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Scultura del Rinascimento

Camino degli Angeli

Urbino

Camino degli Angeli

Domenico Rosselli (1439-1498), scultore di origine toscana, lavorò al Palazzo Ducale di Urbino negli anni Settanta del Quattrocento, dove eseguì fregi, incorniciature di porte e camini; la sua presenza è attestata prima del 1474. La Sala degli Angeli prende il nome proprio da questo camino. La sala, tra le più prestigiose del palazzo, serviva alla vita pubblica della corte. L'insieme è oggi parte della Galleria Nazionale delle Marche, ospitata nel Palazzo Ducale.

Elementi notevoli

Un monumentale camino di corte, la cui cappa e mensola si coprono di un fregio di putti — gli « angeli » che danno nome alla sala. Dai capelli dorati e dalle piccole ali, formano una girotondo gioiosa: uno apre il corteo con uno strumento a tastiera, un altro soffia in una cornamusa, un terzo in un flauto; cantano e danzano. Il fondo, dipinto di un azzurro profondo, imita l'effetto della terracotta invetriata alla maniera dei Della Robbia e fa risaltare la pietra chiara. Ghirlande e girali incorniciano la scena. È un sontuoso decoro domestico, pensato per la vita di corte.

Significato

Il camino dice cosa fosse il Palazzo Ducale di Urbino sotto Federico da Montefeltro: non una fortezza, ma una dimora di umanesimo e di delizie, dove anche l'oggetto più utilitario — un focolare — diventa pretesto di bellezza. Affidare a uno scultore il compito di trasformare un camino in una girotondo di angeli musicanti significa affermare che l'arte deve avvolgere tutta la vita, fin nell'intimo. Domenico Rosselli, artista toscano attivo a Urbino, vi dà il suo capolavoro e firma uno dei più graziosi decori profani del Quattrocento.

Simbolismo e lettura iconografica

Gli angeli musicanti trasferiscono nello spazio domestico l'idea di armonia celeste: attorno al fuoco, simbolo di focolare e di vita, ruota una girotondo di esseri puri che fanno della musica il linguaggio stesso della concordia. L'azzurro del fondo evoca il cielo e richiama la preziosità dello smalto. In una corte tutta votata alle arti e alle lettere, questo camino dice che la bellezza e la musica presiedono fin nel cuore della casa. Il putto alato, ereditato dall'Antico, unisce qui l'angelo cristiano e l'amore antico.

La parola alla guida

Non passate davanti a questo camino senza alzare lo sguardo: seguite la processione dei piccoli angeli da sinistra a destra, come si legge un pentagramma. Individuate l'angelo alla tastiera che apre il corteo, poi il suonatore di cornamusa, il flautista: ognuno ha il suo strumento, la sua posa, il suo sorriso. Notate il fondo azzurro, che finge la ceramica invetriata per far cantare la pietra. Arretrate infine e pensate al paradosso: un focolare, oggetto di calore e d'uso, mutato in un piccolo paradiso musicale ad altezza di sguardo.

Segreti e misteri

  • La Sala degli Angeli deve il nome a questo camino.
  • Gli angeli formano un corteo di musicanti: tastiera, cornamusa, flauto…
  • Il fondo azzurro imita l'effetto della terracotta invetriata (alla Della Robbia).
  • Domenico Rosselli, toscano, lavorò anche alle porte e ai fregi del palazzo.
  • La sua presenza a Urbino è attestata prima del 1474.

Analisi delle emozioni

Questo camino disarma per la sua dolcezza: impossibile non sorridere davanti a questi piccoli musicanti paffuti, colti in piena festa. Sprigiona una tenerezza, un'intimità rare nella scultura monumentale — si immagina il fuoco, la corte riunita, la musica. L'azzurro del fondo aggiunge una nota di sogno, quasi di fiaba. Si prova la nostalgia felice di un mondo raffinato in cui si prendeva il tempo di scolpire angeli sopra un focolare, per il solo piacere degli occhi.

Lo sapevi?

Un'intera sala del più celebre palazzo del Rinascimento ha finito per chiamarsi con il nome di un semplice ornamento di camino: la Sala degli Angeli. Prova che questi putti musicanti di Domenico Rosselli avevano tanto incantato la corte di Urbino che il decoro prevalse sulla funzione: la sala non fu più ricordata per i suoi fasti o i suoi ospiti illustri, ma per la girotondo di angeli sopra il fuoco.