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Musei del Rinascimento

La Pinacoteca Civica di Jesi (i Lotto)

Jesi

Arroccata sulla sua collina delle Marche, la piccola città di Jesi custodisce un tesoro che molte capitali le invidierebbero: un insieme di pale di Lorenzo Lotto, dipinte per le sue chiese e riunite oggi nella Pinacoteca Civica, allestita nel Palazzo Pianetti. Questo nucleo lottesco — in prima fila il quale figura la Pala di Santa Lucia — è tra i vertici del maestro veneziano in questa regione dove lavorò a lungo, e fa di Jesi, con Loreto e Bergamo, uno dei grandi appuntamenti per comprendere la sua arte inquieta e luminosa.

Lorenzo Lotto nelle Marche

Veneziano di nascita e di formazione, Lorenzo Lotto (1480 circa-1556/57) fu un artista itinerante, spesso ai margini delle grandi botteghe della laguna. Le Marche occupano un posto centrale nella sua carriera: vi lavora a periodi, a Recanati, ad Ancona, a Loreto dove finirà i suoi giorni come oblato della Santa Casa, e a Jesi. È in quegli anni — grosso modo dagli anni 1510 agli anni 1530 — che la città gli commissiona pale per le sue chiese. Lungi dall'esservi un pittore di passaggio, Lotto vi dispiega quella maniera personalissima che lo distingue dai contemporanei: un'interiorità quasi nervosa, luci mutevoli, un'attenzione ai volti e ai gesti che dà alle sue scene sacre un calore umano poco comune.

Le pale: la Pala di Santa Lucia e le altre

Il pezzo maggiore dell'insieme è la Pala di Santa Lucia, generalmente datata alla fine degli anni 1520 e consegnata verso il 1532, dove si vede santa Lucia comparire davanti al giudice: composizione drammatica, folla di testimoni, gioco di sguardi e di mani che tradisce il gusto di Lotto per il racconto e l'emozione. A questo capolavoro si aggiungono, a seconda dei casi, altre opere del pittore conservate a Jesi — si citano abitualmente una Deposizione o Compianto, una Madonna delle Rose, oltre a una possibile Annunciazione o Visitazione. L'elenco esatto e i titoli consacrati meritano di essere verificati presso la documentazione del museo, essendo l'allestimento e le attribuzioni potuti variare. Un punto è invece costante: queste pale non sono nate per un museo. Provengono dalle chiese di Jesi, per le quali furono commissionate, prima di essere riunite nella pinacoteca — uno spostamento che le priva del loro altare d'origine ma le riunisce in un percorso di rara coerenza.

L'arte di Lotto: il ritratto spirituale e la devozione

Ciò che colpisce davanti a un Lotto è la sensazione di assistere a una scena vissuta anziché a un'icona fissa. Là dove Tiziano, il suo grande contemporaneo veneziano, impone una maestà sovrana, Lotto cerca l'emozione singolare: un santo che dubita, una Vergine attenta, un donatore di cui si crederebbe di sentire la preghiera. I suoi colori acidi, le sue luci oblique, le sue composizioni talvolta disassate traducono una sensibilità religiosa profonda, nutrita del clima spirituale turbato del suo secolo. A lungo ritenuto un originale ai margini della grande maniera veneziana, è oggi riconosciuto come uno dei più commoventi ritrattisti dell'anima di tutto il Rinascimento italiano. Le pale di Jesi, per la loro intensità devozionale, ne offrono una dimostrazione folgorante.

Il Palazzo Pianetti, lo scrigno

La pinacoteca ha per cornice il Palazzo Pianetti, uno dei più sontuosi palazzi delle Marche. Ma attenzione alla datazione: questo palazzo è una costruzione del Settecento, celebre per la sua lunga galleria rococò dagli stucchi rigogliosi, dorati e volteggianti, capolavoro del gusto ornamentale del suo tempo. Si tratta dunque di uno scrigno posteriore di quasi due secoli ai dipinti che ospita: il rococò del decoro e il Rinascimento dei Lotto appartengono a due mondi estetici distinti da non confondere. Il visitatore ammirerà l'uno e l'altro, ma sapendo che la galleria di stucchi appartiene all'arte del Settecento, non all'epoca di Lotto.

Portata

Poche città di queste dimensioni possono vantare un simile bouquet lottesco. Con Loreto, dove il pittore concluse la vita, e Bergamo, dove lasciò altre pale maggiori, Jesi costituisce uno dei tre grandi focolai per chi voglia cogliere Lorenzo Lotto altrimenti che attraverso qualche tela sparsa nei grandi musei del mondo. Qui lo si legge nella continuità, alla scala delle commissioni reali che fecero la sua carriera: pale d'altare, pensate per la devozione di una comunità, dove si dispiega tutta la sua scienza del sacro incarnato.

Da non perdere

  • La Pala di Santa Lucia, santa Lucia davanti al giudice: il vertice lottesco della collezione.
  • Le altre pale attribuite a Lotto — Deposizione/Compianto, Madonna delle Rose, eventuale Annunciazione o Visitazione (titoli da confermare).
  • Il ritratto spirituale lottesco: volti, sguardi e gesti carichi di emozione religiosa.
  • La provenienza: opere nate per le chiese di Jesi, oggi riunite in pinacoteca.
  • La precisazione sul Palazzo Pianetti: la sua galleria rococò del Settecento, scrigno posteriore ai Lotto.
  • Il legame con Loreto, a pochi chilometri, dove Lotto passò gli ultimi anni.

Informazioni pratiche

La pinacoteca si visita a Jesi, nel Palazzo Pianetti. Gli orari, le tariffe e il dettaglio dell'allestimento possono variare, e alcune opere possono essere oggetto di prestiti o restauri: meglio verificare le informazioni presso le fonti ufficiali del museo prima di recarvisi. Si avrà cura anche di confermare l'elenco preciso dei Lotto esposti, che può cambiare.

Quiz

1. Quale pittore fa la gloria della pinacoteca di Jesi?

  • Tiziano
  • Lorenzo Lotto
  • Caravaggio

2. Da dove provengono le grandi pale esposte?

  • Dalle chiese di Jesi
  • Da una collezione principesca romana
  • Da un convento di Venezia

3. A quando risale il Palazzo Pianetti che ospita la galleria?

  • Al Quattrocento, contemporaneo di Lotto
  • Al Cinquecento
  • Al Settecento, scrigno posteriore ai Lotto