Contributi e opere
Francesco Sforza riscrisse una delle regole tacite dell'Italia del Quattrocento: il potere si poteva conquistare con la punta della spada, senza essere nati nella culla giusta. Figlio illegittimo del condottiero Muzio Attendolo Sforza, apprese il mestiere delle armi e divenne il capo di guerra più temuto della penisola, capitano conteso che Milano, Venezia, Firenze e Napoli si disputavano a turno.
Il suo capolavoro fu politico non meno che militare. Sposata nel 1441 Bianca Maria Visconti, figlia del duca Filippo Maria, teneva in mano una chiave dinastica. Alla morte del duca senza eredi maschi, nel 1447, Milano si proclamò Repubblica ambrosiana. Sforza se ne impadronì e nel 1450 si fece proclamare duca di Milano, fondando una dinastia destinata a regnare per quasi un secolo.
Divenuto principe, governò da costruttore. Trasformò il Castello Sforzesco in residenza-fortezza e avviò l'Ospedale Maggiore, immenso ospedale affidato all'architetto Filarete: un capolavoro di urbanistica sociale, dove la cura dei poveri diventava progetto architettonico razionale. Sullo scacchiere italiano fu uno degli artefici della pace di Lodi (1454), l'equilibrio tra le grandi potenze che regalò all'Italia una rara generazione di relativa stabilità. Il condottiero si era fatto fondatore di Stato.
Aneddoto memorabile
Per prendere Milano, Sforza non si limitò a combattere: calcolò. Tra il 1449 e il 1450 assediò la città che avrebbe dovuto servire e la affamò con metodo, finché la popolazione stremata non gli aprì le porte. La Repubblica ambrosiana, che lo aveva assoldato come capitano per difenderla, cadde nelle mani del suo stesso difensore. Il giorno del suo ingresso, si racconta che i milanesi lo acclamassero come un salvatore: proprio colui che aveva stretto la morsa. L'episodio riassume l'uomo: la fame come arma, l'acclamazione come ricompensa.
Influenze ricevute
Muzio Attendolo Sforza (il padre, condottiero); la scuola dei capitani mercenari italiani; la casa Visconti, di cui ereditò la legittimità per via matrimoniale.
Influenze esercitate
La dinastia Sforza (tra cui il figlio Ludovico il Moro); il mecenatismo milanese che avrebbe attirato Leonardo da Vinci e il Bramante; il modello del condottiero-principe; l'urbanistica ospedaliera dell'Ospedale Maggiore.
Importanza storica
Francesco Sforza incarna una figura chiave della Rinascimento politico: l'uomo nuovo che fonda una dinastia per merito, con la spada e con il matrimonio anziché per eredità. Il suo ducato fece di Milano un polo artistico di primo piano, il terreno da cui sarebbero nate le commissioni che avrebbero trattenuto Leonardo e il Bramante sotto i suoi successori. Il suo contributo alla pace di Lodi ancorò per una generazione l'equilibrio tra gli Stati italiani. Principe ambiguo - costruttore di ospedali e affamatore di città -, illustra meglio di chiunque altro quella lega di calcolo, forza e visione che caratterizza il principe del Quattrocento.

