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Protagonisti del Rinascimento

Malatesta

Contributi e opere

Sigismondo Pandolfo Malatesta governa Rimini insieme da uomo d'arme e da esteta, due volti che non accetta di tenere separati. Condottiero di gran fama, presta la sua spada alle potenze d'Italia; ma è un cantiere di pietra a incidere il suo nome nella storia dell'arte. Fa trasformare la chiesa gotica di San Francesco a Rimini in un monumento abbagliante, il Tempio Malatestiano, celebre tanto per la sua audacia quanto per la sua incompiutezza.

Per riuscirvi si circonda dei migliori. Affida l'involucro esterno a Leon Battista Alberti, che riveste la vecchia chiesa con una facciata all'antica ispirata agli archi di trionfo romani, uno dei primi gesti pienamente «antiquari» dell'architettura rinascimentale. All'interno, Agostino di Duccio scolpisce una decorazione lussureggiante di bassorilievi. Piero della Francesca vi dipinge un affresco che raffigura Sigismondo inginocchiato davanti a san Sigismondo, immagine di devozione e orgoglio intrecciati.

Il programma del tempio stupisce: le iniziali intrecciate di Sigismondo e di Isotta degli Atti, prima sua amante e poi sua sposa, vi sono celebrate apertamente, e vi trova posto la tomba di Isotta. Emblemi profani, motivi quasi pagani e omaggio all'amore umano vi convivono con il sacro al punto da suscitare scandalo. Il Tempio diventa così un manifesto: quello di un principe che comanda la bellezza come comanda un esercito, e che mette l'arte antica al servizio della propria gloria.

Aneddoto memorabile

L'inimicizia tra Sigismondo e papa Pio II degenera in guerra aperta. Nel 1462, non potendo colpirlo altrimenti, il papa lo fa «canonizzare all'inferno»: Sigismondo viene scomunicato e la sua effigie bruciata sui gradini di San Pietro a Roma, con un'iscrizione che lo consacra alle fiamme eterne. Il gesto, clamoroso, rovescia il rito della canonizzazione per dannare un vivo. Pio II lo accusa inoltre di omicidi, stupri, spergiuri e sacrilegi: colpe reali in alcuni casi, ma che la propaganda pontificia poté annerire a piacimento.

Influenze ricevute

L'architettura romana antica, con i suoi archi di trionfo, alimenta la sua sensibilità; l'umanesimo antiquario del suo tempo gli fornisce il gusto del richiamo alle forme classiche; e Leon Battista Alberti, chiamato a Rimini, dà corpo a questa aspirazione traducendola in pietra.

Influenze esercitate

Come committente, Sigismondo offre a Leon Battista Alberti il campo per una delle sue prove architettoniche più celebri, e riunisce attorno al Tempio artisti come Agostino di Duccio e Piero della Francesca. Al di là dei nomi, incarna e diffonde il modello del principe mecenate e costruttore della Rinascita, che si eterna nell'opera che ordina.

Importanza storica

Sigismondo Malatesta conta meno per ciò che ha fatto con le proprie mani che per ciò che ha commissionato. Il Tempio Malatestiano segna una tappa dell'architettura rinascimentale: prima grande facciata all'antica di Alberti, fissa l'idea di rivestire un edificio alla maniera degli antichi. Personaggio ambivalente, adorato dai suoi e votato all'inferno dal papa, Sigismondo incarna anche il principe della prima Rinascita: brutale e raffinato, capace di far nascere un capolavoro al servizio del proprio amore e del proprio orgoglio. Il suo tempio incompiuto resta uno dei luoghi più affascinanti d'Italia.