Contributi e opere
Ecco l'uomo che inventò un modo di essere principe: il capitano di ventura che, tornato dalla campagna, si ritira in una stanza tutta rivestita di legno. Federico da Montefeltro fu uno dei condottieri meglio pagati della penisola, e vendette la sua spada a Milano, a Napoli, a Firenze, al papa; ma quel denaro lo riversò in una corte umanistica destinata a diventare un modello. La sua opera maggiore resta il Palazzo Ducale di Urbino, il cui cantiere affidò all'architetto dalmata Luciano Laurana: una residenza-fortezza aperta, concepita come un manifesto di misura e di luce. Nel cuore del palazzo, lo studiolo, minuscolo gabinetto interamente rivestito di tarsie in trompe-l'œil (strumenti, libri, ante socchiuse), condensa il suo ideale di uomo d'arme e di lettere. Bibliofilo appassionato, riunì una biblioteca di manoscritti che si diceva rivaleggiasse con quella del Vaticano, e si racconta che rifiutasse di far entrare un libro a stampa nelle sue collezioni (gli si attribuisce con costanza una fedeltà esclusiva al manoscritto). Mecenate esigente, chiamò a Urbino Piero della Francesca, autore del celebre doppio ritratto di profilo (Uffizi) e della Pala di Brera, insieme al fiammingo Giusto di Gand e allo spagnolo Pedro Berruguete. Sotto di lui Urbino divenne un crocevia dove si incontravano la pittura italiana e il sapere nordico, l'arte della guerra e la cultura antica.
Aneddoto memorabile
In tutti i suoi ritratti Federico si mostra di profilo sinistro, mai destro. La ragione è un incidente: durante un torneo un colpo gli fece perdere l'occhio destro e portò via l'arcata del naso. Piero della Francesca ne trasse un partito geniale nel ritratto degli Uffizi: quel profilo dal naso spezzato, adunco e come tagliato a gradini, diventa l'immagine più riconoscibile del principe. La tradizione vuole che avesse anche fatto incidere l'arcata rimasta per allargare il proprio campo visivo dal lato cieco. La ferita, lungi dall'essere nascosta, è assunta come una firma.
Influenze ricevute
Umanesimo di corte italiano; cultura antica e ideale del principe letterato; pittura di Piero della Francesca; arte fiamminga trasmessa da Giusto di Gand e Pedro Berruguete; architettura di Luciano Laurana.
Influenze esercitate
Baldassarre Castiglione e il modello del cortigiano di Urbino; Raffaello, nato a Urbino poco dopo; lo studiolo come genere; il modello del principe mecenate; la scuola di Urbino.
Importanza storica
Federico da Montefeltro incarna meglio di chiunque altro la figura del Rinascimento italiano in cui la spada e il libro non si oppongono. Piccolo Stato privo di grandi risorse, Urbino divenne sotto di lui una delle corti più raffinate d'Europa, matrice del Cortigiano di Castiglione e terreno di formazione del giovane Raffaello. Il suo Palazzo Ducale e il suo studiolo restano punti di riferimento dell'architettura e della decorazione umanistiche, e il suo ritratto di Piero della Francesca è tra le immagini più celebri del Quattrocento. Dimostrò che un principe poteva fondare la propria gloria tanto sui manoscritti quanto sulle battaglie.

