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Musei del Rinascimento

Il Palazzo Abatellis (Galleria Regionale) a Palermo

Palerme

Nel quartiere della Kalsa, a Palermo, un palazzo della fine del Quattrocento ospita uno dei più bei musei del Rinascimento italiano: la Galleria Regionale della Sicilia. Vi si ammirano tre capolavori assoluti — la Vergine Annunziatadi Antonello da Messina, il busto diEleonora d'Aragonadi Francesco Laurana e il grande affresco delTrionfo della Morte — presentati in un allestimento divenuto esso stesso celebre, quello ideato dall'architetto Carlo Scarpa nel 1954. Il luogo riunisce così, in un solo scrigno, l'architettura, la scultura e la pittura della Sicilia del Quattrocento, all'incrocio dei mondi fiammingo, toscano e catalano.

Il Palazzo Abatellis e Matteo Carnilivari

Il palazzo fu edificato negli ultimi decenni del Quattrocento (1490-1495 circa) per Francesco Abatellis, maestro portulano del regno di Sicilia, su progetto generalmente attribuito a Matteo Carnilivari, la grande figura dell'architettura palermitana di quel tempo. Vi si riconosce la sintesi propria di questo maestro: la struttura e il vocabolario del gotico-catalano diffuso dalla corona d'Aragona — portale a ghiere, bifore, cortile a logge — si mescolano alle prime inflessioni del linguaggio rinascimentale. La facciata, dominata da un potente portale incorniciato da due torri, e il cortile interno ad arcate sono tra le riuscite dell'architettura civile siciliana della fine del Medioevo.

Dopo la morte di Abatellis, il palazzo passò a un convento di domenicane, poi subì gravi danni, in particolare durante la Seconda guerra mondiale. Restaurato all'indomani del conflitto, fu destinato alla conservazione del patrimonio artistico regionale e divenne sede della Galleria Regionale, riunendo opere provenienti da chiese, conventi e collezioni di tutta la Sicilia occidentale.

Il museo e l'allestimento di Scarpa

Uno dei meriti del Palazzo Abatellis è di aver ricevuto, nel 1954, un allestimento museografico firmato Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti-museografi del Novecento. Lungi dal neutralizzare le opere in un decoro uniforme, Scarpa ha concepito per ciascuna un dispositivo di presentazione singolare: basamenti, cavalletti, fondi colorati, illuminazioni calcolate, percorsi che dosano la scoperta. Il busto di Laurana è isolato su un sostegno che lo offre allo sguardo da più angolazioni; la Vergine Annunziataè messa in scena in modo da concentrare tutta l'attenzione sul volto; ilTrionfo della Morte occupa una sala pensata per la sua monumentalità. Questo allestimento, rimasto un modello del genere, fa parte integrante dell'esperienza di visita: non si guardano soltanto le opere, si prova il modo in cui sono date a vedere.

Il busto di Eleonora d'Aragona di Laurana

Uno dei vertici del museo è il busto di marmo di Eleonora d'Aragona, opera di Francesco Laurana (1468 circa). Scultore di origine dalmata, attivo in Provenza, in Italia meridionale e in Sicilia, Laurana ha portato a un raro grado di perfezione l'arte del ritratto femminile. Il volto di Eleonora, dai volumi lisci e puri, dalle palpebre abbassate e dall'espressione sospesa, sembra affrancato dal tempo: la geometria idealizzata delle forme — l'ovale del viso, la linea del naso, la dolcezza delle guance — raggiunge un'astrazione serena che appartiene solo a lui. Questo busto è considerato uno dei capolavori del ritratto scolpito del primo Rinascimento, paragonabile, nel suo registro, alle più belle effigi fiorentine.

La Vergine Annunziata di Antonello da Messina

Il dipinto più celebre del museo è la Vergine Annunziata di Antonello da Messina, dipinta verso il 1476. Antonello (1430 circa-1479), siciliano di Messina, è il pittore che, meglio di ogni altro in Italia, assimilò la tecnica a olio e la luce minuziosa della pittura fiamminga, fondendola con la costruzione prospettica della penisola. In questa piccola tavola sceglie un partito di audacia sorprendente: raffigura solo la Vergine, sola, senza l'angelo, colta nell'istante in cui riceve l'annuncio. Avvolta in un manto azzurro il cui lembo, trattenuto dalla mano sinistra, disegna una piramide perfetta, leva la mano destra in un gesto insieme di ritegno e di accoglienza, mentre lo sguardo si porta fuori dal quadro, verso il messaggero invisibile — e verso lo spettatore.

