HitsMap

Protagonisti del Rinascimento

de' Medici, dit Clément VII

de' Medici, dit Clément VII

Contributi e opere

Figlio postumo di Giuliano de' Medici, ucciso nella congiura dei Pazzi, Giulio crebbe all'ombra della sventura e nondimeno salì i gradini fino alla tiara. Divenuto Clemente VII nel 1523, cugino di Leone X, fece del suo pontificato, pur in tempi rovinosi, uno dei grandi focolai di committenza del Rinascimento. Il suo colpo d'audacia più duraturo lo deve a Michelangelo: a Firenze gli affidò la Sagrestia Nuova di San Lorenzo, dove l'artista scolpì le tombe medicee e le allegorie dell'Aurora, del Crepuscolo, del Giorno e della Notte. Gli commissionò anche la Biblioteca Laurenziana, il cui vestibolo e la scalinata teatrale restano un manifesto dell'architettura manierista. Fu ancora sotto Clemente VII che Michelangelo ricevette la commissione del Giudizio universale della Cappella Sistina, avviato mentre il papa era in vita. Il pontefice protesse Benvenuto Cellini, commissionò a Machiavelli le Istorie fiorentine e prestò orecchio attento alle scienze, ascoltando l'esposizione del sistema di Copernico. Questo Medici nutrito d'arte e di lettere fece circolare intorno a sé, in una Roma pur minacciata, una straordinaria densità di talenti. Il mecenate seppe, là dove l'uomo di Stato vacillò, avviare opere destinate ad attraversare i secoli.

Aneddoto memorabile

Nel 1527 la politica ondeggiante di Clemente VII, oscillante tra Francesco I e Carlo V, si volse al disastro: le truppe imperiali dilagarono su Roma e la misero a sacco. Il papa dovette fuggire precipitosamente e rifugiarsi nella fortezza di Castel Sant'Angelo, dove rimase assediato mentre la Città eterna veniva saccheggiata. L'episodio, tra i più traumatici del secolo, segnò la fine di una certa spensieratezza del Rinascimento romano e lasciò al pontefice mediceo l'immagine di un uomo raggiunto dalle proprie esitazioni.

Influenze ricevute

Leone X, suo cugino, di cui prolungò la politica di mecenatismo; la tradizione medicea delle arti a Firenze; l'umanesimo dell'alto Rinascimento.

Influenze esercitate

Michelangelo, con la Sagrestia Nuova, la Biblioteca Laurenziana e il Giudizio universale; Benvenuto Cellini; Machiavelli, con le Istorie fiorentine; la diffusione delle idee di Copernico.

Importanza storica

Clemente VII incarna il paradosso del suo tempo: un mecenate d'eccezione alla guida di un pontificato colpito dalla catastrofe. A lui si devono alcune delle opere più alte di Michelangelo e una politica culturale che prolungò l'età dell'oro fiorentina fino a Roma. Ma la sua indecisione tra le grandi potenze condusse al Sacco di Roma del 1527, e il suo rifiuto del divorzio di Enrico VIII precipitò lo scisma anglicano nel 1533. La sua figura resta quella di un uomo la cui audacia di committente nutrì i capolavori, mentre l'esitazione del sovrano lasciò ferite durature alla Chiesa e all'Europa.