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Rinascimento italiano

Villa d'Este a Tivoli

Tivoli

Villa d'Este a Tivoli

Arroccata sui pendii di Tivoli, a est di Roma, Villa d'Este è considerata uno dei vertici assoluti dell'arte del giardino rinascimentale. Non è però il palazzo ad averle procurato una fama universale, bensì lo spettacolo che si dispiega più in basso: un susseguirsi di terrazze, viali ombrosi e soprattutto di innumerevoli fontane, la cui acqua sgorga, scorre e canta senza l'intervento di alcuna pompa. Iscritta nel 2001 nel patrimonio mondiale dell'UNESCO, la villa sarebbe oggi uno dei giardini storici più ammirati e più imitati d'Europa.

Il cardinale Ippolito II d'Este, un principe frustrato

Il progetto nasce dall'ambizione di un uomo: il cardinale Ippolito II d'Este (1509-1572), figlio di Lucrezia Borgia e di Alfonso I d'Este, duca di Ferrara. Principe della Chiesa, grande collezionista e appassionato d'antichità, avrebbe a lungo sperato nella tiara pontificia senza mai ottenerla. Nominato governatore di Tivoli, avrebbe fatto di questo incarico, ricevuto verso il 1550, l'occasione per una rivincita sontuosa.

Per allestire la propria residenza, il cardinale avrebbe fatto trasformare un antico convento in un'ampia villa. Il sito, in forte pendenza, era a prima vista poco agevole; ma è proprio questo dislivello che avrebbe permesso l'invenzione idraulica più spettacolare del giardino. Si racconta volentieri che il cardinale avrebbe voluto rivaleggiare, con la magnificenza delle sue acque, con gli splendori della Roma antica di cui Tivoli, l'antica Tibur, conservava tante vestigia — in primis la vicina Villa Adriana, il cui cantiere avrebbe peraltro fornito marmi e reperti antichi.

Pirro Ligorio e la concezione del giardino

La concezione d'insieme è tradizionalmente attribuita a Pirro Ligorio (circa 1512-1583), architetto, pittore e antiquario napoletano, profondo conoscitore dell'archeologia romana. Fine lettore delle fonti antiche, Ligorio avrebbe pensato il giardino non come un semplice ornamento, ma come un vero e proprio programma, intrecciando riferimenti mitologici, allegorie del territorio tiburtino ed evocazioni della Roma antica.

Al suo fianco sarebbero intervenuti ingegneri e fontanieri, il cui sapere idraulico sarebbe stato determinante. Perché tutto il prodigio di Villa d'Este poggia su un'impresa tecnica: captare l'acqua e darle forza sufficiente ad animare decine di giochi d'acqua. Il cantiere dei giardini, avviato attorno al 1550-1560, si sarebbe protratto per diversi decenni, mentre la villa riceveva anche un ricco apparato di affreschi nelle sue sale.

Un'ingegneria dell'acqua affidata alla sola gravità

Ciò che colpisce di più, a Villa d'Este, è che tutto questo rigoglio acquatico funzionerebbe senza il minimo macchinario. L'acqua sarebbe captata a monte, dal fiume Aniene (l'antico Anio), quindi condotta fino alla sommità del giardino, in particolare tramite un canale sotterraneo. Da lì, scendendo di terrazza in terrazza, essa acquisirebbe per la sola pendenza la pressione necessaria ad alimentare cascate, zampilli e automi.

Questo principio, di notevole eleganza, avrebbe richiesto un controllo finissimo delle portate e dei livelli. Fa di Villa d'Este un manifesto: la natura addomesticata, il rilievo trasformato in alleato, l'acqua divenuta materia d'arte e di messa in scena. I visitatori del Rinascimento, si dice, vi scorgevano tanto un incanto quanto una dimostrazione di sapere.

Le grandi fontane

Il giardino si organizza attorno ad alcune vasche divenute leggendarie. Il Viale delle Cento Fontane allinea, lungo un'intera terrazza, una lunga teoria di zampilli e mascheroni da cui l'acqua fuoriesce in un nastro continuo, immagine folgorante di abbondanza controllata.

La Fontana dell'Organo è probabilmente la più sorprendente: ospiterebbe un organo idraulico, le cui canne sarebbero messe in vibrazione dalla sola forza dell'acqua e dell'aria che essa comprime, facendo letteralmente suonare la musica alla fontana. Poco distante, la Fontana dell'Ovato (o fontana di Tivoli) dispiega la sua ampia vasca ovale a emiciclo, addossata a una parete scrosciante.

Altre opere completano questo teatro d'acqua: la Rometta, plastico che evoca la Roma antica con i suoi monumenti in miniatura, la Fontana di Nettuno, dai potenti getti verticali, e la Fontana dei Draghi, posta sull'asse del giardino. Ciascuna parteciperebbe di un percorso pensato come una passeggiata erudita, in cui l'ornamento dialoga con la conoscenza.

Un modello per l'Europa

Per la sua ampiezza e la sua inventiva, Villa d'Este avrebbe avuto un'eco ben oltre i confini italiani. È spesso citata come uno degli archetipi del giardino all'italiana manierista, con le sue terrazze digradanti, i suoi assi prospettici, le sue fontane e le sue grotte. Questo vocabolario avrebbe alimentato, nei decenni e nei secoli successivi, la concezione dei grandi giardini europei, fino alle creazioni francesi che ne avrebbero ripreso il gusto per le acque messe in scena e le prospettive ordinate.

Ancora oggi, Villa d'Este resterebbe un luogo di studio non meno che una meta di passeggio: un giardino in cui l'arte del Rinascimento ha voluto addomesticare l'acqua, la luce e il paesaggio.

Cosa vedere assolutamente

  • Il Viale delle Cento Fontane: la lunga terrazza dagli innumerevoli zampilli allineati, immagine emblematica del giardino.
  • La Fontana dell'Organo: l'organo idraulico che suonerebbe musica per la sola forza dell'acqua.
  • La Fontana dell'Ovato: la sua grande vasca ovale addossata a una parete scrosciante, uno degli elementi più importanti.
  • La Rometta: il plastico che evoca la Roma antica e i suoi monumenti in miniatura.
  • La Fontana di Nettuno: i suoi alti getti verticali, spettacolo acquatico per eccellenza.

Informazioni pratiche

Villa d'Este si visita a Tivoli, nel Lazio, a una trentina di chilometri a est di Roma. Il sito, iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO, si compone del palazzo ornato di affreschi e del suo grande giardino a terrazze. Funziona come museo e luogo di visita, e si scopre idealmente prendendo il tempo di scendere le terrazze per coglierne la logica dell'acqua.

Orari e tariffe sono da verificare prima di ogni visita, poiché variano secondo la stagione; alcune fontane, come l'organo idraulico, possono avere orari di funzionamento particolari. Si consiglia di consultare le informazioni ufficiali aggiornate e di prevedere calzature adatte per le numerose scalinate.

Quiz

  1. Per quale committente sarebbe stata creata Villa d'Este?
  • Il cardinale Ippolito II d'Este
  • Papa Giulio II
  • Lorenzo de' Medici
  1. Cosa rende il sistema di fontane così notevole?
  • Funzionerebbe unicamente per forza di gravità
  • Sarebbe azionato da mulini a vento
  • Utilizzerebbe pompe a vapore
  1. A chi è tradizionalmente attribuita la concezione dei giardini?
  • A Pirro Ligorio
  • A Michelangelo
  • Ad Andrea Palladio