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Pittura del Rinascimento

Il Battesimo di Cristo

Londres

Il Battesimo di Cristo
Piero della Francesca · Public domain · Public domain — Wikimedia Commons

Il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca, oggi alla National Gallery di Londra, è uno di quei dipinti la cui calma è così perfetta che lo si prenderebbe quasi per un'evidenza — mentre è il frutto di una costruzione di rara intelligenza. Dipinto probabilmente verso il 1440-1450 per una chiesa di Borgo San Sepolcro, la città natale di Piero, mostra il momento in cui san Giovanni versa l'acqua sul capo di Cristo, in riva al Giordano. Ma Piero trasforma la scena in pura architettura di luce. Al centro esatto, il Cristo, in piedi, frontale, immobile, le mani giunte; sopra il suo capo, la colomba dello Spirito Santo, dipinta di scorcio, le ali spiegate, che quasi si confonde con le nuvole; a sinistra, tre angeli, non affaccendati attorno alle vesti come voleva la tradizione, ma in piedi, gravi, che si tengono per mano. Dietro, un noce erge il tronco pallido come una colonna, raddoppiando la verticale del Cristo. E tutt'attorno, il paesaggio: le colline dolci della valle del Tevere, un villaggio che è Sansepolcro stessa, l'acqua chiara del fiume in cui si riflette il cielo. Piero dipinge la Palestina in Umbria, il sacro nel familiare. La sfumatura? Questo quadro non si concede d'un colpo: la sua bellezza è fatta di misura, di silenzio, di rapporti segreti tra le forme. Bisogna guardarlo a lungo per sentire la pienezza che ne emana.

Simbolismo e lettura iconografica

Fermati su ogni elemento: nulla, in Piero, è lasciato al caso.

  • Il Cristo al centro, asse del mondo: perfettamente verticale, frontale, immobile, divide il quadro in due metà quasi simmetriche. Il suo corpo pallido è una colonna di carne — il punto fisso attorno a cui tutto si ordina.
  • La colomba di scorcio: sopra il suo capo, lo Spirito Santo non è un uccello di profilo ben leggibile, ma una forma vista dal basso, le ali distese, che sposa la forma delle nuvole bianche. Cercala: spesso si manca, tanto si fonde nel cielo.
  • I tre angeli che si tengono per mano: a sinistra, novità sorprendente — invece di reggere le vesti del Cristo, gli angeli si tengono per mano, gravi. Vi si è vista un'allusione alla concordia, all'unione delle Chiese dibattuta al concilio di Firenze. Le loro corone di fiori, i loro sguardi divergenti, incuriosiscono.
  • Il noce, colonna vegetale: subito a sinistra del Cristo, un albero dal tronco chiaro sale dritto, raddoppiando la sua verticale e strutturando la metà sinistra del quadro. Albero reale e pilastro simbolico a un tempo.
  • L'uomo che si spoglia: dietro, un neofita si sfila la camicia dalla testa, pronto a essere battezzato a sua volta — gesto quotidiano, quasi comico, che ancora il miracolo nella vita.
  • Il riflesso nell'acqua: abbassa gli occhi verso il Giordano: l'acqua riflette il cielo e le colline, ma curiosamente non le gambe del Cristo — Piero gioca con la trasparenza e il riflesso da geometra.
  • Il paesaggio, la Palestina in Umbria: sullo sfondo, le colline e il villaggio sono quelli di Sansepolcro, la città di Piero. Il sacro accade a casa sua, sotto la sua luce.
  • La luce chiara del mattino: nota l'assenza di ombre dure, il chiarore dolce e uniforme. È una luce d'alba, calma, che dà a tutta la scena la sua serenità sospesa.

Analisi delle emozioni

Questo quadro placa come pochi altri. La sua simmetria, il suo silenzio, la sua luce d'alba installano una calma quasi fisica — si respira meglio davanti a lui. Non c'è dramma, non c'è pathos: solo un istante sacro colto in un'eternità pacifica, in cui l'acqua, la carne, il cielo e la pietra sembrano tenuti da una medesima armonia segreta. Il Cristo immobile, gli angeli gravi, l'albero dritto compongono una stabilità che rassicura l'anima. Eppure, a forza di guardare, si sente affiorare un'emozione più sottile: quella di un mondo riconciliato, in cui il divino non irrompe con fragore ma si installa dolcemente, come la luce del mattino sulle colline. È la grande lezione di Piero: la bellezza come forma della pace.

Segreti e misteri

Il Battesimo è probabilmente un'opera giovanile di Piero, dipinta per l'abbazia camaldolese (o una chiesa) di Sansepolcro, forse come tavola centrale di un polittico i cui altri elementi furono aggiunti più tardi da un altro pittore. La datazione resta discussa, tra gli anni 1430 e 1450. L'identificazione dei tre angeli e il senso del loro gesto — tenersi per mano — hanno fatto scorrere molto inchiostro: possibile allusione all'unione delle Chiese greca e latina, sancita a Firenze nel 1439, evento contemporaneo che può aver segnato Piero. Il quadro, a lungo rimasto a Sansepolcro, fu venduto nell'Ottocento e acquistato dalla National Gallery nel 1861, dove è uno dei gioielli della collezione.

Lo sapevi?

Piero della Francesca ha dipinto la scena sacra del battesimo di Cristo nel paesaggio stesso della sua città natale, Sansepolcro: sullo sfondo del quadro si riconoscono le sue colline e le sue case. Questa abitudine — ambientare gli eventi del Vangelo a casa propria, sotto la propria luce — non era ingenuità, ma una convinzione: il divino si manifesta nel mondo familiare, qui e ora. Cinque secoli dopo, il viaggiatore che arriva a Sansepolcro riconosce ancora, nella luce delle colline toscane, il cielo esatto del Battesimo.

Dove vederla