L'Adamo fu scolpito all'inizio degli anni Novanta del Quattrocento per il monumento funebre del doge Andrea Vendramin, nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia: è l'unica figura firmata di quel vasto sepolcro. Il monumento fu poi rimaneggiato e l'Adamo se ne staccò; l'opera giunse negli Stati Uniti e al Metropolitan Museum. Nel 2002 il suo basamento di legno crollò: la statua si spezzò in 28 grossi pezzi e centinaia di schegge. Dodici anni di un restauro inedito, con tecniche nuove, ne permisero il ritorno nel 2014.
Elementi notevoli
Adamo nudo, in piedi, a grandezza naturale, in una posa di contrapposto di un'eleganza tutta antica: il peso su una gamba, l'anca sbilanciata, il braccio appoggiato a un tronco da cui pende una mela. Il volto, dai tratti classici e levigati, si perde in una fantasticheria malinconica. La carne, levigata e morbida, evoca una statua romana più che il primo uomo biblico. Il marmo è oggi di un candore notevole — perché l'opera, spezzatasi per incidente nel 2002, è stata ricostruita pezzo per pezzo al termine di un restauro esemplare. Si dice firmata da Tullio Lombardo.
Significato
L'Adamo di Tullio Lombardo è il primo grande nudo maschile in marmo a grandezza naturale scolpito dall'Antichità in poi, e la più importante scultura del Rinascimento italiano conservata in Nord America. Testimonia il modo in cui Venezia, verso il 1490, si appropriò del modello antico: Tullio, formatosi a contatto con le statue romane, restituisce a un soggetto cristiano — il primo uomo — il corpo e la serenità di un dio greco. È un manifesto dell'umanesimo veneziano, in cui la bellezza del nudo torna legittima nell'arte sacra.
Simbolismo e lettura iconografica
Adamo, primo uomo, porta qui meno il peso del peccato che la gloria della creazione: Tullio ne fa l'immagine dell'uomo perfetto, all'alba del mondo, come un dio antico. La mela, appena visibile, basta a ricordare la Caduta futura senza turbare la serenità. Su un sepolcro, questa figura assume un senso: Adamo, per cui la morte entrò nel mondo, veglia sulla tomba di un principe, ricordando la condizione mortale e la speranza di resurrezione. La bellezza del corpo diventa meditazione sulla vita e sulla morte.
La parola alla guida
Guardate dapprima Adamo come una statua antica: il contrapposto, la nudità ideale, la calma del volto — nulla dice il peccato o la colpa, tutto dice la bellezza. Cercate poi la mela, discreta, sul tronco d'appoggio: unico indizio del soggetto biblico. Quindi, se lo sapete, pensate a ciò che non vedete più: le fratture. La statua, caduta nel 2002, è stata ricomposta con un'arte tale che le rotture sono quasi scomparse. Guardate insieme un capolavoro del 1490 e un'impresa di restauro del XXI secolo.
Segreti e misteri
- Primo grande nudo maschile in marmo dall'Antichità.
- Più importante scultura del Rinascimento italiano in Nord America.
- Unica figura firmata del sepolcro del doge Andrea Vendramin.
- Nel 2002 il crollo del basamento la spezzò in 28 grossi pezzi e centinaia di schegge.
- Dodici anni di restauro inedito; ritorno al pubblico nel 2014.
Analisi delle emozioni
Davanti a questo Adamo si prova anzitutto una pace contemplativa: il corpo è così bello, così sereno, da placare. Poi affiora una malinconia — quel volto pensoso, quel nudo solitario paiono già portare il sapere della fragilità umana. E per chi ne conosce la storia, sale un'emozione in più: questa statua è stata polverizzata e poi pazientemente risuscitata. Contemplarla intatta significa misurare la tenacia che è servita per salvarla. Bellezza, fragilità e rinascita vi si sovrappongono in modo commovente.
Lo sapevi?
Nell'ottobre 2002, in una sala del Metropolitan, il basamento di legno che reggeva l'Adamo cedette all'improvviso: la statua si schiantò al suolo, frantumata in 28 grossi frammenti e una pioggia di schegge. Il disastro parve irreparabile. Aprì invece una delle più grandi avventure della conservazione moderna: dodici anni di ricerca, metodi inventati per l'occasione, prima che l'uomo di marmo si rialzasse, quasi senza cicatrice, nel 2014. Una caduta, poi una resurrezione.