La sobrietà assoluta del fondo scuro, la geometria del panneggio, la dolcezza del modellato e l'interiorità dell'espressione fanno di questa Annunziatauno dei vertici di tutta la pittura italiana: un'immagine della meditazione e del consenso, ridotta all'essenziale. È anche l'esito del tema dell'Annunciazione che attraversa l'opera di Antonello, da una versione narrativa (come l'Annunciazione di Siracusa) a questa sintesi contemplativa.

Il Trionfo della Morte e i Gagini

Il terzo polo del museo è il vasto affresco del Trionfo della Morte, datato alla metà del Quattrocento (1446 circa), staccato dalla sua parete d'origine al Palazzo Sclafani, dove ornava il cortile dell'antico ospedale, e trasferito qui per la sua salvaguardia. La Morte vi cavalca un cavallo scheletrico e scaglia le sue frecce su un'assemblea di viventi — potenti, giovani, amanti — mentre i poveri, a sinistra, la invocano invano. Questa allegoria macabra, di rara forza espressiva, unisce l'immaginario del tardo gotico internazionale a una monumentalità già rinascimentale; il suo autore resta anonimo, essendo state proposte più mani.

Il museo conserva infine un ricco insieme di sculture dei Gagini, la dinastia di marmorari — Domenico e poi soprattutto Antonello Gagini — che dominò la produzione siciliana di Madonne e pale nel Quattro e Cinquecento, oltre a tavole di pittura, maioliche e arti decorative che completano il panorama del Rinascimento isolano.

Portata

Il Palazzo Abatellis condensa, in tre opere maggiori e uno scrigno d'architettura, tutto ciò che fa la singolarità del Rinascimento siciliano: la pittura di Antonello, mediatore tra le Fiandre e l'Italia; la scultura di Laurana, portata a una purezza quasi astratta; l'immagine del Trionfo della Morte, alla cerniera tra il gotico e il nuovo secolo. L'allestimento di Scarpa, infine, ne fa un luogo dove la storia dell'arte dialoga con il Novecento. Pochi musei offrono, su una superficie così contenuta, una simile densità di capolavori.

Da non perdere

  • La Vergine Annunziata di Antonello da Messina (1476 circa), la Vergine sola dal manto azzurro, vertice della pittura italiana.
  • Il busto di Eleonora d'Aragona di Francesco Laurana (1468 circa), capolavoro del ritratto scolpito del Rinascimento.
  • Il Trionfo della Morte (1446 circa), grande affresco staccato dal Palazzo Sclafani e rimontato nel museo.
  • Le sculture dei Gagini (Domenico, Antonello) e della loro bottega, ossatura della statuaria siciliana.
  • L'architettura del palazzo di Matteo Carnilivari: portale, facciata a due torri, cortile a logge gotico-catalano.
  • L'allestimento di Carlo Scarpa (1954), che mette in scena ogni opera e fa parte dell'esperienza.

Informazioni pratiche

Il Palazzo Abatellis si trova nel quartiere della Kalsa, nel centro storico di Palermo (Sicilia), a breve distanza dal lungomare e dai grandi assi della vecchia Palermo. Il museo, la Galleria Regionale della Sicilia, dipende dalla Regione siciliana. L'accesso avviene agevolmente a piedi dal centro monumentale, in un settore ricco di chiese e palazzi rinascimentali e barocchi. Orari, tariffe e giorni di chiusura, così come l'effettiva collocazione delle opere (che possono essere temporaneamente rimosse per restauro o prestito), possono variare: si raccomanda vivamente di verificare presso il museo o le fonti ufficiali regionali prima della visita.

Quiz

1. Quale capolavoro di Antonello da Messina conserva il museo?

  • La Vergine Annunziata
  • La Gioconda
  • La Nascita di Venere

2. A chi si deve il celebre busto di marmo di Eleonora d'Aragona?

  • Antonello Gagini
  • Francesco Laurana
  • Il Bernini

3. Chi ideò, nel 1954, il celebre allestimento del Palazzo Abatellis?

  • Le Corbusier
  • Carlo Scarpa
  • Renzo Piano