Contributi e opere
Gerolamo Cardano appartiene a quella ristretta schiera di ingegni che il Rinascimento ha plasmato per abbracciare ogni cosa in una volta sola. Il suo capolavoro, l'Ars Magna (1545), fa entrare l'algebra in un'era nuova: vi espone le soluzioni generali delle equazioni di terzo grado, le cubiche, e di quarto grado, queste ultime risolte dal suo allievo Ludovico Ferrari. È una delle vette della matematica del secolo, un libro che scardina perfino quei numeri "impossibili" che più tardi verranno chiamati immaginari.
Ma Cardano non si ferma mai a un solo territorio. Con il suo Liber de ludo aleae, nato dalla sua stessa passione per i dadi, pone tappe decisive del calcolo delle probabilità, molto prima di Pascal e Fermat: il caso diventa oggetto di ragione. Inventore versatile e infaticabile, lascia il proprio nome a un dispositivo che il mondo moderno impiega ancora, il cardano, quel giunto di trasmissione, quella sospensione articolata che mantiene stabile un oggetto qualunque siano i movimenti.
Come medico gode di una fama che attraversa l'Europa e attira pazienti illustri. Autore prolifico, scrive di medicina, aritmetica, astrologia, natura. La sua autobiografia tarda, il De vita propria, colpisce per una franchezza quasi brutale: Cardano vi si dipinge con i suoi talenti, i suoi vizi e le sue ossessioni, in una confessione di sé rara per il suo tempo.
Aneddoto memorabile
Il metodo delle cubiche Cardano non l'aveva trovato da solo: Niccolò Tartaglia glielo aveva confidato, sotto giuramento di segretezza. Pubblicandolo nell'Ars Magna, Cardano infrange quel giuramento e scatena una delle contese matematiche più feroci del secolo, a suon di ingiurie e sfide pubbliche. Più tardi l'astrologo che era in lui compie un'audacia che sfiora il sacrilegio: traccia l'oroscopo di Cristo. Nel 1570 l'Inquisizione lo fa imprigionare. Uno degli ingegni più vasti del suo tempo finisce sospettato di eresia per aver voluto leggere il cielo da troppo in alto.
Influenze ricevute
Scipione dal Ferro e Niccolò Tartaglia per la risoluzione delle cubiche; la tradizione algebrica italiana e l'aritmetica di Luca Pacioli; la medicina e la filosofia naturale ereditate da Ippocrate, Galeno e Aristotele.
Influenze esercitate
Ludovico Ferrari, suo allievo; Rafael Bombelli e lo sviluppo dei numeri immaginari; Blaise Pascal e Pierre de Fermat per la teoria delle probabilità; l'algebra europea delle generazioni successive; l'ingegneria, attraverso il meccanismo che porta ancora il suo nome.
Importanza storica
Cardano incarna lo studioso totale del Rinascimento, capace di far avanzare in un solo slancio l'algebra, la medicina e lo studio del caso. L'Ars Magna resta una pietra miliare nella storia della matematica, e la sua intuizione delle probabilità anticipa un'intera scienza. Che il suo nome sopravviva oggi in un componente meccanico dice abbastanza della portata concreta della sua curiosità. Genio incrinato di contraddizioni, tra tradimento, rovina al gioco, drammi familiari e carcere dell'Inquisizione, affascina tanto per la potenza della sua intelligenza quanto per la lucidità spietata con cui ha raccontato sé stesso.
