Arroccata sul crinale del Gianicolo, il colle che sovrasta Trastevere a ovest del Tevere, Villa Lante al Gianicolo è una delle prime ville suburbane della Roma del Cinquecento. Elegante e compatta, concentra in un solo edificio le ambizioni della generazione di artisti cresciuta nella bottega di Raffaello. Va tenuta ben distinta dalla celebre Villa Lante di Bagnaia, giardino manierista della Tuscia viterbese: il nome in comune deriva dalla famiglia Lante, che acquisì la proprietà romana molto dopo la sua costruzione.
La villa di Turini secondo Giulio Romano
L'edificio sarebbe stato costruito intorno al 1520-1524 per Baldassarre Turini (Turrini), originario di Pescia, uomo di fiducia dei Medici e datario di papa Leone X: una carica curiale di primo piano, incaricata della datazione e della spedizione degli atti pontifici. Turini disponeva così dei mezzi e della rete di relazioni necessari per dotarsi di una residenza di piacere all'antica, nel solco delle villae suburbane che l'umanesimo romano ammirava in Plinio il Giovane.
L'ideazione è comunemente attribuita a Giulio Romano (Giulio Pippi, 1499 ca.-1546), il più dotato e il più indipendente degli allievi di Raffaello, in un momento in cui lavorava ancora a Roma prima della sua partenza per Mantova (1524) al servizio dei Gonzaga. Villa Lante figurerebbe così tra le sue rare opere architettoniche romane conservate, accanto alla sua partecipazione a Villa Madama. La pianta, raccolta e rigorosa, gioca sulla simmetria e su un ordine monumentale che tradisce la lezione di Bramante e di Raffaello, pur annunciando la libertà che Giulio dispiegherà a Palazzo Te a Mantova. Alcuni studi ridimensionano tuttavia l'attribuzione o ipotizzano collaborazioni, poiché la documentazione d'archivio sul cantiere resta lacunosa: prudenza è d'obbligo sia sul dettaglio delle date sia sull'esatta paternità di ogni mano.
Talvolta si ricorda che la villa si sarebbe elevata in prossimità del presunto sito della sepoltura antica dell'antico poeta, ma queste associazioni topografiche appartengono soprattutto alla cultura umanistica del luogo e vanno maneggiate con cautela.
La loggia panoramica e il decoro all'antica
Il cuore della villa è la sua loggia aperta, rivolta verso la città: da questa galleria lo sguardo abbraccia uno dei più ampi panorami di Roma, dalle cupole del centro storico ai colli lontani. Questo orientamento voluto fa della veduta stessa un elemento del programma architettonico: la villa è concepita come un belvedere abitato, dove si viene a contemplare la Città eterna tanto quanto a risiedervi.
Il decoro interno appartiene al repertorio all'antica allora in piena voga, alimentato dallo studio diretto dei resti romani e delle grottesche riscoperte nella Domus Aurea. Vi si attribuiscono tradizionalmente fregi e scene a Polidoro da Caravaggio — maestro delle facciate dipinte a chiaroscuro e dei fregi all'antica — oltre che a Giulio Romano stesso e alla loro cerchia. I soggetti, tratti dalla storia e dalla mitologia romane, contribuivano alla messa in scena erudita di un committente letterato. Come spesso accade per questi decori fragili, lo stato di conservazione, i restauri successivi e la dispersione di alcuni elementi rendono delicate le attribuzioni: vanno presentate al condizionale.
Dalla villa rinascimentale all'Istituto finlandese
Dopo Turini, la proprietà passò per diverse mani e assunse il nome della famiglia Lante, che la possedette in età moderna. L'edificio attraversò i secoli seguendo le trasformazioni del Gianicolo, colle a lungo semirurale prima della sua urbanizzazione tra Otto e Novecento; i combattimenti del Risorgimento, nel 1849, attorno alla difesa della Repubblica Romana di Garibaldi, segnarono durevolmente questo settore.
Oggi Villa Lante al Gianicolo ospita l'Istituto Finlandese di Roma (Institutum Romanum Finlandiae), fondazione dedicata alla ricerca sull'Antichità, la cultura e la storia dell'arte, che vi organizza studi, seminari e manifestazioni culturali. Questa nuova destinazione ha permesso la manutenzione e la valorizzazione dotta di un edificio che, senza rivaleggiare in notorietà con le grandi ville romane, resta un tassello prezioso dell'architettura del primo Rinascimento a Roma e un punto panoramico impareggiabile sulla città.
Cosa vedere assolutamente
- La loggia panoramica e il suo eccezionale affaccio sui tetti e sulle cupole di Roma, dal crinale del Gianicolo.
- La sagoma compatta e simmetrica della villa, testimone dell'architettura di villa suburbana sulla scia di Raffaello e Bramante.
- I decori dipinti all'antica — fregi, grottesche e scene mitologiche — attribuiti alla cerchia di Polidoro da Caravaggio e di Giulio Romano.
- La cornice del Gianicolo stesso, colle dei belvedere romani, da collegare al percorso che conduce a San Pietro in Montorio e al vicino Tempietto del Bramante.
- Il ruolo attuale di sede dell'Istituto Finlandese di Roma, che inserisce la villa nella vita culturale contemporanea.
Informazioni pratiche
Villa Lante al Gianicolo è la sede dell'Istituto Finlandese di Roma (Institutum Romanum Finlandiae). Si tratta di un'istituzione di ricerca e non di un museo: l'accesso è limitato e generalmente legato a eventi, seminari o giornate di apertura organizzati dall'istituto. Si raccomanda vivamente di consultare in anticipo il programma ufficiale dell'istituto e di informarsi sulle modalità di visita, poiché non è garantita alcuna apertura turistica regolare. Il Gianicolo si raggiunge a piedi da Trastevere oppure con le linee di autobus che servono il colle; i belvedere vicini (piazzale del Gianicolo, San Pietro in Montorio) completano naturalmente la visita della zona.
Quiz
- Chi avrebbe progettato Villa Lante al Gianicolo intorno al 1520-1524 ?
- Giulio Romano, allievo di Raffaello
- Michelangelo
- Andrea Palladio
- Per quale committente fu costruita la villa ?
- Baldassarre Turini, datario di Leone X
- Il cardinale Alessandro Farnese
- Papa Giulio II
- Quale istituzione occupa oggi la villa ?
- L'Istituto Finlandese di Roma
- L'Accademia di Francia
- L'École française de Rome

