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Rinascimento italiano

Villa Celimontana

Rome

Villa Celimontana

Una villa-giardino dei Mattei sul Celio

Villa Celimontana occupa una parte del colle del Celio, uno dei sette colli di Roma, in disparte rispetto al fervore moderno ma a due passi dal Colosseo e dalle vestigia antiche del settore sud-orientale della città. A lungo nota con il nome di Villa Mattei, deve la propria fisionomia rinascimentale alla famiglia Mattei, un casato patrizio romano che possedeva più dimore in città, tra cui la celebre insula dei palazzi Mattei nel rione Sant'Angelo. È verso la fine del Cinquecento che Ciriaco Mattei avrebbe intrapreso, sul Celio, la sistemazione di una proprietà di delizia, intrecciando, secondo la moda del tempo, residenza, vigna e giardino ornato di antichità.

Questo tipo di villa suburbana rientra in un fenomeno culturale di primo piano nella Roma del Rinascimento e del tardo manierismo: le grandi famiglie gareggiano nel creare, sulle alture e ai margini della città abitata, giardini concepiti come luoghi di piacere, di studio e di prestigio. Vi si coltiva l'ideale del giardino all'antica, dove viali, fontane e parterre fanno da scrigno a raccolte di sculture, iscrizioni e frammenti antichi riemersi dal suolo romano. Il Celio, ricco di rovine e di sostruzioni antiche, si prestava in modo particolare a questo spirito: comporre uno scenario moderno a partire dalle vestigia del passato romano era al tempo stesso un gioco estetico e un'affermazione di continuità con l'Antichità.

Al cuore della tenuta sorge un casino, quel piccolo palazzo che, nel lessico delle ville romane, designa l'edificio di delizia adibito a residenza e a luogo di ricevimento. Il casino di Villa Celimontana è stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, tanto che il suo aspetto attuale riflette solo in parte la villa dei Mattei. Va del resto sottolineata subito una difficoltà propria a questo monumento: lo strato rinascimentale vi è oggi discreto e diffuso. Il parco ha conosciuto profonde trasformazioni, in particolare in età moderna e nell'Ottocento, quando il gusto per il giardino paesaggistico ha ampiamente ricomposto tracciati, piantumazioni e prospettive. Ciò che il visitatore percepisce appartiene dunque a una stratificazione: un nucleo di villa suburbana di fine Cinquecento, avvolto e rielaborato da interventi successivi.

L'obelisco Mattei e l'apparato di antichità

L'elemento più spettacolare ereditato dallo spirito rinascimentale è senza dubbio l'obelisco detto obelisco Mattei, un obelisco egizio di dimensioni modeste innalzato nel giardino. La sua storia illustra perfettamente il gusto dei collezionisti romani per i monumenti egizi reimpiegati. L'obelisco proverrebbe dalle raccolte conservate sul Campidoglio, nella zona dell'Aracoeli, da cui sarebbe stato ceduto o trasferito alla famiglia Mattei per ornare la loro villa del Celio. Questi spostamenti di obelischi e di antichità da un sito all'altro erano frequenti nella Roma del Cinque e del Seicento, dove i papi e le grandi famiglie ridisponevano l'eredità egizia e romana della città al ritmo dei progetti di abbellimento.

Conviene tuttavia mantenere prudenza: la provenienza esatta, la cronologia del trasferimento e l'entità dei restauri subiti dall'obelisco sono punti che richiedono verifica, poiché i monoliti egizi di Roma sono stati spesso ricomposti a partire da frammenti e integrati in età moderna. Eretto sul suo basamento in mezzo al verde, l'obelisco Mattei resta comunque uno dei rari testimoni immediatamente leggibili della vocazione originaria del giardino: mettere in scena l'antico in una cornice di villa.

Oltre all'obelisco, la villa dei Mattei era rinomata per il suo corredo di sculture e iscrizioni antiche, disposte lungo i viali, addossate ai muri e nelle nicchie, secondo una scenografia tipica dei giardini dei collezionisti. Una parte di queste antichità è stata dispersa nel tempo, venduta o trasferita verso musei e altre raccolte, cosicché il giardino attuale non conserva più l'intero apparato ornamentale d'origine. Anche in questo caso, distinguere ciò che appartiene al progetto di fine Cinquecento da ciò che è stato aggiunto, spostato o rimosso in seguito richiede metodo e un esame delle fonti.

