), assemblaggio tipico del gusto erudito del Settecento. All'interno la decorazione rococò conserva la sala dipinta da Gaspare Serenario.

Lo sapevi?

Senza il terremoto del 1751, la Piazza Bologni non avrebbe forse mai avuto la sua grande scenografia unificata: fu riparando i danni che il principe Domenico Alliata donò alla piazza, tra il 1752 e il 1758, la facciata teatrale di Vaccarini e le sue statue.

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