Di fronte alla cattedrale di Siena, dall'altro lato di piazza del Duomo, si estende uno dei più antichi ospedali d'Europa. Santa Maria della Scala non è più un luogo di cura da decenni: il vasto complesso è diventato un polo museale di primo piano, dove si attraversano secoli di storia senese scendendo, sala dopo sala, nelle viscere della città. Per chi ama il Rinascimento, questo dedalo riserva un gioiello spesso meno affollato del vicino Duomo: la sala dei pellegrini e il suo straordinario ciclo dipinto.
Un guscio medievale
Va detto subito: l'architettura e la vocazione del luogo sono medievali. Santa Maria della Scala si sviluppò nel corso del Medioevo lungo la Via Francigena, la grande strada di pellegrinaggio che collegava il Nord Europa a Roma. Su questo itinerario Siena era una tappa fondamentale, e l'ospedale vi svolgeva un ruolo centrale: accogliere i pellegrini di passaggio, curare i malati, sfamare i poveri e raccogliere i bambini abbandonati, i cosiddetti «gettatelli». Questa triplice missione — ospitalità, cura, carità — plasmò un'istituzione al tempo stesso religiosa, sociale ed economica, dotata nei secoli di beni considerevoli.
L'edificio che si visita oggi è dunque una stratificazione: sale sovrapposte, cappelle, granai, magazzini e sotterranei, scavati e rimaneggiati nell'arco di generazioni. È in questo antico guscio che si inserisce, nel Quattrocento, uno strato propriamente rinascimentale, quello che fa la fama artistica del luogo.
Il Pellegrinaio, capolavoro del Rinascimento senese
Il cuore dell'interesse rinascimentale si concentra nel Pellegrinaio, la grande sala dove si accoglievano e curavano gli ospiti dell'ospedale. Negli anni Quaranta del Quattrocento le sue pareti ricevono un ciclo di affreschi che figura tra le pietre miliari della pittura senese del secolo. A dirigerne l'impresa è Domenico di Bartolo, a cui si attribuiscono le scene principali; la tradizione associa al cantiere la partecipazione di Lorenzo Vecchietta e di Priamo della Quercia.
Ciò che colpisce in questo ciclo è il soggetto. Lontano dalle consuete scene bibliche o agiografiche, gli affreschi mettono in immagine la vita stessa dell'ospedale e le sue opere di carità: vi si vedono la cura dei malati, l'accoglienza e il conforto dei pellegrini, la distribuzione delle elemosine, l'educazione dei trovatelli e persino il matrimonio delle fanciulle raccolte, dotate dall'istituzione. È una celebrazione pittorica della funzione sociale dell'ente, una sorta di monumentale autoritratto dell'ospedale nelle vesti di benefattore.
Sul piano artistico, questi dipinti segnano l'ingresso di Siena nel linguaggio del Rinascimento. La costruzione dello spazio obbedisce alla prospettiva, le architetture dipinte si aprono in profondità e, soprattutto, i personaggi sono colti con un realismo sociale notevole: gesti quotidiani, fisionomie varie, attenzione agli abiti, ai mestieri, alle età della vita. Il ciclo vale così tanto come opera d'arte quanto come documento sulla società senese del Quattrocento e sul funzionamento concreto di un grande ospedale del tardo Medioevo.
La Fonte Gaia originale conservata qui
Altro tesoro custodito dal complesso: i resti originali della Fonte Gaia, la fontana monumentale scolpita da Jacopo della Quercia per piazza del Campo. Esposte a lungo alle intemperie, le sculture originali furono spostate per proteggerle dall'erosione, ed è oggi a Santa Maria della Scala che se ne possono avvicinare gli elementi. La fontana che si ammira sul Campo è una copia: i marmi che qui l'occhio può studiare da vicino sono, invece, l'opera uscita dalle mani dello scultore.
Questo trasferimento fa del museo un luogo privilegiato per comprendere l'arte di Jacopo della Quercia, uno dei grandi scultori del primo Rinascimento, contemporaneo e rivale di Ghiberti e di Donatello. Davanti a questi rilievi si misura la potenza plastica e il senso del movimento che gli valsero la sua fama. La Fonte Gaia del Campo è oggetto di una scheda a parte: le due vanno distinte, l'una essendo la copia in situ, l'altra l'originale messo al riparo.
Un polo museale su più livelli
Al di là di questi due punti di forza, Santa Maria della Scala si è trasformata in un vasto complesso museale che si sviluppa su più livelli. Vi si trovano cappelle affrescate, sale dedicate alla storia dell'ospedale e delle sue collezioni, oltre a un museo archeologico allestito nei sotterranei, dove sono esposte collezioni antiche in una spettacolare cornice di gallerie voltate scavate sotto l'edificio.
Questa sovrapposizione di strati — ospedale medievale, decori rinascimentali, sotterranei archeologici — costituisce tutto il carattere del luogo: vi si scende letteralmente nello spessore del tempo senese. Prevedere una visita di durata adeguata permette di non sacrificare l'uno o l'altro di questi registri. A seconda dei periodi, il complesso ospita anche mostre temporanee, che occupano parte dei grandi spazi disponibili.
Cosa vedere assolutamente
- Il Pellegrinaio e il suo ciclo di affreschi degli anni Quaranta del Quattrocento, attribuito a Domenico di Bartolo, con la presunta partecipazione di Vecchietta e di Priamo della Quercia.
- Le scene di carità e di cura, quadri realistici della vita ospedaliera: accoglienza dei pellegrini, cura dei malati, matrimonio delle trovatelle.
- I resti originali della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, spostati qui per essere protetti (l'esemplare del Campo è una copia).
- Il museo archeologico ricavato nei sotterranei voltati del complesso.
- La posizione eccezionale dell'edificio, di fronte al Duomo, da cogliere da piazza del Duomo.
Informazioni pratiche
Santa Maria della Scala sorge su piazza del Duomo, proprio di fronte alla cattedrale di Siena, nel cuore del centro storico iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO. È oggi uno dei principali musei della città, e la sua visita si combina naturalmente con quella del Duomo e del suo battistero, poco distanti.
Trattandosi di un complesso ampio e disposto su più livelli, è consigliabile prevedere un tempo di visita sufficiente. Gli orari di apertura, le tariffe e gli eventuali biglietti cumulativi vanno verificati presso le fonti ufficiali prima di recarsi sul posto, poiché variano secondo le stagioni e la programmazione delle mostre temporanee. Anche l'accessibilità e le condizioni di visita dei diversi livelli possono essere oggetto di verifica preliminare.
Quiz
1. Quale sala di Santa Maria della Scala custodisce il celebre ciclo di affreschi rinascimentali?
- Il Pellegrinaio (sala dei pellegrini)
- La sacrestia
- Il refettorio
2. A quale pittore si attribuiscono le scene principali di questo ciclo degli anni Quaranta del Quattrocento?
- Domenico di Bartolo
- Sandro Botticelli
- Il Perugino
3. Quale opera originale, scolpita da Jacopo della Quercia, è conservata nel complesso per proteggerla?
- La Fonte Gaia (di cui una copia orna il Campo)
- Le porte del battistero
- Il pulpito della cattedrale