Sul piano compositivo, il giardino rinascimentale sfruttava probabilmente le risorse del sito: i dislivelli del Celio, gli scorci verso la campagna e verso i monumenti antichi del vicinato, nonché l'ombra di essenze mediterranee come i pini domestici, che ancora oggi conferiscono al parco la sua atmosfera così romana. Ma occorre guardarsi dall'attribuire al Rinascimento l'insieme dei tracciati attuali, largamente ridisegnati in epoche successive. Il fascino di Villa Celimontana risiede proprio in questa stratificazione: un giardino di delizia aristocratico di fine Cinquecento, divenuto nel corso dei secoli parco pubblico e luogo di passeggio, dove sussistono, come punti di riferimento, l'obelisco e il casino.

Dalla tenuta privata al parco pubblico

L'evoluzione da Villa Mattei a Villa Celimontana accompagna il passaggio da proprietà privata a bene collettivo. Il nome stesso di Celimontana, derivato dal colle del Celio, si è imposto per designare il complesso una volta uscito dal patrimonio strettamente familiare. Oggi la tenuta è un parco pubblico aperto ai romani e ai visitatori, apprezzato per i suoi viali ombrosi, le sue prospettive e la sua quiete, a pochi passi dai grandi siti archeologici del settore sud-orientale della città. Il casino, dal canto suo, ospiterebbe oggi la Società Geografica Italiana, istituzione erudita insediata tra le mura dell'antica villa dei Mattei: questo dato, come le modalità precise di tale occupazione, merita conferma presso fonti aggiornate.

Per l'amante del Rinascimento italiano, Villa Celimontana non è un manifesto architettonico paragonabile alle più celebri ville romane. È piuttosto un testimone discreto e affettuoso di una pratica: quella delle famiglie patrizie che, sul finire del Cinquecento, trasformavano i colli di Roma in giardini abitati dall'antico. Vi si deve venire sapendo leggere tra gli strati, senza attendersi un apparato rinascimentale intatto, ma apprezzando la persistenza di uno spirito — quello del giardino all'antica — in un parco divenuto pubblico. L'obelisco egizio, il casino e l'atmosfera del luogo bastano a evocare il gesto iniziale dei Mattei, ricordando al contempo che il giardino che si percorre è il frutto di più secoli di rimaneggiamenti.

Cosa vedere assolutamente

  • L'obelisco Mattei, piccolo obelisco egizio innalzato nel giardino, principale vestigio leggibile della vocazione antiquaria del luogo.
  • Il casino, piccolo palazzo al cuore della tenuta, nucleo dell'antica villa dei Mattei più volte rimaneggiato.
  • L'atmosfera del giardino all'antica: viali, prospettive e pini domestici che prolungano lo spirito della villa suburbana rinascimentale.
  • Gli scorci dal Celio verso la campagna romana e i monumenti antichi del vicinato.
  • La stratificazione del parco: un esercizio di lettura tra il nucleo di fine Cinquecento e i rimaneggiamenti posteriori.

Informazioni pratiche

Villa Celimontana è oggi un parco pubblico di Roma, situato sul colle del Celio, nel settore sud-orientale del centro storico. Si trova a breve distanza a piedi dal Colosseo e dall'area delle terme di Caracalla, il che permette di associarla agevolmente a una visita ai grandi siti antichi del rione. L'accesso al parco avviene tramite più ingressi che servono i viali e lo spiazzo del casino. Trattandosi di un'area verde comunale, le condizioni di accesso e gli orari di apertura possono variare secondo le stagioni: si raccomanda di verificare queste informazioni presso le fonti ufficiali di Roma Capitale prima di recarvisi. Il casino, occupato da un'istituzione, non è necessariamente visitabile liberamente.

Quiz

  1. Con quale altro nome è anticamente conosciuta Villa Celimontana?
  • Villa Borghese
  • Villa Mattei
  • Villa Medici
  1. Quale monumento egizio orna il giardino della villa?
  • Una piramide
  • Un obelisco
  • Un tempio di Iside
  1. Su quale colle di Roma sorge Villa Celimontana?
  • L'Aventino
  • Il Celio
  • Il Palatino