Contributi e opere
Giovanni Battista Cibo, genovese salito sul soglio di Pietro nel 1484, fu un papa di corte che preferì le alleanze alle crociate. Là dove altri celavano la propria discendenza, egli riconobbe apertamente i figli e li collocò nelle grandi casate: il figlio Franceschetto sposò Maddalena de' Medici, figlia di Lorenzo il Magnifico. L'alleanza ebbe il suo prezzo e la sua contropartita: il figlio di Lorenzo, Giovanni, futuro Leone X, fu creato cardinale a tredici anni. Da questa manovra, più che da qualsiasi decreto, nacque un intero versante della Roma rinascimentale a venire.
Sul piano artistico, l'apporto di Innocenzo VIII fu reale ma misurato, concentrato su due cantieri. Fece innalzare in Vaticano la villa del Belvedere, un padiglione di delizie sull'altura, di cui Andrea Mantegna decorò una cappella; l'insieme, trasformato nei secoli, è oggi assorbito nei Musei Vaticani. Soprattutto, commissionò ad Antonio del Pollaiolo il proprio sepolcro bronzeo per San Pietro. L'opera fu una novità sorprendente: per la prima volta un papa vi era raffigurato da vivo, seduto e benedicente, la mano levata, mentre con l'altra reggeva la Sacra Lancia donatagli dal sultano Bayezid II. Il monumento, trasferito durante la ricostruzione della basilica, resta uno dei grandi bronzi funerari del Quattrocento romano: la traccia più duratura di un pontificato che puntò anzitutto sull'abilità diplomatica.
Aneddoto memorabile
Il sepolcro che il Pollaiolo fuse per lui ruppe con l'intera tradizione funeraria. Fino ad allora, un giacente mostrava il defunto disteso, morto. Innocenzo VIII, invece, vi appare due volte: morto in basso, ma vivo in alto, assiso in trono, la destra levata a benedire chi passa. Nella sinistra stringe la Sacra Lancia, quella reliquia della Passione che il sultano Bayezid II gli aveva inviato per accattivarsene i favori: il sultano teneva allora prigioniero il fratello stesso del papa. Un pontefice raffigurato vivo sulla propria tomba: l'idea avrebbe fatto scuola.
Influenze ricevute
Il cardinale Giuliano della Rovere, futuro Giulio II, suo grande sostegno all'elezione; Lorenzo il Magnifico e la diplomazia medicea; la corte napoletana e le consuetudini di nepotismo principesco del suo tempo.
Influenze esercitate
Antonio del Pollaiolo, cui offrì il soggetto inedito del papa benedicente; la stirpe dei Medici, attraverso il cardinalato precoce di Giovanni, futuro Leone X; la codificazione della caccia alle streghe, proseguita dal Malleus Maleficarum; il modello del sepolcro papale «vivente».
Importanza storica
Innocenzo VIII conta meno per il proprio gusto che per ciò che rese possibile. Sposando il figlio a una Medici e imponendo la berretta a Giovanni a tredici anni, aprì la strada al pontificato di Leone X, grande mecenate del secolo seguente. Il Belvedere da lui avviato sarebbe diventato, ampliato, il cuore delle collezioni vaticane; il sepolcro del Pollaiolo fissò un'immagine nuova del papato. Ma il suo regno lasciò anche finanze dissestate e una bolla sinistra: fu un papa di cerniera, più tramite che creatore.
