Contributi e opere
Nato da una famiglia modesta della Liguria, Francesco della Rovere si fa francescano, teologo stimato e docente prima di cingere la tiara nel 1471 con il nome di Sisto IV. Da quell'uomo di studi emerge un costruttore di rara audacia: vuole fare di Roma, ancora medievale e fangosa, la capitale visibile della cristianità. Il suo cantiere simbolo porta il suo nome, la Cappella Sistina. Per rivestirne le pareti chiama il fior fiore della pittura toscana e umbra: Botticelli, il Perugino, il Ghirlandaio e Cosimo Rosselli vi dipingono il grande ciclo di Mosè e di Cristo, decenni prima che Michelangelo vi dispieghi la sua volta sotto il nipote di Sisto, Giulio II. Uomo di libri, rilancia la Biblioteca Vaticana con la bolla del 1475, nomina bibliotecario l'umanista Platina e fa immortalare la scena da Melozzo da Forlì. Gesto inedito verso il popolo romano: donando alla città bronzi antichi, pone la prima pietra dei Musei Capitolini, tra i più antichi musei pubblici del mondo. Urbanista tenace, apre nuove strade, restaura chiese e ospedali, getta sul Tevere il Ponte Sisto che ancora oggi porta il suo nome. In tredici anni trasforma il volto di una città e restituisce al papato un linguaggio di pietra e di pittura.
Aneddoto memorabile
Nel 1471 Sisto IV dona al popolo romano una manciata di bronzi antichi a lungo ammassati al Laterano: la Lupa, lo Spinario, la testa colossale di Costantino. Collocati sul Campidoglio, quei reperti diventano il nucleo dei Musei Capitolini. L'idea è audace per l'epoca: restituire al pubblico opere che principi e cardinali custodivano gelosamente per sé. Un papa, già francescano, che rende alla città il suo passato pagano invece di rinchiuderlo in un palazzo: il gesto dice tutto del suo modo di essere, intrecciare fede, sapere e orgoglio civico romano.
Influenze ricevute
Formazione francescana e teologica; umanesimo romano (Platina); gusto per l'antico e per le lettere classiche.
Influenze esercitate
Botticelli, il Perugino, il Ghirlandaio, Rosselli, Melozzo da Forlì; la dinastia della Rovere fino a Giulio II; il modello del museo pubblico.
Importanza storica
Sisto IV ha riaperto Roma alla grande arte e al sapere: la cappella che porta il suo nome, la Biblioteca Vaticana rilanciata, i primi musei pubblici del Campidoglio figurano tra le fondazioni durature del Rinascimento romano. Ma l'uomo resta contrastato. Il suo nepotismo colma di onori e di terre i nipoti della Rovere e Riario, e la sua complicità attiva nella congiura dei Pazzi del 1478, volta ad abbattere i Medici, sfocia in un attentato in piena messa in cui Giuliano de' Medici viene ucciso. Un mecenate illuminato unito a un principe temporale pronto alla violenza politica: la sua grandezza e la sua ombra sono inseparabili.

