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Rinascimento italiano

La basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi

Assise

La basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi

Nella piana che si distende ai piedi della collina di Assisi, a pochi chilometri dal borgo medievale aggrappato al fianco del monte Subasio, si erge una navata di un'ampiezza inattesa: la basilica di Santa Maria degli Angeli. L'edificio appartiene pienamente al tardo Rinascimento italiano, ma la sua ragion d'essere è assai più antica. Questo immenso involucro di pietra è stato concepito per un solo motivo: custodire e proteggere una cappella minuscola, la Porziuncola, culla dell'ordine francescano e luogo che Francesco d'Assisi avrebbe amato più di ogni altro. La basilica è così un'architettura-reliquiario alla scala monumentale, una delle più vaste chiese della cristianità elevata attorno a un oratorio di pochi metri quadrati. Comprendere il luogo presuppone di distinguere accuratamente i suoi strati: la grande navata classica del Cinquecento, l'oratorio medievale che essa racchiude e i rifacimenti dell'Ottocento che oggi danno alla facciata il suo volto.

La grande basilica della piana

Ciò che colpisce anzitutto il visitatore è il contrasto di scala. Mentre Assisi si raccoglie nelle sue vie ripide, Santa Maria degli Angeli dispiega nella piana una navata lunga, alta e luminosa, coronata da una vasta cupola visibile da assai lontano. L'edificio rientra in un classicismo monumentale: impianto regolare, chiara articolazione delle campate, ricerca di ampiezza e di solennità proprie della seconda metà del Cinquecento. La basilica fu voluta dal papato e dall'ordine francescano per accogliere degnamente il flusso crescente di pellegrini venuti a venerare i luoghi fondativi dell'ordine, in particolare in occasione del perdono della Porziuncola, l'indulgenza legata a questo santuario. Occorreva uno spazio capace di contenere la folla pur rispettando la piccola cappella: da qui questa scelta ardita di un grande involucro unitario, nel quale l'antico oratorio si trova letteralmente posato sotto la cupola, come un gioiello sotto una teca.

Galeazzo Alessi e l'architettura (1569)

La concezione della basilica sarebbe dovuta a Galeazzo Alessi (1512-1572), architetto perugino di primo piano, formatosi nel solco della cultura romana e attivo in particolare a Genova, dove avrebbe lasciato alcuni dei palazzi più ambiziosi del suo tempo. Il cantiere di Santa Maria degli Angeli sarebbe stato avviato intorno al 1569. Il progetto testimonia un'arte sapiente della composizione: pianta ordinata, alzato potente, cupola come punto di convergenza dello spazio interno. Alcuni elementi o aggiustamenti del programma sono talvolta riferiti all'intervento di altri architetti della generazione manierista — la tradizione evoca il nome di Vignola per alcune parti —, il che riflette la durata del cantiere e la natura collettiva delle grandi imprese architettoniche dell'epoca. Queste attribuzioni e questa ripartizione dei ruoli vanno maneggiate con prudenza: occorre ritenere soprattutto lo spirito dell'opera, un classicismo del tardo Rinascimento posto al servizio di un disegno spirituale assai preciso. La costruzione proseguì a lungo dopo la morte di Alessi, come era frequente per un edificio di tale ampiezza.

La Porziuncola racchiusa

Nel cuore della navata, sotto la cupola, sussiste la Porziuncola (la « piccola porzione »), oratorio medievale che Francesco d'Assisi avrebbe risollevato dalle sue rovine e che divenne il centro spirituale della sua comunità nascente. È lì, secondo la tradizione, che si sancirono gli inizi dell'ordine dei Frati minori e che santa Chiara avrebbe ricevuto l'abito religioso. La modesta cappella di pietra, conservata nel suo stato antico, reca affreschi, tra cui una composizione attribuita a Ilario da Viterbo (XIV secolo) che ne orna la facciata e illustra l'episodio del perdono. Nelle immediate vicinanze si trova la Cappella del Transito, cella in cui Francesco sarebbe morto nel 1226: questo piccolo spazio, anch'esso anteriore alla basilica, conserva la memoria di quel transito. L'insieme compone un itinerario di devozione — dalla Porziuncola al Transito — che la grande architettura di Alessi viene a incastonare senza cancellarlo. Il visitatore misura allora l'intenzione profonda del monumento: costruire grande per preservare piccolo.

