Contributi e opere
Figlio di Lorenzo il Magnifico, Giovanni de' Medici viene creato cardinale a tredici anni: cresce nella convinzione che potere e bellezza vadano di pari passo. Eletto papa nel 1513 col nome di Leone X, fa di Roma il vertice sfarzoso del Rinascimento. Il suo colpo di genio è puntare su Raffaello. Lo nomina soprintendente alla Fabbrica di San Pietro, poi alle Antichità di Roma, e gli affida cantieri immensi: le Logge vaticane, i cartoni degli arazzi destinati alla Cappella Sistina, fino al proprio ritratto, in cui Raffaello lo raffigura tra due cardinali, con la lente e un manoscritto miniato a portata di mano. Leone X prosegue l'edificazione della nuova basilica di San Pietro, protegge letterati e poeti, la musica e il teatro, risolleva l'università romana della Sapienza e incoraggia la nascente stampa. Amante della caccia, delle feste e dei banchetti, tiene una corte in cui umanisti e artisti si accalcano. Sotto il suo pontificato Roma diventa una calamita per i talenti di tutta Italia. Questa generosità nasceva in lui da una scelta consapevole: ai suoi occhi un papa Medici doveva governare da principe delle arti non meno che da capo della Chiesa.
Aneddoto memorabile
La tradizione gli attribuisce, al momento dell'elezione, una battuta rivolta al fratello Giuliano: poiché Dio aveva concesso loro il papato, tanto valeva goderselo. La frase è celebre, ma ci giunge da racconti posteriori e non può essere ritenuta una citazione sicura. Riassume tuttavia, a torto o a ragione, l'immagine di un papa incline allo sfarzo: cacce, spettacoli, protettore di artisti e di buffoni, casse spalancate. La leggenda ha trattenuto il motto; la storia trattiene soprattutto un uomo che visse la carica suprema come una festa permanente.
Influenze ricevute
Lorenzo de' Medici detto il Magnifico, suo padre; la corte umanistica di Firenze; Angelo Poliziano e i precettori medicei; la tradizione del mecenatismo di famiglia dei Medici.
Influenze esercitate
Raffaello; i cantieri di San Pietro e delle Logge vaticane; l'università della Sapienza; gli umanisti, i musicisti e gli stampatori della Roma pontificia; di riflesso, Martin Lutero e la Riforma.
Importanza storica
Leone X incarna il culmine della Roma delle arti, quella in cui Raffaello dispiega il proprio genio sotto la protezione pontificia. Ma il suo regno è anche uno snodo tragico della storia europea: le spese rovinose e il modo di finanziare San Pietro scatenano una crisi che egli non seppe misurare. Mecenate abbagliante da un lato, principe troppo spensierato dall'altro, lascia una Roma magnifica e una cristianità fratturata. Pochi pontificati sono stati insieme tanto brillanti e tanto gravidi di conseguenze.
