Contributi e opere
Figlio di un fornaio di Narni, in Umbria, Erasmo non ha né titoli né ricchezze alle spalle: possiede soltanto un mestiere, quello delle armi. E sale. Gradino dopo gradino, campagna dopo campagna, questo figlio di artigiano risale l'intera gerarchia dei condottieri fino alla vetta, capitano generale di Venezia, comandante supremo dell'esercito della Serenissima. Un'ascesa che nulla, nella sua nascita, lasciava presagire.
Il suo teatro è la terraferma veneziana, quei territori continentali che Venezia difende dall'appetito del ducato di Milano. Guerre contro i Visconti, difesa di Padova e di Verona: è qui che il Gattamelata si costruisce la fama. Non quella di un macellaio che carica a testa bassa, ma quella di un manovriero prudente, di un fine tattico capace di attendere, di posizionarsi, di risparmiare i propri uomini. Un comandante che vince con l'intelligenza del terreno quanto con il ferro.
E soprattutto, cosa rara, quasi scandalosamente rara in quel mondo di mercenari che vendono la spada al miglior offerente e cambiano campo al ritmo delle paghe, egli resta fedele. Leale a Venezia, anno dopo anno. In un mestiere in cui il tradimento è moneta corrente, la sua costanza ne fa un'eccezione che la Repubblica non dimenticherà. È questa lealtà, non meno delle sue vittorie, a valergli un onore che nessun uomo d'arme poteva sperare.
Aneddoto memorabile
La sua vera immortalità il Gattamelata la deve non alle battaglie ma al bronzo. Alla sua morte, nel 1443, Venezia e la famiglia commissionano a Donatello una statua equestre per la piazza del Santo, a Padova. Compiuta intorno al 1453, essa erge il condottiero in armatura sul suo cavallo, calmo e sovrano. È la prima grande statua equestre fusa in bronzo dall'Antichità, nel solco del Marco Aurelio romano, l'opera che da sola riapre l'intera statuaria equestre moderna. Un figlio di fornaio, eternato come un imperatore di bronzo.
Influenze ricevute
L'eredità antica della statua equestre romana, il Marco Aurelio del Campidoglio, modello dichiarato dell'opera che lo ha reso immortale; la scuola dei condottieri del suo tempo e l'arte della guerra italiana dell'inizio del Quattrocento.
Influenze esercitate
Donatello, il cui monumento padovano inaugura la statuaria equestre del Rinascimento e apre la strada a un'intera stirpe di cavalieri di bronzo, fino al Colleoni del Verrocchio a Venezia; e il modello stesso del condottiero leale al servizio di una Repubblica.
Importanza storica
Il Gattamelata occupa un posto doppio nella storia. Come soldato incarna il condottiero della prima Rinascenza: l'uomo che, con il solo mestiere delle armi, si eleva dal forno paterno al comando supremo di una grande potenza. Come soggetto è diventato uno dei volti più celebri dell'arte occidentale. Il monumento di Donatello non è soltanto il suo ritratto: è il gesto fondatore che resuscita la statua equestre antica e dà avvio a tutta la scultura monumentale moderna. Pochi uomini sono così sopravvissuti alla propria epoca grazie al bronzo anziché al sangue.

