Contributi e opere
Prima di salire al soglio pontificio, Rodrigo Borgia fu per trentacinque anni vicecancelliere della Chiesa: l'uomo dei dossier, delle finanze e degli ingranaggi, colui che conosceva la Curia meglio di chiunque altro. Questo lungo apprendistato spiega la sua forza una volta eletto, nel 1492. Là dove molti pontefici lasciavano lo Stato pontificio alla deriva, egli ristabilì l'ordine a Roma e riportò rigore nei conti. Amministratore formidabile, politico di prim'ordine, sapeva maneggiare alleanze, matrimoni e trattati come strumenti di governo.
Fu sotto la sua guida che nacque uno dei grandi apparati decorativi del pieno Rinascimento: gli Appartamenti Borgia, in Vaticano, che egli commissionò al Pinturicchio. Affreschi d'oro e d'azzurro, santi, sibille e allegorie compongono sale sontuose, tuttora visibili.
La sua politica travalicò ampiamente i confini d'Italia. Nel 1493, con la bolla Inter caetera, tracciò una linea di divisione del Nuovo Mondo tra Spagna e Portogallo; l'anno seguente, il trattato di Tordesillas rettificò quel tracciato tra le due corone. Fu una decisione da arbitro planetario, dalle conseguenze immense per secoli di colonizzazione. Nel 1500 indisse il grande Giubileo, che richiamò a Roma folle di pellegrini e confermò la città come cuore della cristianità.
Aneddoto memorabile
Il programma degli Appartamenti Borgia non si limita a figure devote: il Pinturicchio vi avrebbe inserito gli stessi Borgia, intrecciando la famiglia del papa alla decorazione sacra. Vi si riconoscerebbe in particolare il toro, emblema araldico dei Borgia, declinato fin nei soffitti. Un modo assai rinascimentale di fondere devozione e propaganda dinastica: alzando lo sguardo, il visitatore ammirava la fede della Chiesa e, nello stesso istante, la gloria di una sola casata.
Influenze ricevute
La Curia romana e la tradizione amministrativa della Chiesa; lo zio Callisto III (Alonso de Borja), papa che lo introdusse ai vertici ecclesiastici; la cultura spagnola di Valencia; l'arte di governo delle corti italiane del tardo Quattrocento.
Influenze esercitate
Il Pinturicchio, cui affidò la commissione degli Appartamenti Borgia; i figli Cesare e Lucrezia Borgia, strumenti ed eredi della sua politica; le monarchie di Spagna e Portogallo, di cui arbitrò la spartizione del mondo; l'immaginario duraturo del Rinascimento italiano, in cui il nome Borgia divenne sinonimo di potere e di fascino.
Importanza storica
Alessandro VI resta una delle figure più contrastanti del Rinascimento. Gli si devono uno Stato pontificio risanato, un grande apparato decorativo del Vaticano e decisioni — la spartizione del Nuovo Mondo, il Giubileo del 1500 — che hanno pesato sulla storia del mondo. Ma il suo pontificato è anche quello di un nepotismo sfacciato, di un'elezione macchiata dal sospetto di simonia e di una famiglia collocata ai vertici a forza di calcoli. La sua memoria, in parte annerita dai nemici, oscilla da cinque secoli tra il grande politico e il papa scandaloso.
