Contributi e opere
Ci sono uomini che una sola vita non sembra bastare a contenere: Leon Battista Alberti è tra questi. Lo si dice atleta capace di scavalcare con un salto un uomo in piedi, musico, crittografo; ma è con la penna che cambia ogni cosa. Nel 1435 scrive il De pictura, il primo testo a esporre la costruzione geometrica della prospettiva: il quadro diventa una finestra aperta sul mondo, e il pittore un dotto che ordina lo spazio con la ragione. D'un tratto la pittura cessa di essere un semplice mestiere per farsi questione d'intelligenza e di misura.
La sua ambizione non si ferma qui. Con il De re aedificatoria offre il primo grande trattato d'architettura dopo Vitruvio, cercando di far dialogare l'armonia antica con il mondo cristiano. Queste idee le mette alla prova nella pietra: la facciata splendente di Santa Maria Novella e il palazzo Rucellai a Firenze, il Tempio Malatestiano a Rimini, San Sebastiano e Sant'Andrea a Mantova, spesso da lui concepiti senza dirigere di persona il cantiere, da pensatore più che da uomo di cantiere.
Scrive anche il De statua e il Della famiglia, dialogo in lingua toscana sulla vita domestica e sulla fortuna. Teorico prima ancora che costruttore, Alberti fa dell'ingegno il vero strumento dell'artista.
Aneddoto memorabile
Da fanciullo, si racconta, apprendeva il diritto controvoglia, con la mente già altrove, divorando la matematica e la fisica per puro appetito. Divenuto adulto, avrebbe coltivato, si dice, una piccola prodezza alla sua portata: montato a cavallo, afferrare un uomo per i capelli e sollevarlo senza sforzo, oppure scavalcare con un balzo un uomo rimasto in piedi. Vera o abbellita, la storia dice bene la leggenda che egli alimentava: quella di un corpo completo quanto la mente, riuniti in un solo uomo.
Influenze ricevute
Vitruvio; gli autori antichi (Cicerone, la tradizione latina); la matematica e l'ottica medievali; Brunelleschi, al quale dedica la versione toscana del De pictura.
Influenze esercitate
I pittori del Rinascimento conquistati dalla prospettiva; i teorici e i costruttori delle generazioni successive; Leonardo da Vinci e l'ideale dell'uomo universale; tutto il pensiero classico dell'arte come scienza.
Importanza storica
Alberti è il primo a dare all'arte del Rinascimento la sua ossatura teorica: con lui, dipingere e costruire diventano saperi che si scrivono, si insegnano e si ragionano. Fissando le regole della prospettiva e riaprendo il grande libro dell'architettura antica, offre agli artisti un linguaggio comune e una dignità intellettuale nuova. Lo si ricorda soprattutto come la figura compiuta dell'uomo universale: l'uomo completo, curioso di tutto, la cui mente abbraccia le lettere, le scienze e le arti.

