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Protagonisti del Rinascimento

Valla

Contributi e opere

Lorenzo Valla non si limitò a leggere gli antichi: inventò un modo per interrogarli. Il suo metodo consisteva nell'ascoltare la lingua stessa. Nel 1440, con il De falso credita et ementita Constantini donatione, colpì il più intoccabile dei documenti: la Donazione di Costantino, la carta su cui il papato fondava le proprie pretese al potere temporale. Valla dimostrò che si trattava di un falso. In che modo? Attraverso le parole. Il latino del testo brulica di espressioni, termini e anacronismi impossibili nel IV secolo: la lingua tradisce un falsario medievale. Nasce così il metodo storico-critico, l'idea che un testo porti, nel suo stile stesso, la data della propria fabbricazione.

Quel colpo di scena non fu un episodio isolato. Le sue Elegantiae linguae latinae si proponevano di restaurare il latino classico contro il latino scolastico degradato: un'opera di successo immenso, manuale di un'intera generazione di umanisti. Valla rivolse lo stesso sguardo affilato al testo greco del Nuovo Testamento, confrontando la Vulgata con l'originale, un cantiere che Erasmo avrebbe poi ripreso esplicitamente. Infine, il De voluptate osò riabilitare il piacere, delineando un epicureismo riconciliato con il cristianesimo. Ovunque, la stessa audacia: sottoporre l'autorità all'esame della ragione filologica.

Aneddoto memorabile

Il paradosso di Valla sta tutto in una traiettoria: l'uomo che smontò il titolo giuridico del potere pontificio finì segretario apostolico in Vaticano, sotto Niccolò V. Nel frattempo i suoi attacchi frontali gli erano valsi le persecuzioni dell'Inquisizione a Napoli; dovette la salvezza soltanto alla protezione del suo signore, il re Alfonso. Il polemista braccato dalla Chiesa divenuto penna del papato: Valla incarna quella Rinascita in cui l'insolenza erudita poteva condurre, a seconda del protettore del momento, al rogo o alla scrivania.

Influenze ricevute

Umanesimo della prima Rinascita; riscoperta degli autori latini classici (Quintiliano, Cicerone); epicureismo antico.

Influenze esercitate

Erasmo (critica del testo del Nuovo Testamento); filologia umanistica e metodo storico-critico; riformatori ed eruditi successivi impegnati sull'autenticità delle fonti.

Importanza storica

Valla è uno dei padri della critica moderna dei testi. Dimostrando che un documento poteva essere smascherato dalla sola lingua, fece della filologia insieme un'arma e una scienza: l'autenticità cessa di essere questione di autorità per diventare questione di prova. La sua demistificazione della Donazione di Costantino resta un caso esemplare, matrice del metodo storico-critico che avrebbe alimentato l'esegesi, la storia e l'erudizione. Senza di lui, né il Nuovo Testamento di Erasmo né molte delle battaglie erudite della Riforma avrebbero avuto il loro strumento decisivo.