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Protagonisti del Rinascimento

Attendolo, dit Muzio Sforza

Attendolo, dit Muzio Sforza

Contributi e opere

Figlio di agiati contadini di Cotignola, in Romagna, Muzio Attendolo abbraccia giovanissimo il mestiere delle armi. Il suo vigore fisico gli vale un soprannome destinato a far fortuna: Sforza, la forza. Quel nomignolo diventa un cognome, poi una dinastia. Ecco la prima audacia: un figlio di braccianti che trasforma un muscolo e una volontà in casata sovrana.

Il suo contributo maggiore è militare. Egli forgia la cosiddetta scuola sforzesca: un'arte della guerra metodica, disciplinata, paziente, fondata sulla solidità delle formazioni, sull'organizzazione e sulla resistenza più che sul colpo di scena. Questo stile si oppone frontalmente alla scuola braccesca di Braccio da Montone, più mobile e più aggressiva. La rivalità tra le due maniere struttura la strategia italiana del Quattrocento: ci si dichiara sforzeschi o bracceschi come si sceglie una disciplina.

Alla testa di una temibile compagnia, Muzio presta la propria spada a Napoli, al papato e a Milano, cambiando bandiera secondo la paga e l'interesse: la regola del condottiero. Ma la sua opera più grande non è una battaglia: è una stirpe. Lascia una numerosa discendenza e soprattutto un figlio, Francesco Sforza, che avvia a quel mestiere. Sarà proprio questo figlio a portare l'ascesa fino al trono ducale di Milano. Muzio non ha regnato; ha reso possibile il regno.

Aneddoto memorabile

La sua morte ha la brutalità di una scena di battaglia mancata. Nel 1424 le sue truppe tentano di attraversare il fiume Pescara in piena. Vedendo alcuni uomini travolti dalla corrente, Muzio Attendolo si getta in acqua per soccorrerli: il vecchio capitano, appesantito dall'armatura, scompare tra i flutti. Il fondatore della dinastia della forza muore annegato, non colpito da un nemico, ma inghiottito da un fiume mentre soccorre i suoi. Vi è in questo, fin nella fine, il segno di un uomo che comandava con il corpo e con l'esempio.

Influenze ricevute

La scuola delle compagnie di ventura italiane del Trecento e la tradizione militare della Romagna. Resta da accertare il maestro o il capitano sotto il quale avrebbe compiuto le sue prime armi.

Influenze esercitate

Il figlio Francesco Sforza, duca di Milano, e l'intera dinastia sforzesca; la scuola militare sforzesca e la sua durevole opposizione alla scuola braccesca di Braccio da Montone.

Importanza storica

Muzio Attendolo è la radice di una delle grandi casate del Rinascimento italiano. Senza la sua ascesa - quella di un figlio di contadini divenuto capitano ascoltato da re e papi - non vi sarebbe né Francesco Sforza duca di Milano, né il mecenatismo sforzesco che segnerà la Lombardia. Sul piano militare, egli incarna un modello: la guerra come disciplina organizzata. Sul piano politico, illustra il condottiero che converte il servizio armato in potere ereditario. La sua vita dice una verità del suo secolo: in Italia, la spada ben impugnata poteva aprire la porta dei troni.