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Protagonisti del Rinascimento

Colonna

Colonna

Contributi e opere

Figlia di una delle famiglie più potenti di Roma, Vittoria Colonna andò sposa al marchese di Pescara, Ferrante d'Ávalos. Quando questi morì per le ferite riportate nella battaglia di Pavia, nel 1525, lei aveva trentacinque anni, e fece una scelta che poche vedove del suo rango osavano compiere: non risposarsi. Abbandonò la vita di corte per una solitudine studiosa, tra Ischia, Roma e Viterbo, e trasformò il proprio lutto in materia letteraria.

Da quella perdita nacquero le Rime, sonetti dapprima amorosi, rivolti allo sposo scomparso, poi risolutamente spirituali, rivolti a Dio. La diffusione fu enorme: la Colonna divenne la prima donna a offrire al pubblico un canzoniere petrarchesco coronato da un vero successo editoriale, stampato e ristampato mentre era ancora in vita. Là dove il petrarchismo era un gioco di uomini che cantavano una donna ideale, lei rovesciò la prospettiva e impose una voce femminile che parlava, in prima persona, del proprio desiderio e della propria fede. Tutta l'Italia colta la leggeva e la citava come un modello.

Attorno a lei ruotava un cenacolo di alto profilo, dove si incrociavano umanisti, prelati e artisti. La Colonna non scriveva per svago: rifletteva sulla lingua, sulla spiritualità, sul posto di una donna nelle lettere. La sua opera aprì una porta che altre poetesse, come Gaspara Stampa e Veronica Gambara, avrebbero varcato dopo di lei.

Aneddoto memorabile

Il suo incontro più bello fu quello con Michelangelo. Il maestro, ormai anziano, si legò a lei di un'amicizia spirituale rara: si scambiavano lettere e versi, discutevano di fede e di salvezza. Per lei egli disegnò una Pietà e una Crocifissione, e le rivolse sonetti di una gravità che raramente gli si conosceva altrove. Alla morte di Vittoria, nel 1547, confidò di essersi rammaricato di averle baciato soltanto la mano, e non la fronte. Poche donne del Rinascimento seppero ispirare a un simile genio una tenerezza tanto disarmata.

Influenze ricevute

Petrarca e la tradizione del canzoniere; i circoli umanistici napoletani e romani; la corrente spirituale di Juan de Valdés e del cardinale Reginald Pole.

Influenze esercitate

Michelangelo, nei suoi versi e disegni spirituali; le poetesse italiane che la seguirono, come Gaspara Stampa e Veronica Gambara; il modello del petrarchismo femminile diffuso in tutta Europa.

Importanza storica

Vittoria Colonna è la più grande poetessa del Rinascimento italiano, e la prima donna a imporre la propria voce in un genere fino ad allora riservato agli uomini. Il suo successo editoriale dimostrò che una donna poteva essere letta, imitata e celebrata per la sua opera, e non per il suo rango. La sua parte d'ombra è quella di un'epoca: vicina agli spirituali, quei riformatori italiani che predicavano una fede interiore presto sospettata di eresia, morì nel 1547, poco prima che l'Inquisizione romana si abbattesse sui suoi amici. La morte la sottrasse al processo che avrebbe potuto spezzarla.