HitsMap

Protagonisti del Rinascimento

Ficino, dit Marsile Ficin

Ficino, dit Marsile Ficin

Contributi e opere

A Marsilio Ficino si deve un gesto vertiginoso: restituire Platone all'Occidente. Là dove il Medioevo latino conosceva soltanto frammenti, egli traduce in latino l'intera opera dei dialoghi platonici, per la prima volta nella storia, e poi le Enneadi di Plotino e il Corpus Hermeticum attribuito a Ermete Trismegisto. All'improvviso un'intera biblioteca greca diventa leggibile per l'Europa dei dotti.

Protetto da Cosimo de' Medici, che gli affida una villa a Careggi, e più tardi di Lorenzo il Magnifico, Ficino anima qui l'Accademia platonica fiorentina, più un vivace cenacolo di letterati che una vera istituzione, dove Platone viene celebrato come un maestro spirituale. Da questo laboratorio del pensiero nasce la sua opera maggiore, la Teologia platonica, che si propone di conciliare Platone e cristianesimo: immortalità dell'anima, dignità dell'uomo posto al centro del creato, bellezza sensibile intesa come primo gradino verso Dio.

È Ficino, inoltre, a coniare la nozione di amore platonico: un amore che, dalla bellezza di un corpo, si eleva verso la bellezza ideale e divina. Questa cornice, l'anima calamitata dal bello, il mondo percorso da corrispondenze, irriga la cultura di corte e alimenta l'immaginario degli artisti del suo tempo, da Botticelli a un'intera generazione fiorentina. Traduce e commenta, scrive lettere innumerevoli, e fa della filosofia tanto un modo di vivere quanto un sapere.

Aneddoto memorabile

Ficino non nascondeva il proprio temperamento: si diceva malinconico, nato sotto Saturno, l'astro dei sognatori e dei solitari, reputato al tempo stesso malefico e propizio al genio. Invece di subire quell'umore cupo, lo teorizza. Nel suo trattato di medicina e igiene di vita consiglia agli spiriti studiosi, minacciati dalla stessa oscurità saturnina, la luce, la musica, i profumi, il vino leggero, per tenere a distanza la tristezza. Raro caso di un filosofo che prescrive un rimedio contro il proprio male, trasformando un fardello intimo in un'arte di vivere per tutti gli intellettuali.

Influenze ricevute

Platone; Plotino e il neoplatonismo; il Corpus Hermeticum attribuito a Ermete Trismegisto; sant'Agostino e la tradizione cristiana; il mecenatismo di Cosimo e poi di Lorenzo de' Medici.

Influenze esercitate

Pico della Mirandola e l'umanesimo fiorentino; l'immaginario neoplatonico di Botticelli e degli artisti di corte; la duratura nozione di amore platonico; il pensiero rinascimentale sull'anima, la bellezza e la dignità dell'uomo.

Importanza storica

Senza Ficino il Rinascimento non sarebbe stato del tutto ciò che fu. Rendendo Platone leggibile e osando accordarlo alla fede cristiana, egli offre alla sua epoca un linguaggio nuovo: l'uomo al centro del mondo, la bellezza come via verso il divino, l'amore come ascesa. Questo vocabolario travalica la filosofia e conquista la pittura, la poesia, le maniere di corte. Sacerdote che sfiora la magia degli astri, malinconico dichiarato, egli incarna l'umanista totale, traduttore, pensatore, medico delle anime, la cui ombra si allunga su tutto il secolo che segue.