È l'ultimo dipinto di Leonardo da Vinci, e senza dubbio il più inquietante. Su uno sfondo interamente nero, una figura emerge dall'ombra: san Giovanni Battista, giovane, dai lunghi capelli ricci, il corpo seminudo, che sorride e leva l'indice verso il cielo. Nient'altro. Nessun deserto, nessuna folla, nessuno scenario — l'oscurità totale, e questa apparizione dolce che sembra fluttuare verso di noi. Guarda questo sorriso: è quello della Gioconda, enigmatico, ambiguo, insieme tenero e inafferrabile. E questo gesto — l'indice alzato — è la firma di Leonardo, il dito che indica il cielo, annunciando colui che viene dopo di lui (il Cristo). Giovanni Battista tiene una croce di canna e porta una pelle di bestia, i suoi attributi tradizionali, ma tutto qui è addolcito, sensuale, quasi androgino. La luce nasce dal nulla e accarezza la pelle, il volto, il riccio dei capelli, mentre il resto si perde nel nero. Questo santo uscito dalle tenebre, sorridente, che indica l'invisibile, è il testamento pittorico di Leonardo: un mistero fatto carne. La sfumatura? Lo sfondo molto scuro si è ancora oscurato con le vernici e il tempo; l'opera ha perso una parte della sua leggibilità originaria.
Simbolismo e lettura iconografica
Avvicinati a questa apparizione e guarda come Leonardo dice tutto con quasi nulla.
- Lo sfondo nero assoluto: nessun paesaggio, nessuno scenario — nulla se non l'oscurità da cui sorge la figura. Leonardo sopprime il mondo per tenere solo l'essenziale: un corpo, un sorriso, un gesto. Il vuoto fa tutta la potenza.
- L'indice alzato verso il cielo: è IL gesto. Giovanni Battista annuncia colui che viene dopo di lui; il suo dito indica l'alto, l'invisibile, il divino. Leonardo amava questo gesto al punto da farne una firma — lo si ritrova in diverse sue opere.
- Il sorriso ambiguo: cercalo — stesso sfumato della Gioconda, stessi angoli delle labbra che si perdono nell'ombra. Questo sorriso è insieme accoglienza ed enigma; non si lascia mai fissare.
- La luce senza sorgente: il chiarore nasce dal nulla e modella la pelle, la guancia, la spalla, il riccio dei capelli. Leonardo scolpisce il corpo con la sola luce, in gradazioni infinite — lo sfumato portato alla perfezione.
- La croce di canna e la pelle di bestia: cercale — la sottile croce di canna che tiene, la pelliccia sulla spalla. Sono gli attributi dell'asceta del deserto, ma resi così discreti, così dolci, da sembrare quasi cancellati a favore della sola presenza.
- L'androginia: il corpo, i tratti, la capigliatura confondono il maschile e il femminile. Leonardo cerca una bellezza al di là del sesso, una figura ideale, spirituale, che sfugge alle categorie del mondo.
- La torsione del corpo: segui la linea — la spalla girata verso di noi, il busto leggermente ruotato, il braccio che risale. Un movimento a spirale, dolce, risale verso il dito alzato: tutto il corpo conduce lo sguardo verso il cielo.
Analisi delle emozioni
Questo quadro mette in uno stato strano, tra fascino e disagio. La figura sorride, tende il dito, sembra venire verso di noi da un altro mondo — e questa prossimità, nel nero totale, ha qualcosa di insieme tenero e inquietante. Non si sa bene cosa questo santo voglia da noi: ci accoglie e ci sfugge nello stesso tempo. Il sorriso non si lascia decifrare, il gesto chiama senza che si sappia verso cosa, la luce accarezza senza che se ne veda la sorgente. Si prova davanti a quest'opera la vertigine delle ultime cose: un vecchio geniale, al termine della vita, vi ha condensato tutta la sua arte — lo sfumato, l'ambiguità, il mistero — in un'unica apparizione uscita dalle tenebre.
Segreti e misteri
Il San Giovanni Battista è generalmente considerato l'ultima opera di Leonardo, dipinta nei suoi anni tardi e portata con sé in Francia, dove morì nel 1519. Come la Gioconda e la Sant'Anna, non fu mai consegnato a un committente e restò presso il maestro fino alla fine. Il gesto dell'indice alzato, ricorrente in Leonardo, ha fatto scorrere molto inchiostro: firma spirituale, annuncio del Cristo, invito a guardare oltre il visibile. Lo sfondo, molto scuro fin dall'origine, è stato ancora oscurato dall'ossidazione delle vernici, il che ha a lungo reso difficile la lettura; l'opera entra nelle collezioni reali francesi prima di raggiungere il Louvre.
Lo sapevi?
L'indice alzato di san Giovanni Battista è diventato così celebre da essere chiamato talvolta il « gesto leonardesco »: lo si ritrova nell'Ultima Cena (l'apostolo Tommaso), nell'Adorazione dei Magi, nella Sant'Anna abbozzata. In Leonardo, questo dito che indica il cielo supera il semplice attributo: dice che l'essenziale è altrove, invisibile, al di là di ciò che la pittura può mostrare. Farne il gesto ultimo della sua ultima opera è forse, da parte del pittore più curioso di tutti i misteri del mondo, un modo di indicare quello che restava da svelare.

