Realizzato verso il 1505-1510, il rilievo appartiene alla maturità di Tullio Lombardo, membro della celebre dinastia di scultori veneziani. Fa pendant con un altro doppio ritratto dello stesso artista, « Una coppia », conservato alla Ca' d'Oro di Venezia. L'opera lasciò l'Italia per entrare nelle collezioni imperiali degli Asburgo, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna, nella Kunstkammer. Il suo soggetto esatto e il committente restano incerti.
Elementi notevoli
Un rilievo di marmo ad altorilievo, ricavato da un solo blocco: una coppia a mezzo busto, a grandezza naturale, si staglia su un fondo neutro. Una giovane donna e un giovane uomo, dai profili idealizzati e dalle chiome ondulate, sono raffigurati fianco a fianco, quasi a tutto tondo, come emergendo dalla pietra. I volti, levigati e sereni, hanno la perfezione impassibile dei ritratti antichi. Il rilievo misura circa 56 cm di altezza, 71,5 di larghezza L'identità delle due figure resta discussa: tradizionalmente si parla di Bacco e Arianna, ma il museo lo presenta anche come una semplice « giovane coppia ».
Significato
Questo doppio ritratto è una delle vette del classicismo veneziano di Tullio Lombardo: fa rivivere un genere antico, il ritratto di coppia a rilievo, erede delle stele funerarie romane e del doppio ritratto venuto dalla pittura nordica e veneziana. Tullio vi dimostra che uno scultore moderno può eguagliare l'Antichità, non copiandola ma ricreandone la serenità, l'ideale di bellezza. È un oggetto da collezione umanistica, pensato per lo studiolo di un amatore colto, dove la scultura dialoga alla pari con i modelli antichi.
Simbolismo e lettura iconografica
Se si segue l'identificazione tradizionale, Bacco e Arianna figurano l'amore redentore: abbandonata da Teseo, Arianna è trovata e sposata dal dio del vino, che la innalza fino alle stelle — un mito di consolazione e di apoteosi amorosa, caro agli umanisti. Ma l'assenza di attributi nutre un'altra lettura: quella di un ideale di concordia coniugale, due esseri uniti in una bellezza intemporale. Il rilievo oscilla così tra mitologia dotta ed emblema universale dell'unione.
La parola alla guida
Avvicinatevi e lasciatevi ingannare: questi due volti paiono antichi, tanto Tullio ne ha levigato la perfezione ideale. Cercate gli indizi di un'identità — una corona, un attributo di Bacco o di Arianna — e constatate che mancano: da qui il dubbio degli studiosi, che oscillano tra mito e semplice coppia di innamorati. Osservate come le teste si stacchino quasi del tutto dal fondo, scolpite in un solo blocco: un tour de force tecnico. Infine, confrontate mentalmente con un ritratto romano: misurerete quanto Tullio abbia vinto la sua scommessa classica.
Segreti e misteri
- L'identità delle figure è discussa: « Bacco e Arianna » o semplice « giovane coppia ».
- Scolpito in un solo blocco, ad altissimo rilievo, quasi a tutto tondo.
- Fa pendant con « Una coppia » di Tullio conservata alla Ca' d'Oro di Venezia.
- Ispirato ai rilievi funerari antichi e al doppio ritratto dipinto.
- Entrato nelle collezioni degli Asburgo, oggi alla Kunstkammer di Vienna.
Analisi delle emozioni
Il rilievo emana una calma quasi irreale: quei due volti perfetti, impassibili, paiono fluttuare fuori dal tempo, insensibili al tumulto del mondo. Si prova una fascinazione fredda, quella della bellezza ideale — poi, guardando meglio, una dolcezza: quei due esseri stretti fianco a fianco dicono una tenerezza discreta, un'unione serena. L'enigma della loro identità aggiunge fascino: non si sa se siano dèi o amanti comuni, e questa incertezza li rende stranamente vicini e lontani a un tempo.
Lo sapevi?
Da tempo si chiama questo rilievo « Bacco e Arianna », come se se ne conoscessero gli eroi. Eppure nulla, nel marmo, li nomina: né corona di stelle, né pampini, né alcun attributo certo. Gli storici sono ridotti alle ipotesi, e il museo stesso ha finito per ribattezzarlo prudentemente « giovane coppia ». Due amanti senza nome, magnifici e muti, la cui identità si è perduta insieme al ricordo del loro committente.