Gli strati medievale, rinascimentale e ottocentesco da distinguere

Il volto esterno del santuario non deve trarre in inganno. La facciata attuale non risale al Rinascimento: essa deriva da rifacimenti posteriori, avendo l'edificio subito le conseguenze del terremoto del 1832 che danneggiò gravemente la struttura. La ricostruzione della facciata e l'elevazione della sua parte alta appartengono all'Ottocento. È pure di quest'epoca la statua dorata della Vergine — la Madonna degli Angeli — che corona il frontone e brilla in cima alla facciata: un'aggiunta dell'Ottocento, non un elemento del programma di Alessi. Conviene dunque tenere tre strati nettamente separati: la Porziuncola e il Transito, oratori medievali preesistenti; la basilica di Alessi, opera del tardo Rinascimento a partire dal 1569; infine i restauri e i complementi dell'Ottocento, facciata e statua dorata in testa. Confondere questi strati equivarrebbe ad attribuire al Rinascimento ciò che appartiene al Medioevo francescano o al romanticismo religioso del secolo seguente.

Portata

Santa Maria degli Angeli occupa un posto singolare nel paesaggio dell'architettura religiosa italiana: pochi monumenti incarnano con tale chiarezza l'idea di un involucro classico concepito per venerare un nucleo antico. Il santuario è uno dei grandi luoghi del pellegrinaggio francescano, associato all'indulgenza della Porziuncola che ogni anno richiama numerosi fedeli. La città sviluppatasi attorno alla basilica, nella piana, ne porta del resto il nome. L'insieme si inscrive nel sito iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO con la denominazione « Assisi, le basiliche e i siti francescani » (2000), che riconosce il valore eccezionale dei luoghi legati a san Francesco e alla loro irradiazione spirituale e artistica.

Cosa vedere assolutamente

  • La Porziuncola, oratorio medievale posato sotto la cupola, cuore spirituale del santuario.
  • L'affresco della facciata della Porziuncola, attribuito a Ilario da Viterbo, sul tema del perdono.
  • La Cappella del Transito, cella in cui san Francesco sarebbe morto.
  • La vasta cupola e la grande navata interna, impronta del classicismo di Alessi.
  • La statua dorata della Madonna degli Angeli in cima alla facciata (aggiunta dell'Ottocento).
  • Il roseto e gli spazi conventuali attigui, legati alla memoria francescana.

Informazioni pratiche

Santa Maria degli Angeli è un luogo di culto attivo e un alto luogo di pellegrinaggio: l'abbigliamento decoroso e il silenzio vi sono di rigore, particolarmente attorno alla Porziuncola e alle cappelle di devozione. La basilica si trova nella piana, a distanza dal centro storico di Assisi arroccato sulla collina; è facilmente raggiungibile dalla vicina stazione. Gli orari di apertura, i tempi delle celebrazioni e le eventuali restrizioni di visita variano secondo il calendario liturgico e l'affluenza dei pellegrini: è prudente verificare queste informazioni presso il santuario prima di recarvisi. La fotografia può essere limitata negli spazi sacri.

Quiz

Chi avrebbe concepito la basilica di Santa Maria degli Angeli a partire dal 1569? Galeazzo Alessi.

Quale oratorio medievale la grande basilica è stata costruita per racchiudere? La Porziuncola, cara a san Francesco.

A quando risalgono la facciata attuale e la statua dorata che la corona? All'Ottocento, dopo il terremoto del 1832.