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Protagonisti del Rinascimento

Aretino, dit L'Arétin

Contributi e opere

Figlio di un calzolaio di Arezzo, privo di quella vernice di studi umanistici che allora spianava la carriera a un uomo di lettere, Pietro Aretino si impone con la sola forza della sua verve: ed è qui il suo colpo di genio. Conquista Roma, poi Venezia, inventando forme nuove che fanno di lui, con largo anticipo, una sorta di primo giornalista. Pratica la pasquinata, quelle satire pungenti affisse ai piedi della statua di Pasquino, a Roma, dove la città inchioda in forma anonima i potenti. Soprattutto, trasforma la corrispondenza in spettacolo pubblico: le sue Lettere, stampate e diffuse, diventano un autentico best-seller su scala europea. L'Aretino intuisce, forse per primo, la potenza inedita dell'opinione, e ne fa mercato. Lo chiamano il flagello dei principi: re, papi e duchi tremano davanti alla sua penna, tanto per le lodi venali quanto per le minacce. Carlo V, Francesco I, i Medici lo pagano, per essere adulati o semplicemente risparmiati. È, senza mezzi termini, l'invenzione del ricatto letterario eretto a sistema. A Venezia diventa amico e impresario di Tiziano, che lo ritrae, oltre che dell'architetto e scultore Jacopo Sansovino, formando con loro un trio che regna sulla vita artistica della Serenissima.

Aneddoto memorabile

Nel 1524 l'Aretino getta benzina sul fuoco: compone i Sonetti lussuriosi, versi apertamente osceni pensati per accompagnare I Modi, le incisioni erotiche tratte da Giulio Romano. Lo scandalo è clamoroso, e la faccenda gli costa l'allontanamento da Roma. Ben lungi dall'arrossire, si assume ogni cosa, sfacciataggine compresa, e su questa reputazione sulfurea costruirà una parte della propria gloria. L'uomo che si diceva, con aplomb magnifico, uomo libero per grazia di Dio, non ha mai indietreggiato davanti alla provocazione che lo faceva parlare di sé.

Influenze ricevute

La cultura della pasquinata romana e la tradizione satirica popolare; l'ambiente delle corti italiane, dove impara i meccanismi del mecenatismo e dell'adulazione.

Influenze esercitate

Tiziano e Jacopo Sansovino, suoi intimi a Venezia; e, più in generale, apre la strada al pamphlet moderno, alla lettera pubblicata e all'uso dell'opinione pubblica come arma.

Importanza storica

L'Aretino è una figura di cerniera: personaggio smisurato, ghiotto, gaudente e venale, incarna lo scrittore che, senza natali né titoli, si costruisce un potere con la sola padronanza delle parole e della loro diffusione. Inventando la lettera pubblicata, la satira d'affissione e il ricatto letterario, presente la forza politica dell'opinione. La sua parte d'ombra, oscenità rivendicata e venalità sistematica, non è un incidente di percorso ma il motore stesso della sua leggenda. Resta uno dei primi a comprendere che la penna poteva far tremare i troni.