Contributi e opere
Frate francescano nato a Borgo San Sepolcro, Luca Pacioli fece entrare la matematica nel mondo reale: quello dei mercanti, delle banche e dei conti. La sua Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità (Venezia, 1494) è un'opera monumentale che raccoglie il sapere aritmetico del suo tempo, scritta non in latino dotto ma in volgare, per essere letta e messa in pratica. Vi si trova, stampata per la prima volta, la descrizione sistematica della contabilità in partita doppia: ogni operazione registrata due volte, in dare e in avere, così che i conti restino sempre in equilibrio. Questo metodo, nato nelle città mercantili italiane, governa ancora oggi la finanza mondiale: ecco l'audacia tranquilla di un frate che, mettendo su carta una pratica dei commercianti, le diede una portata universale. Pacioli fu anche un divulgatore geniale: insegnava, viaggiava di città in città, rendeva accessibile il sapere. A Milano, alla corte di Ludovico Sforza, divenne amico e maestro di matematica di Leonardo da Vinci. Insieme concepirono il De divina proportione (redatto verso il 1498, stampato nel 1509), dedicato alla sezione aurea: Pacioli scriveva il testo, Leonardo disegnava i celebri poliedri. Incontro al vertice tra arte e scienza, quel libro incarna l'ideale di un sapere in cui geometria e bellezza diventano una cosa sola.
Aneddoto memorabile
Le tavole del De divina proportione sono illustrate da Leonardo da Vinci in persona: poliedri disegnati in prospettiva, alcuni resi vacui, con le facce aperte, per lasciar vedere la loro struttura interna, una prodezza grafica rimasta celebre. È uno dei rari casi in cui si può ammirare una collaborazione diretta e documentata tra il grande Leonardo e un matematico. Pacioli, da parte sua, amava dedicarsi a giochi, trucchi aritmetici e rompicapi, di cui compilò una raccolta (De viribus quantitatis). Lo studioso austero nascondeva un gusto vivissimo per la magia dei numeri e per il piacere di sorprendere.
Influenze ricevute
Piero della Francesca; Leon Battista Alberti; i trattati di aritmetica mercantile delle città italiane; Euclide.
Influenze esercitate
Leonardo da Vinci; l'intera contabilità moderna (partita doppia); la divulgazione matematica in volgare; i teorici della sezione aurea.
Importanza storica
Senza Pacioli, la finanza moderna parlerebbe un'altra lingua: la partita doppia che egli fissò con la stampa struttura ancora ogni bilancio d'impresa, e per questo gli spetta il titolo di padre della contabilità. La sua opera incarna un momento raro in cui il calcolo dei mercanti raggiunge l'alta scienza e l'arte, in particolare grazie alla collaborazione con Leonardo sulla sezione aurea. Compilatore non meno che inventore (Vasari gli rimprovera di aver ripreso senza dirlo i lavori del suo maestro Piero della Francesca), resta prima di tutto un divulgatore decisivo, colui che rese il sapere matematico leggibile e utile a tutti.

