Contributi e opere
Properzia de' Rossi forza una porta che il suo secolo credeva sigillata: scolpisce il marmo, quel mestiere di forza e di bottega ritenuto precluso alle donne. Solo osare lo scalpello, a Bologna, verso il 1520, è già un atto di audacia.
Si fa conoscere dapprima con prodezze di scultura in miniatura. La tradizione, riferita dal Vasari, vuole che abbia inciso intere scene — figure, sfondi — su noccioli di pesca e di ciliegia, poi montati in gioielli. Un'arte della pazienza e della precisione estrema, in cui non ha rivali se non la propria minuzia.
Poi arriva la commissione che la iscrive nella pietra pubblica: rilievi di marmo per la facciata della basilica di San Petronio, cuore monumentale di Bologna. Le si attribuisce in particolare un pannello con «Giuseppe e la moglie di Putifarre». Ottenere un cantiere simile, quando le grandi facciate sono affare delle botteghe maschili, colloca Properzia in una categoria a parte: quella degli artisti che il solo talento impone, contro la consuetudine.
La sua produzione resta oggi difficile da ricostruire, tra opere perdute, attribuzioni incerte e racconto vasariano che mescola l'ammirazione alla leggenda. Ma il gesto rimane: una donna che ha voluto il marmo, l'ha ottenuto, e l'ha firmato.
Aneddoto memorabile
Prima del marmo monumentale, ci fu l'infinitamente piccolo. Il Vasari racconta che Properzia scolpiva intere scene su noccioli di pesca e di ciliegia — grappoli di figure minuscole, talvolta un'intera Passione su un solo frutto essiccato — che venivano poi montati in pendagli o bottoni. Bisogna immaginare l'occhio fisso, la mano immobile, ogni colpo di punta irreversibile su un supporto grande come un'unghia. Questo virtuosismo da orafo le servì da biglietto da visita: chi domina così il grano di un nocciolo può, si diceva, aspirare al blocco di marmo.
Influenze ricevute
Formatasi nell'ambiente artistico bolognese del primo Cinquecento. I dettagli del suo apprendistato restano poco documentati.
Influenze esercitate
Figura pioniera: per la sua sola esistenza, Properzia diventa un precedente invocato ogni volta che ci si interroga sul posto delle donne nella scultura. Il Vasari, dedicandole una biografia, la fa entrare nella memoria lunga dell'arte e ne fa un punto di riferimento per le generazioni successive di donne artiste.
Importanza storica
Properzia de' Rossi occupa una posizione unica: è l'unica artista donna a cui Giorgio Vasari dedica una biografia nelle sue «Vite», quel grande repertorio fondativo della storia dell'arte. Basterebbe questo alla sua singolarità. Ma c'è di più: in un mestiere di forza, di corporazione e di bottega chiusa, ha conquistato una commissione pubblica importante sulla facciata di San Petronio. La sua traiettoria — splendore, ostacoli, oblio — è divenuta emblematica della sorte delle donne creatrici del Rinascimento, celebrate e cancellate a turno.
