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Protagonisti del Rinascimento

Borgia, dit Lucrèce Borgia

Borgia, dit Lucrèce Borgia

Contributi e opere

Dimenticate per un istante l'avvelenatrice dall'anello e la figlia scandalosa: quella Lucrezia è un'invenzione dei suoi nemici. La vera si rivelò a Ferrara, dove il terzo matrimonio, nel 1502, la fece duchessa accanto ad Alfonso I d'Este. Lontano da Roma e dai calcoli della sua famiglia, divenne finalmente qualcuno.

Alla corte estense seppe governare. Quando il marito partiva in guerra, era lei a tenere le redini del ducato, reggente avveduta che il potere non spaventava. Ma il suo nome resta legato soprattutto alle lettere e alle arti che protesse. L'Ariosto frequentò la sua cerchia; il poeta e letterato Pietro Bembo intrattenne con lei un carteggio rimasto celebre, dove lo slancio amoroso si univa a un'altezza spirituale. Si dice che il Tiziano dipinse a Ferrara per la casa d'Este.

Donna colta, circondata di poeti e umanisti, fece della sua corte un focolare dove la raffinatezza del Rinascimento italiano trovava il suo spazio. Verso la fine della vita, la duchessa si volse alla pietà e alle opere di carità, guadagnandosi la stima dei sudditi.

Bisogna però tenere presente l'altro versante. Prima di Ferrara, Lucrezia fu anzitutto uno strumento. Sposata tre volte secondo le ambizioni del padre, papa Alessandro VI, e del fratello Cesare, passò da un'alleanza all'altra a seconda di ciò che la strategia familiare richiedeva. Il secondo marito, Alfonso d'Aragona, fu assassinato, con ogni probabilità per ordine di Cesare. Donna intelligente prigioniera di una famiglia divorante, trovò la pace solo una volta divenuta se stessa, duchessa a Ferrara.

Aneddoto memorabile

Il carteggio tra Lucrezia e Pietro Bembo è uno dei più belli del Rinascimento italiano. Il letterato, affascinato, le scriveva lettere in cui l'amore si mescolava all'elevazione spirituale; lei gli rispondeva con una finezza che rivela quanto fosse colta. Si racconta che Bembo conservò gelosamente una ciocca dei suoi capelli biondi. Quelle lettere, oggi oggetto di studio, tracciano il ritratto di una donna colta e sensibile, ben lontana dalla creatura di scandalo che la leggenda aveva costruito attorno al nome Borgia.

Influenze ricevute

Alessandro VI (il padre); Cesare Borgia (il fratello); la casa d'Este; Pietro Bembo.

Influenze esercitate

La corte di Ferrara; l'Ariosto; Pietro Bembo; il mecenatismo delle lettere e delle arti.

Importanza storica

Lucrezia Borgia occupa un posto singolare: il suo nome evoca anzitutto una leggenda nera, tra le più tenaci del Rinascimento. Eppure quella fama di incesto e veleno fu costruita dagli avversari politici della sua famiglia, senza prove. La riscoperta della duchessa di Ferrara — protettrice illuminata delle lettere, reggente competente, mecenate degli artisti — corregge quell'immagine. Ella incarna al tempo stesso la raffinatezza della corte rinascimentale e la sorte delle donne del suo tempo, merce di scambio nelle alleanze dei potenti. Comprendere Lucrezia significa imparare a distinguere la calunnia dalla storia.