Contributi e opere
Figlio di un medico di Sarzana, Tommaso Parentucelli salì sul trono di Pietro nel 1447 portando con sé un'idea del tutto nuova: fare del papato il focolare delle lettere antiche. Erudito prima ancora che pontefice, spedì i suoi agenti a rovistare nei conventi d'Europa e di Grecia per acquistare, copiare e far tradurre centinaia di manoscritti greci e latini: Omero, Platone, Aristotele, i Padri della Chiesa. Da quel tesoro nacque la Biblioteca Vaticana, nucleo di quella che sarebbe divenuta una delle più grandi biblioteche del mondo, e per essa Niccolò V pagò umanisti come Lorenzo Valla perché voltassero il greco in latino. La sua ambizione, tuttavia, traboccava dai libri: sognava una Roma rifondata, capitale degna della cristianità, e avviò la ricostruzione della basilica di San Pietro secondo un disegno grandioso, prendendo consiglio dall'architetto e teorico Leon Battista Alberti. Chiamò il Beato Angelico a decorare la sua cappella privata in Vaticano, la cappella Niccolina, ornata di affreschi dedicati a santo Stefano e san Lorenzo. Sul terreno politico chiuse il Grande Scisma d'Occidente ottenendo nel 1449 l'abdicazione dell'antipapa Felice V, e proclamò poi il Giubileo del 1450, che richiamò a Roma folle immense di pellegrini. In pochi anni questo papa di lettere trasformò il papato in mecenate del Rinascimento.
Aneddoto memorabile
Si racconta che da giovane, privo di mezzi, Tommaso avesse fatto il precettore presso ricche famiglie fiorentine per finanziare i propri studi, convinto che un uomo istruito non spendesse mai meglio il proprio denaro se non in libri e in edifici. Divenuto papa, mantenne la parola su scala spettacolare: sul letto di morte, nel 1455, avrebbe giustificato davanti ai cardinali le sue spese in manoscritti e in pietre, sostenendo che la fede della gente semplice ha bisogno di monumenti visibili per potersi radicare. La Biblioteca Vaticana gli avrebbe dato ragione per secoli.
Influenze ricevute
L'umanesimo fiorentino, con Cosimo de' Medici e la cerchia di Niccolò Niccoli; Lorenzo Valla e i traduttori dal greco; le teorie architettoniche di Leon Battista Alberti; e l'eredità conciliare ancora da risolvere.
Influenze esercitate
I papi mecenati che vennero dopo di lui, in particolare Sisto IV, con la rifondazione ufficiale della Biblioteca Vaticana, e Giulio II, con il cantiere di San Pietro; il Beato Angelico; e più in generale il modello del pontefice umanista e costruttore della Roma rinascimentale.
Importanza storica
Niccolò V fece entrare il papato nel Rinascimento: trasformò Roma, dissanguata da decenni di scisma, in capitale culturale e cantiere permanente. Fondando la Biblioteca Vaticana e lanciando l'idea di una nuova basilica di San Pietro, tracciò la via che avrebbero seguito Sisto IV, Giulio II e Leone X. Il suo pontificato dimostra che un potere spirituale può farsi mecenate dell'ingegno umano senza rinnegarsi: una scommessa fondativa, il cui finanziamento tramite le indulgenze annunciava però già quelle tensioni che, un secolo più tardi, avrebbero fatto esplodere la Riforma.

