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Protagonisti del Rinascimento

Farnese, dit Paul III

Contributi e opere

Eletto papa nel 1534 con il nome di Paolo III, Alessandro Farnese si colloca sul crinale dove il Rinascimento si rovescia nella Riforma cattolica, e abbraccia entrambi con un solo gesto. Mecenate fastoso, affida a Michelangelo il Giudizio universale della Cappella Sistina (1536-1541), affresco-cataclisma che ridefinisce l'arte sacra. Non si ferma qui: nomina Michelangelo architetto di San Pietro — l'artista riprende il cantiere della cupola — e gli affida la sistemazione della piazza del Campidoglio, una delle più belle composizioni urbane d'Europa. Per la propria gloria fa innalzare il sontuoso Palazzo Farnese, costruito dapprima da Antonio da Sangallo il Giovane e poi ripreso da Michelangelo. Tiziano viene a ritrarlo, lasciando il celebre Paolo III con i nipoti (oggi a Napoli), scrutinio psicologico senza indulgenza di un vecchio astuto. Riformatore quanto costruttore, approva nel 1540 la Compagnia di Gesù — i gesuiti — e convoca nel 1545 il Concilio di Trento, laboratorio della Controriforma che riformulerà per secoli la dottrina e la disciplina della Chiesa. In un solo pontificato, l'uomo lega l'apogeo della grande arte romana e il riarmo di una Chiesa in crisi.

Aneddoto memorabile

Davanti al Giudizio universale, un maestro di cerimonie del papa, Biagio da Cesena, si indignò per tante nudità e giudicò l'affresco degno di un'osteria più che di una cappella. Michelangelo si vendicò a modo suo: diede i tratti del censore a Minosse, giudice degli Inferi, con orecchie d'asino e un serpente avvolto. Biagio implorò Paolo III di farlo cancellare. Il papa avrebbe risposto, malizioso, che la sua autorità non si estendeva fino all'Inferno e che non poteva quindi trarnelo fuori. Il ritratto beffardo è ancora là. (Battuta tradizionalmente riportata, non attestata da alcuna fonte contemporanea.)

Influenze ricevute

Formazione umanistica nella Firenze di Lorenzo il Magnifico; cultura di corte della Roma dei Borgia e dei Medici; gusto del mecenatismo familiare dei Farnese; pressione della Riforma protestante e degli appelli al concilio.

Influenze esercitate

Michelangelo (Giudizio universale, San Pietro, Campidoglio); Tiziano; la Compagnia di Gesù, approvata nel 1540; il Concilio di Trento e tutta la Controriforma; la dinastia dei Farnese di Parma e Piacenza.

Importanza storica

Paolo III è il papa cerniera: senza di lui, né il Giudizio universale, né la cupola di San Pietro affidata a Michelangelo, né la piazza del Campidoglio. Senza di lui nemmeno il Concilio di Trento né il riconoscimento dei gesuiti — i due pilastri della Controriforma. La sua figura porta tuttavia un'ombra assunta: un nepotismo eretto a istituzione e la fondazione, nel 1542, dell'Inquisizione romana. In lui lo splendore delle arti e l'irrigidimento della Chiesa nascono dal medesimo pontificato, ciò che ne fa una delle chiavi per comprendere il passaggio dal Rinascimento al mondo tridentino.