Contributi e opere
C'è chi costruisce una cattedrale; Francesco di Giorgio Martini voleva costruire l'intera città, e le macchine per difenderla. Nato a Siena nel 1439, diventa uno degli ingegni tecnici più completi del Quattrocento: architetto, ingegnere, pittore e scultore di bronzi allo stesso tempo. Il suo grande palcoscenico è Urbino, dove entra al servizio del duca Federico da Montefeltro. Lavora al Palazzo Ducale e, soprattutto, ridisegna la guerra: progetta numerose fortezze a bastioni nel ducato, una risposta audace all'arma che aveva appena cambiato tutto, l'artiglieria. Contro la palla di cannone oppone forme basse, oblique, angolose, che fanno rimbalzare la potenza invece di incassarla. È considerato uno dei precursori della fortificazione bastionata moderna. La sua somma è il trattato di architettura, ingegneria e arte militare, che raccoglie piante di città ideali, macchine, ponti, congegni idraulici e da guerra. Questa enciclopedia tecnica fu letta perfino nella bottega di un altro gigante: Leonardo da Vinci ne possedeva un esemplare annotato di suo pugno. L'uomo di Siena disegnava dunque il futuro che altri avrebbero firmato.
Aneddoto memorabile
Che Leonardo da Vinci, il più universale dei geni, tenesse accanto a sé un esemplare del trattato di Francesco coperto di annotazioni proprie, dice molto. Questo non fa di Francesco un semplice fornitore di idee: lo colloca nella stessa conversazione di Leonardo, quella degli uomini che sognavano macchine, ponti e città prima ancora che la pietra esistesse. Due taccuini di ingegneri si rispondevano al di sopra delle corti d'Italia. La posterità ha trattenuto un solo nome; l'altro, però, aveva spesso tenuto la matita per primo.
Influenze ricevute
La cultura tecnica e umanistica della Siena del Quattrocento; la tradizione antica dell'ingegneria e dell'architettura; la committenza e la protezione del duca di Urbino Federico da Montefeltro.
Influenze esercitate
Leonardo da Vinci, che possedeva un esemplare annotato del suo trattato; lo sviluppo della fortificazione bastionata moderna di fronte all'artiglieria; la tradizione successiva dei trattati di architettura e di ingegneria militare.
Importanza storica
Francesco di Giorgio Martini incarna l'ingegnere-architetto universale della prima Rinascita: colui che pensa la città, l'edificio e la macchina da guerra come un unico problema. Il suo contributo alla fortificazione bastionata annuncia secoli di difesa europea. Ma la sua storia ha una parte d'ombra: la sua opera tecnica, rimasta a lungo manoscritta, fu eclissata e talvolta saccheggiata, molti dei suoi progetti restarono sulla carta, e il suo nome fu ingiustamente relegato dietro quelli di contemporanei più celebri. Riscoprire Francesco significa rendere giustizia a un precursore.

